Kuka chiude il 2020 in rosso, ma le prospettive per il 2021 sono positive

Il 2020 si è chiuso per Kuka con una importante riduzione degli ordini (-12,5% rispetto al 2019) e del fatturato (-19,4%), ma le attese per il 2021 sono positive, soprattutto guardando all’andamento del mercato cinese e alle previsioni di crescita dell’automazione in molti settori industriali, anche come conseguenza della pandemia.

La crisi ha causato un brusco calo dei margini di fatturato del Gruppo, che sono passati dall’1,4% al -4,4%. Le uniche divisioni del Gruppo a registrare un fatturato positivo sono state Swisslog e Swisslog Healthcare, specializzate in logistica e automazione ospedaliera e farmaceutica. Ma anche queste divisioni hanno registrato numeri significativamente inferiori al 2019, con una diminuzione degli ordini rispettivamente del 14,2% e del 16,4% e un calo del fatturato del 12,1% per Swisslog e del 16,4% per la divisione Swisslog Healthcare.

“Il Covid-19 ci ha colpito globalmente in tutti i settori, dalla produzione al servizio clienti e dalle catene di approvvigionamento al lavoro quotidiano”, spiega il CEO Peter Mohnen. Tuttavia, “grazie alla rapida attuazione di misure di sicurezza complete e a una sofisticata pianificazione logistica, siamo stati in grado di servire i nostri clienti in tutto il mondo senza grandi interruzioni”.

Buone prospettive per il 2021

Il free cash flow del Gruppo nel 2020 è stato notevolmente superiore a quello degli anni precedenti: 37 milioni di euro contro i 20,7 milioni del 2019. Il Gruppo, inoltre, ha attuato una strategia di risparmio, soprattutto nei settori indiretti, ma ha anche investito 178 milioni di euro in ricerca e sviluppo (R&S) per tutelare la redditività futura, 18 milioni in più rispetto al 2019.

L’unico mercato che anche nel 2020 ha saputo registrare una crescita è stato quello cinese, dove negli ultimi anni gli ordini sono cresciuti del 7,4% all’anno (e il 2020 non ha fatto eccezione), fino a raggiungere un valore di 490,4 milioni di euro.

Peter Mohnen

“Durante la crisi economica del 2020, la Cina è stato l’unico mercato a registrare una crescita. Qui, siamo stati in grado di attirare ordini e di entrare in imprese cooperative non solo in settori tradizionali come l’automotive, ma anche in settori più nuovi come la sanità e i settori Computers, Communications and Consumer Electronics”, spiega Mohnen.

Per il mercato cinese il Gruppo si aspetta un’ulteriore crescita nel 2021 e interessanti sviluppi, soprattutto per quanto riguarda il nuovo robot KR Scara (per l’assemblaggio di minuteria, la movimentazione dei materiali e il collaudo) e nuovi tipi di piccoli robot.

Il Gruppo si aspetta che la ripresa avvenga nel 2021 anche sugli altri mercati e prevede di chiudere l’anno con un fatturato positivo. Questo perché, come spiega Mohnen “l’Automazione uscirà vincitore da questa crisi” e, pertanto, il Gruppo si aspetta un incremento stabile della domanda.

Incremento che si è già registrato nel primo trimestre del 2021. A sostenere la domanda è l’accelerazione alla digitalizzazione e all’automazione in alcuni settori data proprio dalla pandemia, come nel caso dell’automazione nel settore sanitario e la crescita dell’e-commerce.

“Nei prossimi anni, le persone si troveranno sempre più a lavorare insieme ai robot in sempre più nuovi campi. Tutti dovranno essere in grado di lavorare con queste tecnologie in modo rapido e intuitivo”, aggiunge Mohnen.

Kuka sta gettando le basi per questo, sviluppando un sistema operativo user-friendly che sarà parte di un intero ecosistema, fornendo accesso a programmi, app, servizi e accessori. Il Gruppo presenterà in anteprima questo ecosistema durante la Hannover Messe di Aprile, la fiera dedicata all’automazione.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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