Microsoft presenta Viva, la piattaforma che facilita il lavoro da remoto, ma anche il controllo del dipendente

Uno spazio virtuale dedicato a migliorare l’employee experience, dove i lavoratori avranno a disposizione strumenti per il coinvolgimento, l’apprendimento, il benessere, l’individuazione e condivisione di know-how: questo è quello che Microsoft ha voluto creare con Microsoft Viva, la sua nuova piattaforma.

Nuovi strumenti che si integrano ai servizi di produttività e collaborazione di Microsoft (come Teams e Microsoft 365) per racchiudere, in un unico spazio, tutto quello di cui le aziende e i lavoratori hanno bisogno per rispondere alle sfide dei nuovi modelli di lavoro ibridi: collaborazione anche da remoto, strumenti per la formazione professionale e un occhio di riguardo al benessere dei lavoratori.

“Se c’è una cosa che abbiamo imparato dall’ultimo anno è la necessità di coniugare tecnologia, dati e insight per creare luoghi di lavoro sostenibili e innovativi, capaci di ripristinare il capitale sociale perso con il passaggio ad ambienti di lavoro ibridi. Quando investiamo nelle nostre persone e nell’esperienza dei dipendenti, possiamo avere un impatto diretto sul loro coinvolgimento, sulla loro dedizione, sulla soddisfazione dei clienti e sulla redditività. Quando le persone crescono, il business prospera”, commenta Satya Nadella, CEO di Microsoft.

Con questo nuovo prodotto la società di Redmond mira a posizionarsi in un mercato in crescita: già prima della pandemia, infatti, sempre più aziende avevano iniziato a puntare sull’employee experience, un termine che si riferisce all’intero percorso di un lavoratore all’interno dell’azienda (che inizia fin dalle prime fasi di un colloquio) e che riguarda ogni ambito della sua vita lavorativa: le persone che incontra, il rapporto con il management, quanto si sente valorizzato all’interno dell’azienda, la differenza tra il salario percepito e quello che il lavoratore ritiene di meritare e molto altro.

Aspetti che ora, con la diffusione dello smart working e con l’introduzione di forme di lavoro ibride, gli analisti stimano che saranno ancora più rilevanti per le aziende: si stima infatti che la spesa annuale delle aziende a livello globale per il nuovo business delle Employee Experience Platform (EXP) sarà pari a 300 miliardi di dollari.

“Il mondo del lavoro sta cambiando e va verso un futuro caratterizzato da servizi innovativi con un focus sulla creatività, sul coinvolgimento e sul benessere delle persone, che possa aiutare le aziende a costruire nuove culture guidate da ingegno e resilienza. Il nostro obiettivo è quello di fornire una piattaforma per l’employee experience che possa aiutare le organizzazioni a creare una cultura aziendale florida, con dipendenti motivati e leader illuminati”, commenta Jared Spataro, Corporate Vice President, Microsoft 365 di Microsoft.

Questa nuova categoria di soluzioni si inserisce all’interno di quello che oggi è ancora un mercato frammentato di servizi, infrastrutture e strumenti, molti dei quali poco noti e utilizzati dai dipendenti. Con Microsoft Viva, l’azienda ha voluto superare questa frammentazione, con un prodotto che fa leva su Teams e Microsoft 365 per racchiudere in una piattaforma unificata le 4 aree chiave dell’esperienza dei dipendenti: coinvolgimento, benessere, apprendimento e know-how che consente alle persone di dare il meglio al lavoro.

La piattaforma, che consente anche l’integrazione con strumenti esterni di employee experience, è articolata in 4 moduli, alcuni già disponibili pubblicamente e altri come ad-on:

