Produzione industriale, timidi segnali di recupero: i dati del Centro Studi Confindustria

I dati del CSC rilevano una stabilizzazione della produzione industriale di ottobre (+0,4%) dopo il calo di settembre (-3,2% rispetto ad agosto).

L’anno si apre con timidi segnali di recupero della produzione industriale italiana: +1%, dopo il meno 0,1% di dicembre 2020. I dati, rilevati dal Centro studi di Confindustria, sono espressione di una dinamica che conferma il persistere di un contesto economico debole, soprattutto a causa dell’andamento nei servizi. Per Confindustria, il settore infatti è stato fortemente penalizzato dalle misure di contenimento introdotte negli ultimi mesi per frenare la crescita dei contagi da Covid-19.

Nel quarto trimestre del 2020 si è avuta una diminuzione dello 0,8% sul terzo e nel 2020 dell’11,4% sul 2019 (nei dati corretti per gli effetti di calendario), un calo meno forte di quello registrato nel 2009, l’anno della crisi finanziaria internazionale (-18,7%). Alla luce dei risultati dell’indagine, risulta lievemente negativo il contributo dell’industria alla variazione congiunturale del PIL italiano nell’ultimo trimestre del 2020, diminuito del 2,0% secondo le stime preliminari dell’ISTAT.

ll CSC rileva ora invece un incremento della produzione industriale dell’1,0% in gennaio su dicembre, quando si è avuto un calo dello 0,1% rispetto a novembre. Nel quarto trimestre 2020 l’attività è diminuita dello 0,8% congiunturale, dopo il +28,8% rilevato dall’Istat nel terzo. La variazione acquisita nel primo trimestre è di +0,5%. La produzione, al netto del diverso numero di giornate lavorative, arretra in gennaio del 2,8% rispetto allo stesso mese del 2020; in dicembre è diminuita del 2,0% sui dodici mesi. Gli ordini in volume aumentano in gennaio dello 0,7% su dicembre (-4,2% su gennaio 2020), quando sono diminuiti dello 0,3% sul mese precedente (+0,4% annuo).

L’andamento attuale

Il calo della produzione industriale a fine 2020 ha contribuito solo in misura marginale alla diminuzione del PIL nel quarto trimestre (-2,0%, secondo la stima preliminare diffusa dall’ISTAT), nonostante il peggioramento della crisi sanitaria durante i mesi autunnali. Si va assistendo a una graduale divaricazione dell’andamento tra industria e servizi, con questi ultimi fortemente penalizzati dalle misure introdotte per contenere la diffusione del contagio da Covid-19. L’industria, per il momento, appare risentire poco della caduta dell’attività nel terziario, come confermato anche dalle valutazioni degli imprenditori nell’indagine ISTAT sulla fiducia e nelle rilevazioni IHS Markit-PMI.

L’incremento della produzione industriale rilevato in gennaio è coerente con l’andamento degli indicatori qualitativi più recenti. In particolare, l’indagine PMI sul manifatturiero ha evidenziato un’accelerazione della crescita della produzione (indice a 54,4 da 52,0 di dicembre), sostenuta da entrambe le componenti della domanda. Quella estera, in aumento da settembre (con l’unica eccezione di novembre), è stata spinta dall’afflusso di nuovi ordini soprattutto da Europa e Nord America.

Più ordini, più ottimismo

Anche l’indagine ISTAT sulla fiducia delle imprese manifatturiere ha mostrato un miglioramento delle valutazioni degli imprenditori sulla situazione attuale. Più favorevoli giudizi sui livelli di produzione in gennaio sono spiegati sia da un aumento degli ordini, che è stato più forte per la componente interna, che da un robusto incremento delle scorte. A fronte di un miglioramento delle valutazioni sulla situazione attuale nell’industria, gli imprenditori esprimono però forti perplessità sulle prospettive dei prossimi mesi. Le attese su ordini e produzione sono in netto peggioramento rispetto a dicembre e ciò non lascia presagire, per il breve periodo, il consolidamento di una fase espansiva.

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Nicoletta Pisanu

Giornalista, collabora da anni con testate nazionali e locali. Laureata in Linguaggi dei Media e in Scienze sociali applicate all'Università Cattolica di Milano, è specializzata in cronaca.

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