Il competence center Bi-Rex chiede un ruolo più centrale nella valorizzazione delle risorse del PNRR

Competence center BI-REX: una veduta dall’alto della Linea Pilota

A poco più di tre anni dal suo avvio, il Competence center Bi-Rex di Bologna tira le somme della strada percorsa fin qui. E snocciola i numeri: tre bandi lanciati che hanno permesso di assegnare 5 milioni e 400mila euro per 35 progetti innovativi cofinanziati dal Ministero dello Sviluppo economico; 3.400 partecipanti ai webinar di aggiornamento e cultura digitale; 1.700 aziende iscritte ai 49 eventi organizzati e ai 90 corsi a catalogo; 1.100 visite alla Linea Pilota del Competence center che replica una vera e propria Smart factory.

Soltanto attraverso i bandi di concorso per progetti di innovazione, Bi-Rex ha coinvolto 12 filiere e i fondi stanziati hanno permesso di attivare ulteriori 7 milioni di euro di investimenti aziendali in otto ambiti di sviluppo.

Il Competence center con sede a Bologna – dedicato alla Big Data Innovation, per la ricerca industriale, il trasferimento tecnologico e delle competenze a vantaggio delle imprese del Paese – è nato nel dicembre 2018 come uno degli otto Centri di competenza istituiti dal Mise nell’ambito del Piano Industria 4.0. È quindi un partenariato pubblico-privato con 60 player tra Università, centri di ricerca e imprese di eccellenza.

I Competence center e la Transizione 4.0

E dopo tre anni di attività, la nuova sfida è valorizzare al meglio il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) che ha l’obiettivo di tirare fuori dal pantano della crisi pandemica, e non solo di quella, le aziende del Belpaese.

Per questo, il Bi-Rex lancia un appello affinché ai Competence center venga riservato un ruolo come figure di riferimento anche nella distribuzione delle risorse che il Piano nazionale di ripresa e resilienza riserva alla Transizione 4.0, circa 14 miliardi di euro (invero già completamente assorbite dal rinnovo del Piano per il biennio 2021-2022, ndr).

“Il piano Transizione 4.0 dovrà realizzarsi necessariamente guardando alle micro, piccole e medie imprese che rappresentano il 90% del Pil italiano”, sottolinea Domenico Bambi, presidente di Bi-Rex. Dopo tre anni, e nonostante la pandemia, Bi-Rex ha dimostrato di essere uno strumento efficiente per mettere a sistema investimenti pubblici e privati e realizzare progetti ad alto Trl (Technology readiness level), pronti a essere immessi sul mercato, e adeguati ai peculiari modelli di business delle diverse imprese e realtà coinvolte.

“Purtroppo a oggi non è ancora chiaro come l’innovazione piccola, grande o media potrà arrivare a queste realtà produttive tramite i bandi del PNRR”, fa notare Bambi: “non vorremmo che queste risorse finissero per finanziare ricerche improduttive o peggio la spesa corrente. Per questo, auspichiamo che il Ministero continui a prendere in considerazione il ruolo di Bi-Rex e quello degli altri Competence center come polo aggregatore di competenze accademiche e industriali da un lato e di dialogo con le necessità di innovazione delle imprese dei territori dall’altro, come strumento per cogliere un’occasione irripetibile di accelerazione tecnologica offerta dalle risorse del PNRR”.

Bi-Rex nella Data Valley dell’Emilia Romagna

Anna Ascani, sottosegretaria al Mise, ha sottolineato in un video messaggio il sostegno che deriva dal decreto Aiuti, che rafforza il credito d’imposta per la Formazione 4.0 delle Pmi per chi si rivolge a strutture come i Competence Center; e sottolinea i 350 milioni di euro destinata nel PNRR anche ai Competence Center “ai quali forniremo tutto il necessario”, riconoscendo il “ruolo importante che dovranno svolgere”, proprio in questo ambito.

“Bi-Rex rappresenta lo strumento che la Data Valley dell’Emilia Romagna ha trovato per mettere a terra le proprie potenzialità, in tre modi: open innovation, standardizzazione ed evangelizzazione”, rilevano Stefano Cattorini, direttore generale di Bi-Rex, e Sergio Bertolucci, presidente del Comitato di indirizzo di Bi-Rex per i primi 3 anni.

Che osservano: “le industrie mettono insieme competizione e collaborazione, sviluppando strumenti condivisi che possono creare dei mercati, attivando un processo che diventa accessibile per tutta la filiera. Se fatta bene, questa distribuzione della ricerca industriale gioca un ruolo fondamentale anche a livello di sostenibilità nel ciclo di vita dei prodotti e nei processi. Bi-Rex rappresenta uno dei casi concreti di applicazione reale dell’innovazione digitale a queste tematiche, che sono poi quelle prevalenti anche nel Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

Spiegare alle PMI perché devono fare innovazione

Nel fare un bilancio di questi primi 3 anni, e nel guardare al futuro, Cattorini sottolinea: “dobbiamo continuare a spiegare alle PMI perché devono investire in innovazione, e il motivo principale è che se non lo fanno tra 6 mesi o un anno si ritrovano fuori dal mercato”. E mette in evidenza: “un Competence center come Bi-Rex deve fare due cose innanzitutto: trasferimento tecnologico, e poi lavorare con le competenze, attraverso un up-skilling continuo del personale che lavora nelle aziende italiane”.

In questo quadro – viene spiegato ai giornalisti delle testate d’informazione straniere, che non conoscono necessariamente i Centri di competenza italiani nati nel 2018 con il Piano Industria 4.0 dell’allora ministro Carlo Calenda –, il Competence center è il luogo fisico e il concentrato dell’innovazione digitale.

Un ‘concentrato’ che al Bi-Rex di Bologna ha la forma e la sostanza della Linea Pilota, che abilita attività in chiave ‘test before invest’, e offre un ventaglio di risorse di altissimo livello in ottica di servitizzazione, come l’accesso alla capacità di calcolo del Cineca (Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico dell’Italia Nord Orientale), uno tra i maggiori sistemi al mondo nel suo genere.

PNRR: far arrivare i fondi a chi ne ha più bisogno

Un ruolo altrettanto importante fornito dal Bi-Rex è il servizio di orientamento e consulenza, per individuare i bisogni di innovazione delle imprese, strettamente integrato con i Digital Innovation Hub. Infine, la formazione, che si avvale di docenti di Università e manager aziendali, attraverso webinar, corsi, workshop ed eventi.

“Ora il PNRR dovrà servire a tre cose innanzitutto”, auspica Cattorini: “sviluppare infrastrutture, ad esempio per la connettività, collegate all’economia digitale; far aumentare la ricerca di base, che in Italia ha un ritardo endemico; e poi, terzo punto ma non ultimo, far arrivare i fondi di sostegno a chi ne ha più bisogno, alle imprese e PMI del Paese. Noi del Bi-Rex, come anche gli altri Centri di competenza italiani, ci siamo per dare il nostro contributo in tutte queste direzioni, essenziali per mantenere l’Italia e le sue aziende al centro dei mercati mondiali, nonostante tutto quello che sta accadendo in questi ultimi anni, e per quelli che verranno”.

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Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove. Contatti: stefano.stefanocasini@gmail.com

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