Dal Piano di Rilancio all’abbassamento dell’Iva, ecco le prossime mosse del Governo dopo gli Stati Generali

Si concludono dopo “quasi novanta ore di ascolto” gli Stati Generali dell’economia iniziati lo scorso sabato 13 giugno, organizzati dal Governo italiano per raccogliere opinioni e suggerimenti sulla bozza del Piano di Rilancio che farà da guida al progetto per “reinventare il Paese”.

Una “settimana davvero molto intensa”, vissuta in un “clima di massima concentrazione”, in cui si sono “toccati con mano i problemi” della società civile, del mondo produttivo e di quello della cultura dell’Italia. Con queste parole il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiude le consultazioni e fissa i prossimi impegni su cui si concentrerà il Governo.

Impegni che viaggiano su due binari: quello delle misure da mettere in campo “nell’immediato” (per cui è quasi certo che l’esecutivo chiederà un ulteriore scostamento di bilancio) e quello del vero e proprio Piano di Rilancio che sarà rielaborato questa settimana “alla luce dei suggerimenti” ricevuti e di un possibile confronto anche con le opposizioni che hanno disertato la “passerella” di Villa Pamphili. La versione definitiva che ne uscirà sarà infatti “l’orizzonte dell’azione di governo”, da cui sarà ricavato il “Recovery Plan“: gli specifici investimenti e le riforme che saranno presentate a settembre per chiedere all’Unione Europea le risorse per la fase 3 (dal Recovery Fund “Next Generation EU” a quelle del bilancio comunitario per i prossimi anni).

Le riforme principali del Piano di Rilancio

Nel fornire il resoconto di questa settimana di colloqui, Conte ha ricordato le “tre direttrici ampiamente condivise” su cui il Governo intende strutturare il Piano di Rilancio dell’Italia: “modernizzare il Paese”, “lavorare per una robusta transizione energetica” e “rendere l’Italia più inclusiva”.

All’interno di queste tre linee guida sono emersi alcuni progetti che “hanno raccolto il maggiore sostegno”.

Per quanto riguarda la modernizzazione sono:

  • Alta velocità e infrastrutture
  • Piano “Cashless” per “favorire i pagamenti digitali” e “contrastare l’economia sommersa”
  • Realizzazione della rete unica con la fibra ottica per colmare il Digital Divide e “rendere internet accessibile a tutti con poco costo”
  • Semplificazione e riduzione della burocrazia con revisione dei reati di abuso d’ufficio e responsabilità erariale

Sul piano della transizione energetica, il premier ha ricordato la volontà del Governo di “rendere strutturali tutti gli incentivi e le agevolazioni per le imprese che mostreranno una spiccata vocazione e propensione per la digitalizzazione e per il green”. Il riferimento è alla triennalizzazione e al potenziamento del Piano Transizione 4.0, su cui è già al lavoro il Ministero dello Sviluppo Economico. In questa direzione vanno anche le parole scritte su Facebook (a seguito della chiusura degli Stati Generali) dal Ministro Stefano Patuanelli, che ha ricordato la volontà di potenziare le aliquote e rendere strutturale il piano “con una programmazione almeno triennale”. Sia Conte che Patuanelli hanno poi richiamato la vera novità dedicata a Industria 4.0, che sarà contenuta nel Piano di Rilancio: il “Piano Impresa 4.0 Plus” dedicato alle “tecnologie di frontiera” come Intelligenza Artificiale, Blockchain e IoT.

Sempre in ambito transizione energetica il premier ha esposto un ulteriore progetto emerso durante gli Stati Generali: la creazione dei “distretti dell’economia circolare, spazi industriali in cui non si lavorerà più per l’economia lineare”, per “abbandonare il combustibile fossile e passare alle rinnovabili”. In questo senso Conte ha ricordato che “a Ravenna nascerà il più grande centro al mondo di cattura e stoccaggio di CO2” per cui “avremo energia blu e idrogeno integrali”.

Sulla terza direttrice, quella dedicata alla maggiore inclusività del Paese, Conte ha citato la volontà di “dare impulso alla riduzione del cuneo fiscale” per i lavoratori: una misura su cui l’esecutivo pensa di intervenire già a luglio.

Su questo fronte ci sono poi altri temi anticipati come:

  • il contrasto alla povertà educativa dei giovani: “bisogna investire nell’Università, nella ricerca e nella scuola”
  • un “progetto solido nazionale per garantire la formazione continua dei lavoratori e dei professionisti” in modo da “recuperare il gap di produttività con gli altri Paesi”
  • una “formazione dirigenziale diffusa nel privato e nella Pubblica Amministrazione”
  • un progetto che garantirebbe un voucher da 500 euro per 3 anni alle donne che aspirano a diventare manager
  • più investimenti nel diritto allo studio: “più borse di studio accessibili a quanti più ragazzi possibile” e investimenti per le residenze universitarie

I progetti da fare subito

Tra i progetti da mettere in campo subito per far fronte alla crisi economica e sociale connessa all’emergenza Covid-19, negli ultimi giorni è emersa l’ipotesi (avvalorata da un video della Presidenza del Consiglio con i momenti salienti di una giornata di lavoro degli Stati Generali) di un abbassamento dell’Iva per far ripartire i consumi.

Questa misura, ha detto Conte, è “una delle ipotesi” discusse, su cui però non è ancora stata presa nessuna decisione, “perché è costosa e va studiata con attenzione”. In questo senso Conte ha specificato che questa settimana “è già decisiva per una prospettiva del genere”.

Nei prossimi giorni dovrebbe poi vedere la luce il decreto legge “Semplificazioni”, con il premier che si dice fiducioso che venga portato “già al prossimo Consiglio dei Ministri”.

Se, come si diceva, il Governo otterrà l’ulteriore scostamento di bilancio, le risorse liberate saranno utilizzate “per misure concrete e veloci”. Si va quindi dal rifinanziamento (e probabile prolungamento) della Cassa Integrazione a specifici interventi per contrastare la disoccupazione, fino ad “incentivi per le categorie maggiormente in sofferenza”. Conte fa l’esempio del turismo, perché “è evidente che alcuni settori non ripartiranno nonostante la riapertura formale delle attività”.

Conte: con Confindustria “possono esserci valutazioni diverse”

Il Presidente del Consiglio dedica infine alcune parole anche al rapporto con Confindustria, minato negli ultimi giorni da alcuni episodi di conflitto, dalle frecciatine tra Carlo Bonomi e lo stesso Conte all’analisi del Centro Studi degli industriali sulle misure tardive e scarse adottate dall’esecutivo per far fronte alla crisi, su cui è arrivata la risposta irritata dei Ministeri dell’Economia e dello Sviluppo Economico.

“La dialettica non mi spaventa, è giusto che gli industriali si confrontino col Governo con proposte concrete”, ha detto Conte. “Possiamo anche mantenere una diversità di valutazioni e di opinioni. Abbiamo presentato anche a Confindustria, come agli altri, il nostro Piano di Rilancio, chiedendo di farci pervenire le loro osservazioni, di cui sicuramente terremo conto. Su molte di esse confido possiamo averli dalla nostra parte. Su altre ci potrà essere una diversità di valutazioni. L’importante è che tutti lavoriamo per un obiettivo molto chiaro: un’Italia più moderna, più digitale, con infrastrutture più sicure, più verde, più inclusiva. Il Governo deve farsi carico non solo degli interessi di una determinata categoria, ma di tutto il Paese”.

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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