Produzioni essenziali, accordo tra sindacati e Governo: cambia la lista dei codici Ateco

Dopo un confronto a più riprese, iniziato nella mattina di martedì 24 marzo e terminato poco dopo mezzogiorno di mercoledì 25 marzo, i sindacati hanno trovato un nuovo accordo con il Governo per la modifica dell’elenco dei codici Ateco delle attività produttive “essenziali” che, per effetto del DPCM 22 marzo, possono rimanere aperte.

Dall’elenco infatti sono stati esclusi alcuni codici e sottocodici riguardanti produzioni non ritenute indispensabili (in calce all’articolo trovate l’elenco e il testo del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico). Tra quelli elencati, non si potrà più produrre articoli in gomma, macchine per l’agricoltura e per l’industria alimentare, coloranti, fiammiferi, prodotti esplosivi o oggetti in plastica per l’ufficio e la scuola. Fermata anche l’attività di riparazione e manutenzione in alcuni settori: si va dall’utensileria ad azionamento manuale alle armi, dai carrelli per la spesa agli aeromobili e veicoli spaziali. Si ferma anche la costruzione di opere idrauliche e di altre opere di ingegneria civile. Per quanto riguarda i call center, invece, si sospende l’attività in uscita, mentre per quella in entrata si concede di operare per i contratti stipulati con soggetti che svolgono le attività economiche permesse (come energia, telecomunicazioni ecc.).

Ci sono poi delle aggiunte ai codici Ateco, richieste dalle imprese che si sono viste escluse dall’elenco pur facendo parte di filiere indispensabili per il Paese. È il caso del settore degli imballaggi, che era stato precedentemente escluso dal listone provocando la delusione del Presidente di Ucima (Unione Costruttori Italiani Macchine Automatiche per il Confezionamento e l’Imballaggio), Enrico Aureli, data l’importanza di questo settore per la filiera alimentare e farmaceutica. Tra le altre attività produttive che saranno ora permesse, la fabbricazione di vetro cavo (sarà quindi possibile produrre le confezioni in vetro per gli alimenti, precedentemente escluse) e quella delle batterie di pile e di accumulatori elettrici.

Inoltre, con una lettera congiunta dei Ministri dello Sviluppo Economico e della Difesa all’Aiad (Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), si richiede alle “attività di rilevanza strategica” (come l’industria della difesa e dell’aerospazio) di “concentrare l’operatività sulle linee produttive ritenute maggiormente essenziali e strategiche e, di contro, rallentare, per quanto possibile, l’attività produttiva e commerciale con riferimento a tutto ciò che non sia ritenuto, del pari, analogamente essenziale, con l’auspicio che su tali decisioni e scelte possano essere debitamente coinvolte anche le diverse rappresentanze sindacali aziendali”.

Fin dalla pubblicazione del DPCM del 22 marzo, i sindacati si sono dichiarati delusi per la lista coi codici Ateco delle attività produttive che sarebbero potute rimanere aperte, giudicata troppo vasta.

“L’elenco presentato pochi giorni fa dal Governo era troppo esteso”, ha detto Carmelo Barbagallo, Segretario Generale della Uil. “Secondo noi, molte delle attività andavano sospese per porre un argine al diffondersi del contagio da Covid-19. Non ci sembrava che, in questa fase, alcune produzioni fossero così necessarie. Abbiamo presentato al Governo le nostre proposte e abbiamo fatto un confronto serrato di merito. Molte delle nostre richieste sono state accolte”.

“Abbiamo ristretto le produzioni davvero indispensabili per garantire la continuità del nostro sistema sanitario e del settore dell’agroalimentare, cioè quelle che sono le produzioni davvero essenziali nel nostro Paese in questo momento”, è il commento di Annamaria Furlan, Segretaria Generale della Cisl.

“Nel confronto con il governo abbiamo ridotto il numero delle attività essenziali”, ha detto Maurizio Landini, Segretario Generale della CGIL. “È un risultato importante, perché abbiamo ridotto il numero di persone che dovrà andare a lavorare e abbiamo chiarito quelli che sono i settori essenziali e le produzioni che invece, in questo momento, è utile sospendere per la salute e la sicurezza di tutti”.

