A livello globale ci vorranno 99,5 anni per raggiungere la parità di genere: un numero enorme, ma almeno inferiore di quasi 10 anni rispetto all’anno scorso. Al miglioramento di questo dato di sintesi fanno però da contraltare diversi aspetti tra quelli esaminati nel Global Gender Gap Report elaborato dal World Economic Forum, lo studio statistico che ogni anno fa il punto sulle disparità di genere fornendo un indicatore sintetico e sottoindici dedicati a quattro dimensioni: politica (Political Empowerment), economia (Economic Participation and Opportunity), salute (Health and Survival) e formazione (Educational Attainment).

Il risultato globale è dovuto al significativo miglioramento della dimensione politica, per la quale si prevede che il gender gap sarà colmato in 94,5 anni (nel 2018 gli anni previsti erano 107). Al contrario il divario più grave – e anche l’unico ad essere aumentato – è quello relativo all’ambito economico, che richiederà ben 257 anni per essere colmato. La dimensione relativa alla formazione non mostra variazioni di rilievo: il gap si chiuderà in 12 anni. Già chiuso, invece, il gap relativo alla dimensione salute.


Dal punto di vista territoriale, l’Europa Occidentale è la regione che fa registrare i miglioramenti più significativi: la barra del progresso tocca quota 76,7%, il che significa che ci vorranno “solo” 54 anni per colmare il divario. Nel Nord America il progresso è al 72,9% (151 anni alla chiusura). Seguono America Latina e Caraibi (72,2%), poi Europa orientale e Asia centrale (71,3%), Africa subsahariana (68,2%), Asia meridionale (66,1%) e Medio Oriente e Nord Africa (60,5%).

Il gender gap in Italia

L’Italia si colloca a metà classifica, al 76esimo posto su 153 Paesi, con un peggioramento di sei posizioni rispetto al 2018.

Più nel dettaglio l’Italia occupa la posizione numero 44 quanto al ruolo delle donne in politica (e 30 per la quota di donne in Parlamento), 117 per la dimensione relativa a opportunità e partecipazione economica (125 per parità retributiva con gli uomini) e 55 per gli aspetti relativi all’education.

Un punto assai dolente è l’occupazione femminile. In Italia lavora ancora meno di una donna su due. Il divario fra il tasso di occupazione delle donne e quello degli uomini è del 18,9%.

La situazione peggiore in termini di equilibrio di genere, sia a livello mondiale che in Italia, riguarda il settore dell’ICT, in particolare nei campi emergenti come il cloud computing, l’ingegneria, la gestione dati e l’intelligenza artificiale.

Le donne nell’ICT

Su questo tema Anitec-Assinform, la federazione di Confindustria che si occupa di ICT, organizza il 30 gennaio a Milano la tavola rotonda dedicata alle Donne dell’ICT: un evento patrocinato dall’AICA (l’Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico), dalla Fondazione Marisa Bellisario, da STEAMiamoci, Tuttoscuola e Women&Tech che si pone l’obiettivo di sensibilizzare scuole, famiglie, giovani, istituzioni, imprese sulla necessità di formare un numero maggiore di donne esperte nell’informatica e promuovere misure concrete per attrarre le ragazze a intraprendere studi e una carriera professionale in questo campo, colmando cosi il gap di genere all’interno della società.

All’evento prenderanno parte 20 donne, protagoniste del settore digitale, che attraverso le loro testimonianze racconteranno, a partire dalla loro esperienza personale nello studio e nella carriera professionale, come sta cambiando il mondo del lavoro, quali mestieri nuovi sono emersi, come si stanno trasformando quelli tradizionali e cosa ha di speciale il talento femminile.

Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform ha così commentato: “I dati sulla disparità di genere fra uomini e donne nell’economia e società italiana sono inaccettabili e insostenibili, tanto più per un paese che si colloca come decima potenza industriale a livello mondiale. È tempo di agire e in fretta perché non possiamo continuare a rinunciare al contributo fondamentale che è in grado di offrire il talento femminile al nostro Paese. Far crescere la presenza qualificata professionale e dirigenziale delle donne nell’ambito delle attività dell’ICT rappresenta un fattore chiave per dare nuovi impulsi alla crescita dell’economia e accelerare i processi di innovazione e trasformazione digitale”.

“Questa nostra iniziativa è molto importante e esprime l’impegno dell’intero settore ICT a favore di una più decisa azione da parte di istituzioni, imprese, famiglie, opinion leader e policy maker per ottenere un maggior numero di donne esperte nell’informatica, attrarre le ragazze ad intraprendere studi e carriere professionali in questo campo”, ha aggiunto Maria Rita Fiasco, Vice Presidente Anitec-Assinform e coordinatrice Gruppo di Lavoro “Skills per la crescita d’Impresa” dell’Associazione. “Sarà un bene per l’occupazione, per tutto il sistema produttivo e darà una spinta all’innovazione facendo evolvere cultura e mindset di una industria che deve affermarsi come best practice di inclusione e sostenibilità”.

Valentina Repetto

Appassionata di tecnologia ma con un amore incondizionato verso la natura, si dedica alla fotografia e al video editing. Curiosa e esploratrice verso tutto ciò che la circonda. Laureata in Scienze e Tecnologie Multimediali, indirizzo comunicazione.

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3 pensieri riguardo “In Italia la parità di genere è ancora una chimera, soprattutto in ambito ICT

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