REPowerE, la Commissione accelera su risparmio energetico, differenziamento delle fonti e rinnovabili: i dettagli del piano d’azione

Ridurre in fretta la dipendenza energetica dell’Unione europea dalla Russia e accelerare sulle energie rinnovabili: è questo l’obiettivo del piano dettagliato presentato oggi dalla Commissione per attuare le strategie previste dal REPowerEU, l’azione comune europea per un’energia più accessibile, sicura e sostenibile presentata lo scorso 8 marzo.

Un documento che indica le azioni e gli investimenti necessari a raggiungere le finalità della strategia, che richiederanno 210 miliardi di investimenti fino al 2027, intensificando gli sforzi per raggiungere gli obiettivi previsti anche dalle strategie europee in materia di clima e transizione ecologica, come il Green New Deal.

“Oggi stiamo portando la nostra ambizione a un livello ancora più alto, per assicurarci di diventare indipendenti dai combustibili fossili russi il più rapidamente possibile. REPowerEU ci aiuterà a risparmiare più energia, ad accelerare l’abbandono dei combustibili fossili e a rilanciare gli investimenti su nuova scala. Sarà un’accelerazione per il nostro Green Deal europeo”, spiega Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione.

Risparmio energetico, l’obiettivo passa dal 9% al 13%

Le prime iniziative riguarderanno proprio il risparmio energetico, “il modo più rapido ed economico per affrontare l’attuale crisi energetica e ridurre le bollette”, spiega von der Leyen.

Per questo, la Commissione è pronta a rafforzare le misure di efficienza energetica a lungo termine, compreso un aumento dal 9% al 13% dell’obiettivo vincolante di efficienza energetica nell’ambito del pacchetto “Fit for 55” della legislazione europea sul Green Deal, anche per prepararsi al prossimo inverno.

La Commissione ha pubblicato oggi anche una comunicazione inerente il risparmio energetico, che illustra i cambiamenti comportamentali a breve termine che potrebbero ridurre la domanda di gas e petrolio del 5% e incoraggia gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione specifiche rivolte alle famiglie e all’industria.

Gli Stati membri sono inoltre incoraggiati a utilizzare misure fiscali per incentivare il risparmio energetico, come la riduzione delle aliquote IVA sui sistemi di riscaldamento ad alta efficienza energetica, sull’isolamento degli edifici, sugli elettrodomestici e sui prodotti.

Nella comunicazione, inoltre, la Commissione definisce anche misure di emergenza in caso di interruzioni dell’approvvigionamento. In questo ambito, la Commissione si è impegnata a fornire anche delle linee guida sui criteri di priorità per i clienti e faciliterà un piano coordinato di riduzione della domanda nell’UE.

Diversificazione delle fonti, le cooperazioni internazionali e i passi verso un mercato europeo dell’energia

Da diversi mesi l’UE collabora con i partner internazionali per diversificare le forniture e si è assicurata maggiori importazioni di GNL e maggiori forniture di gas nei gasdotti.

Per intensificare questi sforzi, è stata recentemente creata una Piattaforma energetica dell’UE, sostenuta da task force regionali, che consentirà acquisti comuni volontari di gas, GNL e idrogeno.

La piattaforma permetterà di mettere in comune la domanda, ottimizzare l’uso delle infrastrutture e coordinare le richieste ai fornitori. Come passo successivo, e replicando l’ambizione del programma comune di acquisto di vaccini, la Commissione prenderà in considerazione lo sviluppo di un “meccanismo di acquisto congiunto” che negozierà e stipulerà contratti di acquisto di gas per conto degli Stati membri partecipanti.

Inoltre, la Commissione prenderà in considerazione misure legislative per richiedere la diversificazione dell’approvvigionamento di gas da parte degli Stati membri.

Congiuntamente, si stanno intensificando anche gli sforzi con i partner internazionali: sempre oggi, infatti, è stata pubblicata la Strategia energetica esterna dell’UE, con l’obiettivo di facilitare la diversificazione energetica e la creazione di partenariati a lungo termine con i fornitori, compresa la cooperazione sull’idrogeno o su altre tecnologie verdi.

