Intelligenza artificiale, la strategia italiana (di nuovo) in consultazione pubblica

Si avvia, speriamo, a conclusione il lunghissimo iter che porterà l’Italia a formalizzare la sua strategia sull’Intelligenza artificiale. È infatti in consultazione pubblica da oggi il documento intitolato “Strategia Nazionale per l’Intelligenza Artificiale” elaborato dal Ministero dello Sviluppo Economico sulla base delle proposte definite dal gruppo di esperti selezionati dal Mise.

“La sfida dell’intelligenza artificiale è di fronte a noi. Capace di cambiare il modo di lavorare delle nostre imprese, delle nostre amministrazioni ed avrà larghi impatti nella nostra vita di cittadini. Per questo c’è bisogno di un approccio olistico, capace di guardare ai diversi aspetti e alle diverse implicazioni della tecnologia”, ha detto il sottosegretario Gian Paolo Manzella. “Questa strategia, attenta alla dimensione europea e internazionale, si basa sul lavoro degli esperti selezionati dal MiSE che hanno lavorato nei mesi scorsi e di è la base su cui ascoltare altri contributi che verranno durante la consultazione. Sono convinto che da questo confronto uscirà una strategia di primario livello”.

“La strategia italiana all’Intelligenza Artificiale segna la via su cui si muoverà la competitività e la trasformazione digitale delle nostre imprese nel prossimo futuro. Una visione innovativa che avrà ancora più forza grazie alle risorse del Recovery fund, strumento decisivo per effettuare il cambio di paradigma dei processi produttivi”, ha detto il sottosegretario Mirella Liuzzi, che nel gioco delle deleghe del ministero condivide con Manzella la responsabilità su questi temi.

Due anni di lavoro

Prima di passare all’analisi del documento, vale la pena ricostruire le tappe di questa lunga storia, che comincia nel settembre del 2018, quando il ministero si mette alla ricerca di 30 esperti in grado di collaborare con il Governo alla stesura di una strategia nazionale. Gli esperti vengono reclutati (non senza polemiche) e si mettono al lavoro. A fine giugno 2019 si giunge all’elaborazione di un documento di considerevole portata, da cui poi il ministero trae spunto per proporre – in una sorta di sintesi – il documento di strategia. Questi documenti vengono messi in consultazione pubblica nel mese di agosto del 2019. Successivamente il comitato si rimette al lavoro per integrare le osservazioni emerse durante la consultazione pubblica nel proprio documento. Arriviamo al luglio 2020, quando finalmente il documento finale degli esperti è pronto. Nel corso di questa estate il lavoro di sintesi da parte del Ministero, che giunge a conclusione con il documento pubblicato oggi: una ventina di pagine che vi rendiamo disponibili in fondo all’articolo.

L’iter non è però ancora concluso perché anche il nuovissimo documento viene messo in consultazione pubblica: dal 1 al 31 ottobre 2020, i soggetti interessati potranno inviare osservazioni o presentare ulteriori elementi per un affinamento del documento. Alla conclusione del periodo di racconta delle osservazioni dovrebbe quindi essere pubblicata la versione “finalissima” del documento.

Il documento

Il documento identifica i sette settori a cui, in via prioritaria, andranno indirizzati gli sforzi “applicativi” dell’intelligenza artificiale: Industria e manifattura, Agroalimentare, Cultura e turismo, Salute e benessere, Ambiente, infrastrutture e reti, Città intelligenti e infine Pubblica amministrazione.

Il documento poi elenca obiettivi e iniziative dedicati a sei ambiti: imprese, pubblica amministrazione, cittadini, competenze, dati e governance.

Per le imprese, in particolare, gli obiettivi sono:

  • Accelerare la trasformazione digitale delle imprese, supportando l’adozione dell’IA (librerie software di machine learning, sistemi di visione e di elaborazione del linguaggio naturale, sensori e strumenti corredati con edge-AI) e delle tecnologie di base e correlate (es. cloud, IoT, blockchain, ecc.)
  • Sostenere il cambiamento organizzativo, in particolare nelle PMI (anche con l’inserimento di figure specifiche competenti nei settori IA).
  • Stimolare le attività di formazione e assistenza dei Competence Center e dei Digital Innovation Hub e la loro specializzazione anche nelle tecnologie IA.
  • Sostenere programmi di innovazione aperta sull’IA che coinvolgano imprese tradizionali e PMI.
  • Rafforzare il trasferimento tecnologico dai laboratori universitari e dai centri di ricerca alle imprese.
  • Favorire in ambito europeo la nascita di filiere IA con la partecipazione di imprese italiane.
  • Promuovere la nascita e la crescita di startup innovative specializzate in IA.

Le iniziative sono:

  • Campagna di informazione delle Pmi
  • Rafforzamento competenze manageriali delle Pmi
  • Formazione e consulenza alle Pmi (qui si cita l’estensione del credito d’imposta per la formazione anche all’IA e potenziamento dello strumento dei voucher per l’acquisizione di consulenze di manager specializzati nell’innovazione digitale).
  • Incremento Trasferimento Tecnologico alle Pmi
  • Sostegno alla collaborazione tra imprese
  • Bandi per nuove soluzioni IA
  • Rifinanziamento dei Competence Center
  • Partecipazione italiana a progetti europei in ambito IA
  • Promozione della sperimentazione di tecnologie IA

Vi mettiamo a disposizione qui sotto il documento integrale per una lettura completa degli obiettivi e delle iniziative per tutti gli ambiti. Se avete delle osservazioni, mandate una mail all’indirizzo strategia.ia@mise.gov.it

Strategia_Nazionale_AI_2020

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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