Il ruolo del prefetto

Come è noto, le aziende che non sono incluse nell’elenco dei codici Ateco autorizzati ad operare possono fare una comunicazione al Prefetto motivando la necessità di stare aperti (in tutto o in parte) perché svolgono attività funzionali per la continuità delle filiere essenziali. Su questo punto però i sindacati hanno spiegato che, tramite una Circolare del Ministero dell’Interno, viene infatti data ai Prefetti l’indicazione di consultare i sindacati territoriali prima di consentire alle imprese richiedenti di rimanere aperte.

Il DPCM 22 marzo infatti prevede che “restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 1 […] previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente”.

Resta inteso che le attività che restano aperte devono uniformarsi alle specifiche previste dal Protocollo sulla sicurezza dei lavoratori.

Confindustria: disappunto ma stop a polemiche

Esprime il proprio disappunto Confindustria, contraria alla riduzione della lista delle attività permesse. “Pur non condividendo gli interventi che oggi hanno rimesso in discussione provvedimenti già molto restrittivi assunti nei giorni scorsi e, quindi, l’esclusione di alcune produzioni a nostro avviso essenziali per garantire le filiere” – recita una nota degli industriali – “diciamo che bisogna mettere da parte polemiche, strumentalizzazioni ed eccessi nel linguaggio, come quelli cui abbiamo assistito nei giorni scorsi, ingenerosi verso una categoria che sta responsabilmente affrontando assieme a tutto il Paese la peggiore crisi sanitaria ed economica dal dopoguerra, e lavorare tutti nella medesima direzione e con senso di responsabilità”.

Confindustria chiede di adottare rapidamente ulteriori misure per preparare la ripresa dopo la crisi che sta colpendo le imprese italiane, delle quali il 56% (secondo le stime dell’Istat) potrebbe essere costretto a chiudere. “Il nostro appello è che si affronti questa emergenza da economia di guerra, facendolo insieme, con la consapevolezza della gravità e con senso di unità nazionale nel rispetto di tutti noi”, conclude il comunicato degli industriali.

Anche la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) si dichiara “profondamente preoccupata per l’esito del confronto tra Governo e sindacati”, avvenuto “appena 48 ore” dopo la pubblicazione del DPCM 22 marzo.

Ricordando “la complessità delle filiere, l’elevato livello di esternalizzazioni da parte di tutte le imprese, la profonda integrazione del sistema produttivo”, tutti elementi che “rendono alquanto complicato definire le attività essenziali”, i rappresentanti di artigiani e PMI definiscono “irragionevole che la modifica dell’allegato sia avvenuta sotto la minaccia di uno sciopero e senza il coinvolgimento delle imprese il cui unico interesse, in questa fase di emergenza, è contribuire a combattere il virus”.

La CNA conclude paventando i “rischi di confusione” che potranno derivare dalla consultazione tra Prefetti e sindacati sulle richieste delle imprese che non sono inserite nell’elenco, pur svolgendo attività essenziali. “L’Italia sta vivendo una fase di estrema emergenza e c’è assoluto bisogno di una catena di comando chiara, coerente e univoca, ancorata ai valori democratici e al dettato costituzionale”, conclude la nota. “Il rischio è quello che inizi a serpeggiare il virus del caos, con effetti devastanti per la convivenza civile e il tessuto sociale del Paese”.

I codici e sottocodici Ateco esclusi nella nuova lista

I codici Ateco esclusi del tutto dalla nuova lista, rispetto alla versione precedente, sono:

  • 13.94 Fabbricazione di spago, corde, funi e reti
  • 22.1 Fabbricazione di articoli in gomma
  • 28.3 Fabbricazione di macchine per l’agricoltura e la silvicoltura
  • 28.93 Fabbricazione di macchine per l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco (incluse parti e accessori)
  • 46.69.19 Commercio all’ingrosso di altri mezzi ed attrezzature da trasporto

C’è poi un insieme di sottocodici che sono stati esclusi:

All’interno del codice 17 (Fabbricazione di carta) si esclude:

  • 17.23 Fabbricazione di prodotti cartotecnici
  • 17.24 Fabbricazione di carta da parati

