LO STUDIO

Per le aziende dell’Automotive la vera priorità dei prossimi 5 anni è la cyber security



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Una ricerca globale di ABB Robotics su 473 decision maker del settore automotive rivela che la cybersecurity è diventata la priorità numero uno per i prossimi cinque anni, davanti a riduzione dei costi, intelligenza artificiale e manifattura flessibile. Il dato emerge trasversalmente in tutte le regioni e lungo tutta la filiera, dagli OEM ai fornitori di secondo livello.

Pubblicato il 4 mar 2026



Sitesing 17-135, ABB Robotics, Volvo, Daqing, China
Sitesing 17-135, ABB Robotics, Volvo, Daqing, China



La cyber security è diventata la principale preoccupazione dei produttori automotive a livello mondiale. È quanto emerge dall’ultima edizione dell’Automotive Manufacturing Outlook Survey di ABB Robotics, condotta in collaborazione con Automotive Manufacturing Solutions su un campione di 473 decision maker dell’industria automobilistica, tra costruttori di veicoli e fornitori lungo tutta la catena del valore.

Il 95% degli intervistati la considera una preoccupazione significativa e il 53% la definisce “estremamente significativa”. Tutti i principali mercati regionali e tutti i livelli della filiera – OEM, fornitori Tier 1 e Tier 2 – la indicano come priorità assoluta per i prossimi cinque anni, davanti a riduzione dei costi, AI e produzione flessibile.

Da problema IT a problema di produzione

Il cambiamento rispetto agli anni precedenti è netto: fino a poco tempo fa la cyber security figurava tra le molte voci di una lista più ampia di preoccupazioni. Oggi occupa il primo posto da sola. Il motivo sta nell’evoluzione stessa delle fabbriche: robot avanzati, sistemi di visione, digital twin, analytics e AI hanno portato benefici concreti in termini di produttività, qualità e flessibilità, ma hanno anche ampliato la superficie di attacco.

I produttori riconoscono sempre più che un incidente informatico non si limita a colpire i sistemi IT: può fermare la produzione, interrompere le catene di fornitura e compromettere i prodotti finiti, anche in ambienti in cui i macchinari non sono direttamente connessi a internet.

“La cyber security non è più qualcosa su cui i produttori pensano al futuro – è qualcosa che devono affrontare oggi al cuore della produzione”, dichiara Joerg Reger, Managing Director di ABB Robotics Automotive Business Line. “Man mano che le fabbriche diventano più connesse, software-driven e data-intensive, la cybersecurity è diventata una disciplina manifatturiera di base.”

Più connessione, ma serve più sicurezza

I dati della ricerca delineano un settore che non rinuncia alla digitalizzazione, ma chiede maggiori garanzie. Più di nove intervistati su dieci prevedono un maggior ricorso ad AI e gestione dei big data; una percentuale analoga pianifica una più ampia adozione di digital twin e simulazione. La domanda che ne consegue non è se connettere le fabbriche, ma come farlo in modo sicuro e resiliente.

Su questo fronte pesa anche la prossima entrata in vigore del Cyber Resilience Act europeo, che imporrà requisiti di sicurezza specifici per i prodotti con componenti digitali. “I produttori hanno bisogno di partner che siano già pronti”, sottolinea Reger.

ABB indica come risposta concreta la famiglia di controller OmniCore, progettata secondo un approccio security-by-design che integra la sicurezza fin dalle prime fasi di sviluppo del prodotto – non come funzionalità aggiuntiva, ma come requisito di base – e la mantiene per tutto il ciclo di vita della soluzione.


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