Istat, ad aprile balzo in avanti della fiducia di consumatori e imprese

L’indice della fiducia dei consumatori italiani registra, nel mese di aprile, un balzo in avanti, passando da 100,9 a 102,3: dopo il deterioramento registrato nel mese di marzo, i dati Istat mostrano una crescita significativa di tutte le componenti dell’indice, trainata soprattutto da migliori aspettative sulla situazione economica del Paese e del bilancio familiare.

Continua anche il trend positivo dell’indice composito della fiducia delle imprese, in recupero dal mese di febbraio, che passa da 94,2 a 97,3. Nonostante ciò, i valori raggiunti sono ancora inferiori (seppur leggermente) ai livelli pre pandemici.

I consumatori guardano al futuro con più fiducia

Forse anche grazie al programma di riaperture graduali annunciato nei giorni scorsi dal Governo, i consumatori tornano a guardare al presente e al futuro (personale e del Paese) con più fiducia: il clima economico e quello personale passano, rispettivamente, da 90,2 a 91,6 e da 104,5 a 105,9, mentre il clima corrente aumenta da 96,7 a 97,4.

È il giudizio sul clima futuro, tuttavia, a registrare l’aumento più marcato, da 107,1 a 109,6. Anche le attese sulla situazione economica del Paese registrano un vero e proprio balzo, passando da – 0,8 del mese di marzo a 6,3 del mese di aprile.

Un balzo che spinge gli italiani ad essere più positivi anche nei giudizi relativi alle attese sulla situazione economica familiare, che passa da -7,1 del mese di marzo a -2,4 del mese di aprile. Migliorano anche i giudizi sul bilancio familiare (da +12,5 +18,5), sulla situazione economica della famiglia (da -37,5 -35,5) e sulle attese di disoccupazione, che passano da +91,5 +90,1.

Come conseguenza di questa fiducia ritrovata, i consumatori si aspettano di spendere di più nei prossimi mesi: la componente sulle opportunità di risparmio passa, infatti, da +137,7 del mese di marzo a +136,7 in aprile, mentre quella sulle possibilità future di risparmio passa da -17,5 a -14,1.

Aumenta la fiducia delle imprese, ma il settore dei servizi è ancora in sofferenza

Per quel che riguarda le imprese, si registra un miglioramento della fiducia in tutti i settori osservati. In particolare, nell’industria manifatturiera l’indice sale da 101,9 a 105,4 e nelle costruzioni da 147,9 a 148,5. Nei servizi di mercato l’indice aumenta da 85,4 a 87,1 e nel commercio al dettaglio da 91,2 a 95,8.

Nel manifatturiero migliorano i giudizi sugli ordini, che passano dal -13,2 di marzo al -6,6 di aprile, i giudizi sulle scorte dei prodotti finiti (da +1,6 a +1,1) e le attese di produzione (da +5,4 a +8,3). L’aumento del clima di fiducia riguarda soprattutto i beni intermedi (da 103,3 a 108) e i beni di consumo (da 90,1 a 93,6), mentre è più contenuto per i beni strumentali, dove passa da 112,4 del mese di marzo a 112,5 del mese di aprile.

Positivi anche i dati che riguardano il commercio, dove il clima di fiducia sale da 91,2 a 95,8, con la componente delle attese delle vendite che registra un vero e proprio balzo, passando da +1,3 del mese di marzo a +17,8 in aprile. Un miglioramento che riguarda entrambi i circuiti di distribuzione, con il clima di fiducia nella grande distribuzione che aumenta da 95,8 a 101,2 e da 81,8 82,7 nella distribuzione tradizionale, mentre le attese sulle vendite salgono rispettivamente da +9,1 a +30,7 e da -14,7 a -9,6.

Meno marcata la crescita nel settore delle costruzioni, dove l’indice passa da 147,9 a 148,5 e si registrano segnali positivi soltanto sulle attese per gli ordini.

Situazione ancora molto difficile per il settore dei servizi, dove l’aumento degli indici di fiducia è trainato dalle aspettative sugli ordini nei servizi di mercato e da quelle sulle vendite per il commercio al dettaglio, mentre tutte le altre componenti sono in peggioramento.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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