All’interno del codice 20 (Fabbricazione di prodotti chimici) si esclude la fabbricazione di:

  • 20.12 Coloranti e pigmenti
  • 20.51.01 Fiammiferi
  • 20.51.02 Articoli esplosivi
  • 20.59.50 Prodotti chimici impiegati per ufficio e per il consumo non industriale
  • 20.59.60 Prodotti ausiliari per le industrie tessili e del cuoio

All’interno del codice 22.2 (Fabbricazione di articoli in materie plastiche) si esclude la fabbricazione di:

  • 22.29.01 Parti in plastica per calzature
  • 22.29.02 Oggetti in plastica per l’ufficio e la scuola

All’interno del codice 33 (Riparazione e manutenzione, installazione di macchine e apparecchiature) si esclude la riparazione e manutenzione di:

  • 33.11.01 Stampi, portastampi, sagome, forme per macchine
  • 33.11.02 Utensileria ad azionamento manuale
  • 33.11.03 Armi, sistemi d’armi e munizioni
  • 33.11.04 Casseforti, forzieri, porte metalliche blindate
  • 33.11.05 Armi bianche
  • 33.11.07 Carrelli per la spesa
  • 33.11.09 Altri prodotti in metallo
  • 33.12.92 Giostre, altalene, padiglioni da tiro al bersaglio ed altre attrezzature per parchi di divertimento
  • 33.16 Aeromobili e veicoli spaziali
  • 33.17 Materiale rotabile ferroviario, tranviario, filoviario e per metropolitane (esclusi i loro motori)

All’interno del codice 42 (Ingegneria civile) si esclude:

  • 42.91 Costruzione di opere idrauliche
  • 42.99.09 Altre attività di costruzione di altre opere di ingegneria civile NCA

Il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico chiarisce inoltre che “le imprese le cui attività sono sospese per effetto del presente decreto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 28 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza”.

I codici e sottocodici Ateco aggiunti nella nuova lista

Vi sono poi una serie di codici e sottocodici Ateco che sono stati aggiunti rispetto alla precedente lista. Eccoli nel dettaglio:

  • 23.13 Fabbricazione di vetro cavo
  • 25.21 Fabbricazione di radiatori e contenitori in metallo per caldaie per il riscaldamento centrale
  • 25.92 Fabbricazione di imballaggi leggeri in metallo
  • 27.2 Fabbricazione di batterie di pile e di accumulatori elettrici
  • 28.29.30 Fabbricazione di macchine automatiche per la dosatura, la confezione e per l’imballaggio

Si permette poi l’attività delle agenzie di lavoro temporaneo interinale (codice 78.2), ma esclusivamente per quelle permesse dalla lista di codici Ateco appena aggiornata e dal DPCM 11 marzo 2020.

Permessa anche l’attività dei call center (codice 82.20) ma escludendo le attività in uscita (outbound) e dei servizi telefonici a carattere ricreativo. I call center in entrata (inbound) potranno invece operare in relazione a contratti stipulati con soggetti che svolgono le attività economiche permesse.

Infine, sono permessi i servizi di sostegno alle imprese (codice 82.99.99) esclusivamente per le consegne a domicilio.