  • Viva Connections, che fornisce un accesso personalizzato per il digital workplace, dove i dipendenti possono trovare comunicazioni interne e risorse aziendali, come policy e benefit, e partecipare a community come i gruppi di risorse per i dipendenti, il tutto da una singola app personalizzabile su Microsoft Teams. L’app Connections per Teams sarà disponibile via desktop in anteprima pubblica a partire dal prossimo mese, mentre l’app mobile arriverà nel corso dell’anno
  • Viva Insights, che offre a dipendenti, manager e leader approfondimenti personalizzati e azionabili, in grado di contribuire alla crescita delle persone all’interno delle organizzazioni. Attraverso questo modulo i collaboratori usufruiranno di strumenti in grado di programmare le pause, migliorare il rapporto con i colleghi e proseguire il loro percorso di apprendimento professionale. I manager avranno a disposizione strumenti per tenere traccia e migliorare il lavoro di squadra. Gli approfondimenti sono generati a partire da dati aggregati e anonimizzati per garantire la privacy.L’app Viva Insights in Teams e la nuova dashboard Glint e Viva Insights sono ora disponibili in anteprima pubblica
  • Viva Learning, che rende le opportunità di formazione e sviluppo professionale più accessibili nel flusso di lavoro. Questa funzionalità aggrega tutte le risorse di apprendimento disponibili per un’azienda in un unico luogo, compresi i contenuti di LinkedIn Learning, Microsoft Learn, fornitori di terze parti tra cui Skillsoft, Coursera, Pluralsight ed edX, oltre al portfolio di contenuti dell’azienda. L’app Viva Learning è ora disponibile in anteprima privata e, a partire da quest’anno, offrirà integrazioni con i principali sistemi di gestione dell’apprendimento tra cui Cornerstone OnDemand, Saba e SAP SuccessFactors.
  • Viva Topics, che utilizza l’Intelligenza Artificiale per connettere i lavoratori con gli esperti di tutta l’azienda. Attraverso l’uso dell’IA  per catalogare i dati dei clienti in Microsoft 365 e sfruttando la capacità di integrare informazioni provenienti dai servizi di terze parti come ServiceNow e Salesforce, Viva Topics mostra automaticamente schede di argomenti all’interno delle conversazioni e documenti di Microsoft 365 e Teams. Facendo clic su una scheda si apre una pagina contenente documenti correlati all’argomento, conversazioni, video e persone. Viva Topics è ora generalmente disponibile come add-on per i piani commerciali di Microsoft 365.

Una piattaforma che presenta degli strumenti che possono rilevarsi utili, soprattutto per chi lavora da remoto. Tuttavia, alcuni degli strumenti messi a disposizione da Viva, come Viva Insight, potrebbero suscitare preoccupazione da parte dei dipendenti.

Quando si parla dell’utilizzo degli algoritmi di Intelligenza Artificiale per il controllo del lavoro dei dipendenti, infatti, si contesta che troppo spesso i dati che ne vengono ricavati sono utilizzati dai datori di lavoro per prendere decisioni che influenzano (a volte in modo radicale) l’esperienza del lavoratore all’interno dell’azienda.

Decisioni che sono prese fuori contesto, in quanto l’algoritmo dà informazioni su quanto sta succedendo, ma non sul motivo. Vedere la produttività del proprio team scendere, ad esempio, può essere un segnale che qualcosa non stia funzionando bene, un segnale che dovrebbe spingere il manager a indirizzare le cause di tale calo di produttività.

Nella pratica, tuttavia, non sempre questo si verifica. Soltanto pochi giorni fa Anna Byhovskaya, membro del Trade Advisor Committee dell’OCSE, denunciava proprio questo durante un suo intervento alla conferenza “AI in Work Innovation, Productivity and Skills”.

Secondo Byhovskaya, l’utilizzo di queste tecnologie nelle aziende solleva dei quesiti in ambito di rispetto della privacy dei lavoratori e dei loro dati personali. Inoltre, decisioni prese in base a dati raccolti da algoritmi che presentano dei bias nei confronti di lavoratori appartenenti ad alcune categorie sociali (donne e minoranze etniche), possono danneggiare non solo il lavoratore, ma l’azienda stessa.

L’obiettivo delle buone politiche aziendali di employee experience è, infatti, trattenere i migliori talenti in azienda. Se questa prodotto sarà o no in grado di facilitare il raggiungimento di questo obiettivo dipenderà, ovviamente, da come verrà utilizzato. Certo è che come molti esperti in materia sottolineano, l’Intelligenza Artificiale deve guidare l’uomo a prendere decisioni più consapevoli, senza però sostituirsi ad esso come decisore.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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