Incentivi per l’elettronica innovativa: fino a 2,5 milioni a sostegno di progetti di imprese e centri di ricerca

A partire dal 28 aprile e fino al 16 maggio le imprese italiane potranno presentare domanda per richiedere incentivi a sostegno della ricerca, progettazione e produzione di elettronica innovativa: sono 10 milioni le risorse messe a disposizione in questa fase dal Mise, nell’ambito dei bandi emanati nel 2021 che rientrano nell’iniziativa europea KDT JU (Key Digital Technologies Joint Undertaking).

La KDT JU (Key Digital Technologies Joint Undertaking) è una partnership che supporta ricerca e innovazione nella progettazione di componenti elettronici, nonché la loro produzione e integrazione in sistemi intelligenti.

La partnership è stata istituita con il Regolamento (UE) del 19 novembre 2021, n. 2021/2085 del Consiglio, ha come obiettivi generali:

  • sostenere l’industria europea dei componenti e dei sistemi elettronici all’avanguardia tecnologica
  • rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione in materia di componenti e sistemi elettronici per sostenere le esigenze future delle industrie e dell’economia in generale
  • contribuire a raddoppiare il valore della progettazione e produzione di componenti e sistemi elettronici in Europa entro il 2030, in linea con il peso dell’Unione in prodotti e servizi

I membri fondatori della Joint Undertaking sono la Commissione Europea, gli Stati membri o associati che ne hanno fatto richiesta (tra cui l’Italia), le associazioni industriali no profit AENEAS, INSIDE ed EPOSS e i soggetti industriali europei rappresentati dalle predette associazioni.

La KDT JU rappresenta il successore della ECSEL JU, alla quale il Ministero partecipa dal 2016. Per l’intervento “Partenariati-Horizon Europe” sono stati stanziati complessivamente 200 milioni di euro, a valere sulle risorse del PNRR (Missione 4, Componente 2, Tipologia Investimento, Intervento 2.2).

L’obiettivo è rafforzare l’autonomia strategica dell’Italia e dell’Unione europea nei componenti e sistemi elettronici all’avanguardia, al fine di agevolare il trasferimento tecnologico verso il mondo dell’impresa di piattaforme di sensori innovativi basati sull’Intelligenza Artificiale.

I fondi sbloccati dal decreto direttoriale del 24 marzo 2022 si rivolgono a finanziare le attività previste dai bandi: Innovations Actions, relativo ad attività che mirano all’introduzione di tecnologie o metodi, linee pilota, banchi di prova, dimostratori, piloti di innovazione e zone di test su scala reale; RIA IA, (Research and Innovatons Actions) focus topic 1, che ha come obiettivo lo obiettivo di Sviluppo di building block industriali qualificati open-source; RIA focus topic 1, con l’obiettivo di sostenere progetti di elaborazione di strumenti AI a livello Edge, inerenti allo stack di progettazione e al Middleware.

Incentivi per l’elettronica innovativa, quali progetti sono agevolabili

Le domande di agevolazioni complete devono essere presentata in via esclusivamente telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata dgiai.div6@pec.mise.gov.it entro le ore 17:00 del giorno 16 maggio 2022.

Alle agevolazioni possono accedere tutte le imprese (anche artigiane) e i centri di ricerca, che possono presentare domanda singolarmente o congiuntamente tra loro. In entrambi i casi, i progetti devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, quali, a titolo esemplificativo, il consorzio e l’accordo di partenariato.

Il contratto di rete o le altre forme contrattuali di collaborazione devono configurare una concreta collaborazione che sia stabile e coerente rispetto all’articolazione delle attività, espressamente finalizzata alla realizzazione del progetto proposto. In particolare, il contratto deve prevedere:

  • la suddivisione delle competenze, dei costi e delle spese a carico di ciascun partecipante
  • la definizione degli aspetti relativi alla proprietà, all’utilizzo e alla diffusione dei risultati del progetto di ricerca e sviluppo
  • l’individuazione del soggetto capofila, che agisce in veste di mandatario dei partecipanti, attraverso il conferimento da parte dei medesimi, con atto pubblico o scrittura privata autenticata, di un mandato collettivo con rappresentanza per tutti i rapporti con il Ministero
  • gli obblighi e gli impegni delle parti

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono prevedere la realizzazione di attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale, strettamente connesse tra di loro in relazione agli obiettivi specifici previsti nei singoli bandi emanati dalla KDT JU, finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti o processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali.

