La digital transformation e il Green Deal negli orientamenti politici dell’era di Ursula Von der Leyen

Ambizione, sicurezza ed etica: il progetto del nuovo presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per un’Europa più digitale può essere riassunto con questi tre termini. Nel documento sugli Orientamenti politici per la prossima commissione europea 2019-2024, con cui si stabiliscono le priorità dei primi cento giorni di mandato e si annunciano gli interventi per il futuro, la presidente sottolinea la necessità di trovare una via europea alla digital transformation, favorendo gli investimenti in tecnologie innovative, in particolare l’intelligenza artificiale, e lavorare sulla formazione partendo dai banchi di scuola.

Il digitale però non è l’unico aspetto curato dal presidente. Nel documento grande spazio ha anche il progetto di un Green Deal, un piano per rendere l’Europa un punto di riferimento per la tutela dell’ambiente. Un’iniziativa che, ovviamente, ha riflessi anche sulle industrie e le attività produttive. In generale, i progetti presentati dal presidente Von der Leyen toccano in tutto sei tematiche, argomenti ritenuti di importanza strategica per l’Europa dei prossimi cinque anni:

  • Un Green Deal europeo
  • Un’economia che lavora per le persone
  • Un’Europa pronta per l’era digitale
  • Proteggere il nostro stile di vita europeo
  • Un’Europa più forte nel mondo
  • Un nuovo slancio per la democrazia europea

Le iniziative per un’Europa digital

Von der Leyen ha annunciato l’intenzione di presentare “una proposta legislativa per un approccio europeo coordinato alle implicazioni umane ed etiche dell’intelligenza artificiale. Questa proposta dovrebbe esaminare anche i modi per utilizzare i Big Data per favorire innovazioni capaci di generare ricchezza per le nostre società e le nostre imprese”.


In questo senso, priorità sono gli investimenti in intelligenza artificiale, “sia attraverso il quadro finanziario pluriennale sia promuovendo il ricorso ai partenariati pubblico-privato”. In arrivo anche una nuova legge sui servizi digitali, con l’obiettivo di rafforzare le norme europee in materia di responsabilità e sicurezza per le piattaforme, i servizi e i prodotti digitali, arrivando anche a completare il mercato digitale.

Riguardo al settore pubblico, Von der Leyen vuol dare il buon esempio: “Porterò avanti la piena digitalizzazione della Commissione, mettendo in atto nuovi metodi digitali e nuovi strumenti di diplomazia digitale. Il risultato cui miro è un’istituzione più reattiva e flessibile, che lavori in modo più trasparente”.

Un occhio di riguardo anche alla formazione, con l’impegno di realizzare entro il 2025 lo spazio europeo dell’istruzione: “La mia priorità sarà di rafforzare le competenze digitali degli europei, giovani e adulti, aggiornando il piano d’azione per l’istruzione digitale. Dobbiamo ripensare l’istruzione sfruttando il potenziale che offre Internet e mettere il materiale didattico a disposizione di tutti, ad esempio promuovendo corsi online aperti e di massa”, scrive il presidente. L’obiettivo è rendere le competenze digitali conoscenze di base per tutti gli europei. A questo pro, il presidente si impegna a sostenere “altresì l’idea del Parlamento europeo di triplicare la dotazione di bilancio del programma Erasmus+ nel quadro del prossimo bilancio a lungo termine”.

Un green deal europeo

Ursula Von der Leyen ha avanzato la proposta di un Green Deal, un piano ragionato di misure e investimenti per rendere l’Europa un punto di riferimento per le politiche ambientali e l’economia circolare. Ha spiegato che “includerà la prima normativa europea sul clima volta a sancire nella legge l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. La passione, la convinzione e l’energia dei milioni di giovani che fanno sentire la loro voce nelle nostre piazze e nei nostri cuori sono state fonte di ispirazione: la nostra generazione ha il dovere di ottemperare alle loro richieste Siamo sulla buona strada per conseguire gli ambiziosi obiettivi dell’accordo di Parigi e i traguardi stabiliti per il 2030, ma se vogliamo veramente raggiungere la neutralità climatica nel 2050 dobbiamo fare di più e più in fretta. Il nostro obiettivo attuale è una riduzione delle emissioni pari al 40 % entro il 2030”.

Il presidente invita all’ambizione, sottolineando che “le emissioni di carbonio devono avere un prezzo. Ciascuno di noi e tutti i settori sono chiamati a contribuire. Proporrò di estendere il sistema di scambio di quote di emissione al settore marittimo e di ridurre gradualmente le quote gratuite assegnate alle compagnie aeree. Ne proporrò inoltre l’ulteriore estensione perché anche il traffico e l’edilizia siano inclusi. Se vogliamo raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, i diversi sistemi dovranno convergere al più tardi nel 2030”. E a proposito di emissioni, ha affermato di ambire entro al 2030 a una riduzione del 50% delle emissioni, impegnandosi a presentare entro il 2021 un piano per aumentare l’obiettivo al 55% in modo responsabile.

L’intenzione è anche quella di introdurre un’imposta sul carbonio alle frontiere per evitare la rilocalzzazione delle emissioni, rispettando le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio: “Cominceremo da un certo numero di settori. Condurrò inoltre un riesame della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici”. Il fine del Green Deal è rendere “l’Europa sarà leader mondiale nell’economia circolare e nelle tecnologie pulite. Lavoreremo per la decarbonizzazione dei settori industriali ad alta intensità energetica”.

Così, nel prossimo bilancio a lungo termine si punta a fissare un obiettivo di spesa per il conseguimento degli obiettivi climatici pari al 30%: “Tuttavia, poiché i finanziamenti pubblici da soli non saranno sufficienti, dovremo sfruttare gli investimenti privati ponendo la finanza verde e sostenibile al centro della catena d’investimento e del sistema finanziario. È quindi mia intenzione presentare una strategia per la finanza verde e un piano di investimenti per un’Europa sostenibile”, coinvolgendo anche la Banca europea per gli investimenti, che potrebbe essere in parte trasformata in una banca climatica europea.

Nicoletta Pisanu

Giornalista, collabora da anni con testate nazionali e locali. Laureata in Linguaggi dei Media e in Scienze sociali applicate all'Università Cattolica di Milano, è specializzata in cronaca.

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