In linea con il Global Gateway – la strategia europea per promuovere connessioni intelligenti, pulite e sicure nei settori digitale, energetico e dei trasporti e per rafforzare i sistemi sanitari, di istruzione e di ricerca in tutto il mondo –, la strategia dà priorità all’impegno dell’UE per la transizione energetica verde e giusta a livello globale, aumentando il risparmio e l’efficienza energetica per ridurre la pressione sui prezzi, promuovendo lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell’idrogeno e intensificando la diplomazia energetica. Inoltre, nel Mediterraneo e nel Mare del Nord saranno sviluppati importanti corridoi per l’idrogeno.

Il piano presentato oggi indica anche l’impegno europeo a sostenere l’Ucraina, la Moldavia, i Balcani occidentali e i Paesi del partenariato orientale, nonché i partner più vulnerabili. In particolare, per l’Ucraina è stata predisposta una strategia apposita, che prende il nome di REPowerUkraine, volta alla ricostruzione del sistema energetico e a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti, aprendo al contempo la strada al futuro commercio di elettricità e idrogeno rinnovabile.

Accelerare sulle risorse rinnovabili

Per sostenere questi obiettivi la Commissione vuole intensificare anche gli sforzi sulle energie rinnovabili. A questo scopo, ha proposto di innalzare l’obiettivo principale per il 2030 per le energie rinnovabili dal 40% al 45% nell’ambito del pacchetto “Fit for 55”.

La definizione di questa maggiore ambizione generale creerà il quadro per altre iniziative, tra cui:

  • una strategia solare europea dedicata per raddoppiare la capacità fotovoltaica entro il 2025 e installare 600 GW entro il 2030
  • un’iniziativa sui tetti solari, con l’obbligo legale di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici e commerciali e sui nuovi edifici residenziali
  • il raddoppio del tasso di diffusione delle pompe di calore e misure per integrare l’energia geotermica e solare termica nei sistemi di riscaldamento urbano e municipale modernizzati
  • una raccomandazione della Commissione per affrontare la lentezza e la complessità delle autorizzazioni per i grandi progetti rinnovabili e un emendamento mirato alla Direttiva sulle energie rinnovabili per riconoscere le energie rinnovabili come interesse pubblico prevalente. Per aiutare a identificare rapidamente tali aree, la Commissione sta rendendo disponibili set di dati sulle aree sensibili dal punto di vista ambientale nell’ambito del suo strumento di mappatura digitale dei dati geografici relativi all’energia, all’industria e alle infrastrutture
  • fissare un obiettivo di 10 milioni di tonnellate di produzione interna di idrogeno rinnovabile e 10 milioni di tonnellate di importazioni entro il 2030, per sostituire il gas naturale, il carbone e il petrolio nelle industrie e nei settori dei trasporti difficili da decarbonizzare. La Commissione sta inoltre pubblicando due atti delegati sulla definizione e la produzione di idrogeno rinnovabile per garantire che la produzione porti a una decarbonizzazione netta. Per accelerare i progetti sull’idrogeno, sono stati stanziati ulteriori finanziamenti di 200 milioni di euro per la ricerca e la Commissione si impegna a completare la valutazione dei primi importanti progetti di interesse comune europeo entro l’estate
  • il Piano d’azione per il biometano, che prevede strumenti, tra cui una nuova Alleanza industriale per il biometano, e incentivi finanziari per aumentare la produzione a 35 miliardi di cm entro il 2030, anche attraverso la Politica agricola comune

La riduzione delle emissioni nell’industria e nei trasporti

Il piano contiene anche indicazioni rivolte all’industria e ai trasporti, dove il risparmio energetico, l’efficienza, la sostituzione dei carburanti, l’elettrificazione e una maggiore diffusione dell’idrogeno, del biogas e del biometano rinnovabili potrebbero far risparmiare fino a 35 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030, oltre a quanto previsto dalle proposte di Fit for 55.

In questo ambito, la Commissione introdurrà contratti di carbonio per differenza per sostenere l’adozione dell’idrogeno verde da parte dell’industria e un finanziamento specifico per REPowerEU nell’ambito del Fondo per l’innovazione, utilizzando i proventi dello scambio di emissioni per sostenere ulteriormente il passaggio dalla dipendenza russa dai combustibili fossili.