Grande attenzione viene messa sul rispetto dei criteri ambientali e sulla capacità dei progetti presentati di contribuire alla transizione digitale e sostenibile dell’Unione. Il decreto direttoriale del 24 marzo 2022 stabilisce infatti che ai fini dell’ammissibilità i progetti di ricerca devono “contribuire al conseguimento degli obiettivi climatici e alla transizione digitale”.

La procedura di selezione comprende l’impegno che il contributo climatico dell’investimento, secondo la metodologia esposta nell’Allegato VI del Regolamento (UE) 2021/241 ed individuato con il codice 022 (“processi di ricerca e di innovazione, trasferimento di tecnologie e cooperazione tra imprese incentrate sull’economia a basse emissioni di carbonio, sulla resilienza e sull’adattamento ai cambiamenti climatici”), rappresenti almeno il 60% del costo totale dell’investimento, nonché l’impegno che il contributo digitale dell’investimento, secondo la metodologia di cui all’Allegato VII del Regolamento ed individuato con il codice 009 bis, rappresenti almeno il 40% del costo totale dell’investimento.

Inoltre, il decreto stabilisce che i progetti debbano rispettare il principio europeo del DNSH (ovvero non devono arrecare danno all’ambiente) e che quindi non devono prevedere:

  • attività connesse ai combustibili fossili, compreso l’uso a valle
  • attività nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue (ETS) che conseguono proiezioni delle emissioni di gas a effetto serra che non sono inferiori ai pertinenti parametri di riferimento
  • attività connesse alle discariche di rifiuti, inceneritori e agli impianti di trattamento meccanico biologico
  • attività in cui lo smaltimento a lungo termine dei rifiuti può causare danni all’ambiente ed il requisito di conformità alla pertinente normativa ambientale dell’Ue e nazionali

I progetti, inoltre, devono avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi e devono essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazioni e, comunque, pena la revoca, non oltre 3 mesi dalla data del decreto di concessione.

Qualora presentati congiuntamente da più soggetti, i progetti devono prevedere che ciascun proponente sostenga almeno il 10% dei costi complessivi ammissibili, se di grande dimensione, e
almeno il 5% in tutti gli altri casi.

Le spese ammissibili e le agevolazioni

Sono ammissibili le spese e i costi relativi a:

  • personale dipendente del soggetto proponente o in rapporto di collaborazione con contratto a progetto, con contratto di somministrazione di lavoro, ovvero titolare di specifico assegno di ricerca, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario, nella misura in cui sono impiegati nelle attività di ricerca e di sviluppo oggetto del progetto. Sono esclusi i costi del personale con mansioni amministrative, contabili e commerciali
  • strumenti ed alle attrezzature di nuova fabbricazione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo. Nel caso in cui il citato periodo di utilizzo sia inferiore all’intera vita utile del bene, sono ammissibili solo le quote di ammortamento fiscali ordinarie relative al periodo di svolgimento del progetto di ricerca e sviluppo. Nel caso in cui gli strumenti e le attrezzature, o parte di essi, per caratteristiche d’uso siano contraddistinti da una vita utile pari o inferiore alla durata del progetto, i relativi costi possono essere interamente rendicontati, previa attestazione del responsabile tecnico del progetto e positiva valutazione del Soggetto gestore
  • servizi di consulenza e agli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato
  • spese generali, comprese le spese per comunicazione e disseminazione dei risultati, calcolate su base forfettaria nella misura del 25% dei costi diretti ammissibili del progetto
  • materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto

Non possono essere agevolabili spese di importo inferiore ai 500 euro, al netto dell’Iva. Il 40% dei fondi abilitati sono destinati al sostegno di progetti di imprese del Mezzogiorno.

Per quanto riguarda le agevolazioni, per i progetti che rientrano nel bando Innovations Action, copriranno il 20% del totale delle spese ammissibili sostenute da imprese di grandi dimensioni, il 30% per le PMI e il 35% i centri di ricerca. L’importo massimo delle agevolazioni non può superare i 2,5 milioni di euro.

Per gli altri due bandi, la percentuale di agevolazione sale al 25% per le grandi aziende, mentre per PMI e centri di ricerca è del 35%. Per i Progetti Marchio di Eccellenza il contributo diretto alla spesa può essere aumentato, per ogni tipologia di soggetto beneficiario, fino a concorrenza della corrispondente quota complessiva data dalla sommatoria della quota Ue e della quota nazionale.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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