L’intelligenza artificiale è una leva strategica per la crescita e la produttività del tessuto industriale nazionale: è il messaggio emerso dal Forum sull’Intelligenza Artificiale, promosso da Comitato Leonardo, associazione nata nel 1993 su iniziativa comune di Confindustria, dell’Agenzia ICE e di un gruppo di imprenditori e uomini di cultura con l’obiettivo di promuovere e affermare la “Qualità Italia” nel mondo, e da Assolombarda.
Al centro dell’incontro, dal titolo “ForgIAre il futuro delle imprese – Verso nuove frontiere di produttività con l’IA”, il ruolo dell’intelligenza artificiale come strumento abilitante per l’evoluzione dei processi, delle decisioni e dei modelli organizzativi, analizzata attraverso contributi di contesto e il confronto diretto con le imprese.
Un’occasione per valorizzare l’ecosistema dell’innovazione e comprendere le traiettorie di sviluppo più rilevanti per la competitività industriale italiana, anche alla luce delle più recenti evidenze sul tema.
Indice degli argomenti
AI, mercato e impatto economico sul territorio
Il mercato nazionale dell’AI ha registrato un incremento del 50% rispetto al 2024, raggiungendo un valore complessivo di 1,8 miliardi di euro.
La crescita è sostenuta principalmente dalle grandi imprese e dalla diffusione delle licenze di AI generativa, mentre le realtà di dimensioni minori incontrano maggiori ostacoli nell’integrazione di queste tecnologie.
“L’intelligenza artificiale non rappresenta più solo uno strumento di supporto, ma una vera e propria leva strategica fondamentale per promuovere la crescita”, ha commentato Alvise Biffi, Presidente Assolombarda.
La necessità di accelerare l’adozione tecnologica è confermata dalle stime del progetto ForgIA, progetto che mira a costruire un vero e proprio ecosistema di dati industriali, provenienti, in particolare, dal tessuto manifatturiere.
Secondo i dati raccolti finora dal progetto, l’adozione dell’AI porterebbe a un aumento della produttività del 10% tra le piccole e medie industrie locali genererebbe un valore aggiunto di 2,4 miliardi di euro.
L’impatto complessivo porterebbe a un incremento del Pil pari allo 0,8% per l’area che comprende le province di Milano, Lodi, Monza e Brianza, e Pavia. Estendendo tale proiezione su scala nazionale, un aumento della produttività del 5% porterebbe un beneficio economico di circa 9 miliardi di euro.
AI, necessità di accelerare l’adozione per la competitività internazionale
L’urgenza di un’accelerazione digitale emerge dalle strategie governative volte a consolidare la sovranità tecnologica nazionale. L’adozione di AI e sistemi cloud è considerata un passaggio obbligato per salvaguardare la tenuta delle grandi industrie e della rete delle piccole e medie imprese del Made in Italy.
“La competizione internazionale impone un’accelerazione nell’adozione degli strumenti di intelligenza artificiale e del cloud, tanto da parte delle grandi imprese quanto delle PMI, che rappresentano l’ossatura del nostro sistema produttivo”, ha commentato il Ministro Adolfo Urso.
A sostegno di questa accelerazione, il Mimit ha attivato iniziative che spaziano dalla Fondazione AI4Industry di Torino alla IT4LIA AI Factory del Tecnopolo di Bologna, includendo il sostegno finanziario tramite il Fondo Artificial Intelligence di Cassa Depositi e Prestiti.
Le manovre intraprese si affiancano alla definizione di una strategia per le tecnologie quantistiche e all’incentivazione di investimenti esteri per la creazione di nuovi data center.
“Una direzione di marcia chiara, orientata a semplificare e velocizzare i processi, per sostenere tutte le tecnologie abilitanti che costituiscono leve fondamentali di crescita e competitività del sistema Paese. Importante, in questo contesto, è la partecipazione di un consorzio italiano, composto anche da Leonardo ed Eni, al bando della Commissione europea che assegnerà le prime 4 gigafactory europee sull’intelligenza artificiale. Un obiettivo importante che può essere raggiunto se effettivamente suffragato da adeguate risorse europee”, ha aggiunto.
Il paradosso della GenAI e l’evoluzione verso i sistemi agentici
La questione non è tuttavia limitata alla sola adozione delle tecnologie, ma si estende alla capacità di trarre valore dagli investimenti messi a terra.
I dati confermano infatti che l’adozione dell’AI coinvolge l’88% delle organizzazioni. Tuttavia i ritorni economici faticano a riflettersi sui bilanci: l’80% delle imprese non registra ancora un impatto significativo sul risultato operativo.
Il rapporto “GenAI as an opportunity for productivity and industrial transformation” di McKinsey attribuisce tale discrepanza a un utilizzo limitato degli strumenti digitali, spesso confinati a semplici funzioni di assistenza.
Il superamento di tale limite richiede il passaggio all’AI agentica, ovvero sistemi capaci di pianificare attività, interagire con le infrastrutture aziendali ed eseguire operazioni articolate.
Secondo i dati della ricerca, se l’impiego di strumenti base offre un incremento di produttività di circa 1,2 volte, l’adozione di flussi di lavoro agentici raddoppia il potenziale di rendimento. L’efficienza può aumentare fino a venti volte attraverso la creazione di strutture dove operatori umani coordinano organizzazioni virtuali di agenti digitali.
La trasformazione strutturale indicata dallo studio poggia su una pianificazione guidata dalle necessità di business, la valorizzazione dei talenti, processi agili, infrastrutture adeguate, gestione accurata dei dati e una solida governance del cambiamento.
“L’Intelligenza Artificiale Generativa rappresenta oggi un volano senza precedenti per accelerare processi, decisioni e modelli organizzativi, ponendosi come pilastro fondamentale per il rafforzamento del tessuto industriale italiano”, ha commentato Il Presidente del Comitato Leonardo, Sergio Dompé.
“La vera sfida che attende le nostre imprese è il passaggio cruciale dalla fase di sperimentazione alla piena scalabilità operativa. Le imprese del Made in Italy, forti di un patrimonio di know-how e creatività unico al mondo, possiedono tutte le risorse per guidare questa trasformazione e competere con successo sui mercati globali”, ha aggiunto.
I progressi del progetto ForgIA
Il Forum dell’Intelligenza artificiale è stato anche l’occasione per illustrare lo stato di avanzamento di “ForgIA”.
Per dare piena attuazione a ForgIA, Assolombarda sta sviluppando quattro programmi:
- ForgIA Industial data ecosystem, il programma che prevede la costruzione di un ecosistema digitale in grado di abilitare la condivisione e la valorizzazione dei dati lungo le filiere industriali
- ForgIA Accelerate, un percorso che supporta gruppi omogenei di imprese nell’adozione concreta di applicazioni di IA
- ForgIA Academy, percorso che mira a diffondere la cultura del dato promuovendo contaminazione e sinergie all’interno dell’ecosistema attraverso iniziative di divulgazione, formazione e networking
- ForgIA Leadership Initiative, un percorso di mentoring pensato per rafforzare la capacità delle aziende di valorizzare i dati e implementare soluzioni di AI, grazie all’esperienza condivisa di imprese che hanno già intrapreso questo cammino.

















