Per rispondere alla crescente domanda di efficienza, semplificazione e sostenibilità della logistica nei cantieri, superando i tradizionali compromessi tra mobilità e potenza necessari per le attività più gravose, Hilti ha presentato ulteriori aggiornamenti a Nuron, la piattaforma di strumenti e attrezzi cordless pensata per semplificare i lavori nei cantieri.
L’azienda, nello specifico, ha ampliato la piattaforma Nuron con ulteriori 60 nuovi attrezzi e accessori specializzati per applicazioni heavy duty (pesanti) nei cantieri, come la demolizione, il taglio del calcestruzzo e il taglio del legno.
L’operazione, che si inserisce nel quadro della campagna “Power Up”, punta a fornire attrezzi a batteria con le stesse prestazioni degli attrezzi a cavo, soluzioni fornite attraverso un portfolio prodotti completo e flessibile. Il claim della campagna “When it’s heavy duty, it’s Hilti”, punta a trasmettere l’affidabilità della soluzione proposta da Hilti nel caso specifico delle applicazioni pesanti.
Gli attrezzi, disponibili a partire dal primo trimestre del 2026, si aggiungono agli oltre 120 elettroutensili, batterie e caricabatterie già presenti sulla piattaforma Nuron, lanciata nel 2022.
Indice degli argomenti
Attrezzi pensati per la produttività reale dei cantieri
L’ampliamento della gamma avviene in un momento in cui il comparto delle costruzioni deve affrontare una sfida strutturale legata all’efficienza. Durante l’Infrastructure Academy – evento annuale organizzato da Hilti Italia in collaborazione con AIS (Associazione Infrastrutture Sostenibili) che chiama a raccolta gli stakeholder del settore – è emerso come solo il 30% del tempo trascorso in cantiere sia effettivamente produttivo, un dato che pone l’accento sulla necessità di ottimizzare i processi logistici e operativi.
“Questi nuovi prodotti rappresentano un’ulteriore evoluzione della piattaforma di attrezzi Nuron e sono progettati per applicazioni pesanti, consentendo di coprire ambiti finora vincolati all’uso di attrezzi a cavo o con motori a scoppio”, spiega Giovanni Conte, Regional Product Manager di Hilti e Referente per la campagna “Power Up”.
Il superamento di tali limiti è reso possibile da un’architettura tecnologica che, pur mantenendo un’unica interfaccia a 22 volt, sfrutta batterie a elevata densità energetica e un sistema di scambio dati intelligente tra attrezzo e batteria. Le batterie, inoltre, sono state ottimizzate per garantire tempi di ricarica inferiori.
Una configurazione che permette di ottimizzare l’erogazione di potenza in base allo sforzo richiesto, garantendo un’efficienza fino al 25% superiore e unificando l’intero parco attrezzi sotto un solo standard energetico, eliminando così le inefficienze derivanti dalla gestione di caricabatterie e piattaforme eterogenee.
Gli attrezzi full cordless nei cantieri per la sostenibilità ambientale e il benessere dell’operatore
L’evoluzione verso il cantiere “full cordless” si inserisce in un quadro di crescenti pressioni normative e sociali legate all’impatto ecologico del comparto. L’industria delle costruzioni è attualmente responsabile del 40% delle emissioni globali di gas serra, dato che impone alle imprese l’adozione di strategie di decarbonizzazione lungo tutta la filiera.
L’elettrificazione delle applicazioni pesanti contribuisce a questo obiettivo eliminando la combustione in loco e riducendo l’impronta di carbonio operativa dei cantieri.
Tuttavia, la visione di Hilti estende il concetto di sostenibilità alla dimensione sociale, focalizzandosi sulla salute e sulla sicurezza della forza lavoro.
“L’implementazione di tecnologie pensate per ridurre vibrazioni e rumore nasce prima di tutto dall’esigenza di garantire maggiore comfort all’operatore, permettendogli di lavorare in condizioni meno affaticanti e di mantenere un livello di attenzione e benessere costante nel tempo. Allo stesso tempo, la minore esposizione alle vibrazioni, nel pieno rispetto delle normative vigenti, consente di rendere le lavorazioni più fluide ed efficienti, permettendo di effettuare una stessa attività in minor tempo“, spiega Conte.
I nuovi attrezzi Nuron, infatti, sono dotati di funzionalità per il comfort e la sicurezza degli operatori, come la riduzione delle vibrazioni – abilitata dalla tecnologia AVR (Active Vibration Reduction) – il controllo integrato della polvere e la protezione anti-contraccolpo attraverso il sistema ATC (Active Torque Control) per il controllo della coppia.
Soluzioni che permettono alle aziende di incrementare l’efficienza delle operazioni, salvaguardando al tempo stesso la salute degli operatori e la sostenibilità delle applicazioni, contribuendo così alla resilienza e alla sostenibilità del cantiere sul lungo periodo.
Digitalizzazione e dati per l’ottimizzazione del business
La piattaforma Nuron trascende la funzione di semplice sistema di alimentazione per configurarsi come un ecosistema digitale capace di generare flussi di informazioni strategiche attraverso i Data Driven Services (DDS).
Grazie alla connettività nativa, le batterie agiscono come collettori di dati IoT, registrando parametri critici quali l’ultima posizione nota, l’intensità di utilizzo e lo stato di salute delle celle.
Le informazioni vengono trasmesse automaticamente al sistema di gestione ON!Track durante ogni ciclo di ricarica, offrendo ai responsabili di cantiere una visibilità granulare sul patrimonio tecnologico aziendale.
L’integrazione di questi servizi digitali permette di passare da una logica di manutenzione reattiva a una proattiva, garantendo che l’attrezzatura sia sempre pronta all’uso e riducendo del 20% i ritardi operativi causati da fermi macchina imprevisti.
La disponibilità di dati certi sull’effettivo impiego degli strumenti consente inoltre di razionalizzare lo stock, evitando l’acquisto di dotazioni ridondanti e ottimizzando la rotazione dei materiali tra i diversi siti produttivi, con un impatto diretto sulla redditività delle commesse e sulla trasparenza dei costi operativi.
Attrezzi per cantieri: un portafoglio diversificato per ogni esigenza applicativa
L’espansione della piattaforma Nuron rappresenta un passo significativo verso l’ottimizzazione del lavoro in cantiere, ma non sancisce l’abbandono immediato delle tecnologie tradizionali.
Nonostante il progressivo avanzamento delle soluzioni cordless, Hilti mantiene nel proprio portfolio attrezzi a cavo e con motore a scoppio per garantire la massima flessibilità operativa in quegli scenari dove, ad oggi, l’alimentazione a batteria non è ancora in grado di coprire integralmente le necessità specifiche di alcune applicazioni in termini di ore di utilizzo.
“Non vogliamo staccarci completamente dal cavo: il messaggio della campagna ‘Power Up’ è mettere a disposizione attrezzi a batteria che forniscano prestazioni equiparabili a quelli a cavo; continuando a investire anche su questi ultimi per offrire un portafoglio completo e flessibile”, sottolinea Conte.
In questa prospettiva l’innovazione tecnologica si configura come un processo incrementale che richiede tempi tecnici e investimenti costanti in ricerca e sviluppo – ambito in cui il Gruppo Hilti impegna annualmente oltre il 5% del proprio fatturato globale – per rispondere con precisione alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.
L’obiettivo finale resta coerente con il proposito aziendale di migliorare il settore delle costruzioni, puntando su un’integrazione intelligente tra potenza, sicurezza e digitalizzazione che permetta alle imprese di affrontare le sfide operative con gli strumenti più idonei per ogni specifica attività.


