La Commissione sta inoltre fornendo indicazioni sulle energie rinnovabili e sugli accordi di acquisto di energia e fornirà uno strumento di consulenza tecnica con la Banca europea per gli investimenti.

Per mantenere e riconquistare la leadership tecnologica e industriale in settori quali l’energia solare e l’idrogeno e per sostenere la forza lavoro, la Commissione propone di istituire un’Alleanza dell’industria solare dell’UE e un partenariato su larga scala per le competenze. La Commissione intensificherà, inoltre, i lavori sull’approvvigionamento di materie prime critiche e preparerà una proposta legislativa.

Per migliorare i risparmi energetici e l’efficienza nel settore dei trasporti e accelerare la transizione verso veicoli a emissioni zero, la Commissione presenterà un pacchetto di misure per rendere più ecologico il trasporto merci, con l’obiettivo di aumentare significativamente l’efficienza energetica nel settore, e prenderà in considerazione un’iniziativa legislativa per aumentare la quota di veicoli a emissioni zero nei parchi auto pubblici e aziendali al di sopra di una certa dimensione.

La comunicazione dell’UE sul risparmio energetico comprende anche molte raccomandazioni per le città, le regioni e le autorità nazionali che possono contribuire efficacemente alla sostituzione dei combustibili fossili nel settore dei trasporti.

Gli investimenti necessari

Come anticipato, questo pacchetto di azioni e strategie richiederà investimenti per circa 210 miliardi di euro fino al 2027, provenienti dal settore pubblico e privato, a livello nazionale, transfrontaliero e comunitario.

Eliminare la dipendenza dell’UE dai combustibili fossili provenienti dalla Russia farebbe però risparmiare all’Unione circa 100 miliardi di euro all’anno. Questi investimenti quindi sono “un anticipo da pagare per la nostra indipendenza e sicurezza”, spiega la nota della Commissione.

Per sostenere REPowerEU sono già disponibili 225 miliardi di euro in prestiti nell’ambito del Recovery Fund e tra gli atti adottati oggi dalla Commissione ci sono anche delle linee guida per gli Stati membri su come modificare i PNRR nazionali per allinearli agli obiettivi di REPowerEU.

Inoltre, la Commissione propone di aumentare la dotazione finanziaria del Recovery Fund con 20 miliardi di euro di sovvenzioni provenienti dalla vendita di quote del sistema di scambio di emissioni dell’UE attualmente detenute nella riserva di stabilità del mercato, da mettere all’asta in modo da non perturbare il mercato. Questo servirebbe, spiega la Commissione, non solo a ridurre le emissioni e l’uso di combustibili fossili, ma anche a raccogliere i fondi necessari per raggiungere l’indipendenza energetica.

Altri fondi saranno mobilitati attraverso:

  • la politica di coesione, nell’ambito dell’attuale bilancio a lungo termine dell’UE, con il supporto a progetti di decarbonizzazione e transizione verde con un massimo di 100 miliardi di euro, investendo in energie rinnovabili, idrogeno e infrastrutture
  • ulteriori 26,9 miliardi di euro provenienti dai fondi di coesione potrebbero essere resi disponibili come trasferimenti volontari al Recovery Fund
  • Politica agricola comune, che potrebbe mettere a disposizione ulteriori 7,5 miliardi di euro, sempre come versamenti volontari al Recovery Fund
  • Fondo per l’innovazione, che la Commissione rafforzerà in autunno con ulteriori 3 miliardi di euro

Per compensare la perdita del gas russo, inoltre, sono necessarie limitate infrastrutture supplementari per il gas nell’ambito delle reti transeuropee dell’energia (TEN-E), stimate in circa 10 miliardi di euro di investimenti, per integrare l’elenco dei progetti di interesse comune (PCI) esistenti.

Anche l’accelerazione dei PIC elettrici sarà essenziale per adattare la rete elettrica alle nostre esigenze future. Obiettivo che sarà sostenuto anche dal meccanismo “Connecting Europe Facility”, con una nuovo invito a presentare proposte aperto proprio oggi dalla Commissione, con un budget di 800 milioni di euro, cui seguirà un altro all’inizio del 2023.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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