SCARICA IL DECRETO DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

La lista completa aggiornata

ATECO DESCRIZIONE
1 Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali
3 Pesca e acquacoltura
5 Estrazione di carbone
6 Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale
09.1 Attività dei servizi di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale
10 Industrie alimentari
11 Industria delle bevande
13.96.20 Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali
13.95 Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento)
14.12.00 Confezioni di camici, divise e altri indumenti da lavoro
16.24* Fabbricazione di imballaggi in legno
17 Fabbricazione di carta (ad esclusione dei codici: 17.23 e 17.24)
18 Stampa e riproduzione di supporti registrati
19 Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio
20 Fabbricazione di prodotti chimici (ad esclusione dei codici: 20.12 – 20.51.01 – 20.51.02 – 20.59.50 – 20.59.60)
21 Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici
22.2 Fabbricazione di articoli in materie plastiche (ad esclusione dei codici: 22.29.01 e 22.29.02)
23.13 Fabbricazione di vetro cavo
23.19.10 Fabbricazione di vetrerie per laboratori, per uso igienico, per farmacia
25.21 Fabbricazione di radiatori e contenitori in metallo per caldaie per il riscaldamento centrale
25.92 Fabbricazione di imballaggi leggeri in metallo
26.6 Fabbricazione di apparecchi per irradiazione, apparecchiature elettromedicali ed elettroterapeutiche
27.1 Fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici e di apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità
27.2 Fabbricazione di batterie di pile e di accumulatori elettrici
28.29.30 Fabbricazione di macchine automatiche per la dosatura, la confezione e per l’imballaggio
28.95.00 Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse parti e accessori)
28.96 Fabbricazione di macchine per l’industria delle materie plastiche e della gomma (incluse parti e accessori)
32.50 Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche
32.99.1 Fabbricazione di attrezzature ed articoli di vestiario protettivi di sicurezza
32.99.4 Fabbricazione di casse funebri
33 Riparazione e manutenzione installazione di macchine e apparecchiature (ad esclusione dei seguenti codici: 33.11.01, 33.11.02, 33.11.03, 33.11.04, 33.11.05, 33.11.07, 33.11.09, 33.12.92, 33.16, 33.17)
35 Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
36 Raccolta, trattamento e fornitura di acqua
37 Gestione delle reti fognarie
38 Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali
39 Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti
42 Ingegneria civile (ad esclusione dei seguenti codici: 42.91, 42.99.09 e 42.99.10)
43.2 Installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzioni e installazioni
45.2 Manutenzione e riparazione di autoveicoli
45.3 Commercio di parti e accessori di autoveicoli
45.4 Per la sola attività di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e accessori
46.2 Commercio all’ingrosso di materie prime agricole e animali vivi
46.3 Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco
46.46 Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici
46.49.2 Commercio all’ingrosso di libri riviste e giornali
46.61 Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature, macchine, accessori, forniture agricole e utensili agricoli, inclusi i trattori
46.69.91 Commercio all’ingrosso di strumenti e attrezzature ad uso scientifico
46.69.94 Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e infortunistici
46.71 Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione, di combustibili per riscaldamento
49 Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte
50 Trasporto marittimo e per vie d’acqua
51 Trasporto aereo
52 Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
53 Servizi postali e attività di corriere
55.1 Alberghi e strutture simili
j (DA 58 A 63) Servizi di informazione e comunicazione
K (da 64 a 66) Attività finanziarie e assicurative
69 Attività legali e contabili
70 Attività di direzione aziendali e di consulenza gestionale
71 Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
72 Ricerca scientifica e sviluppo
74 Attività professionali, scientifiche e tecniche
75 Servizi veterinari
78.2 Attività delle agenzie di lavoro temporaneo (interinale)1
80.1 Servizi di vigilanza privata
80.2 Servizi connessi ai sistemi di vigilanza
81.2 Attività di pulizia e disinfestazione
82.20 Attività dei call center2
82.92 Attività di imballaggio e confezionamento conto terzi
82.99.2 Agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste
82.99.99 Altri servizi di sostegno alle imprese3
84 Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
85 Istruzione
86 Assistenza sanitaria
87 Servizi di assistenza sociale residenziale
88 Assistenza sociale non residenziale
94 Attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali
95.11.00 Riparazione e manutenzione di computer e periferiche
95.12.01 Riparazione e manutenzione di telefoni fissi, cordless e cellulari
95.12.09 Riparazione e manutenzione di altre apparecchiature per le comunicazioni
95.22.01 Riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa
97 Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico

*Correzione del codice 16.24.20

1. Esclusivamente in relazione alle attività di cui agli allegati 1 e 2 del DPCM di data 11 marzo 2020 e del presente allegato 1.

2. Con l’esclusione delle attività in uscita (outbound) e dei servizi telefonici a carattere ricreativo. I call center in entrata (inbound) possono operare in relazione a contratti stipulati con soggetti che svolgono attività economiche di cui agli allegati 1 e 2 del DPCM di data 11 marzo 2020 e del presente allegato 1.

3. Esclusivamente per le consegne a domicilio.

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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