La robotica collaborativa e i bracci robotici flessibili stanno progressivamente guadagnando terreno rispetto alle installazioni fisse tradizionali: è quanto evidenzia una recente indagine condotta da Reichelt Elektronik su 250 aziende industriali del Paese.
L’indagine ha evidenziato che l’83% delle realtà intervistate utilizza già sistemi robotici, confermando l’Italia tra le nazioni con la più alta densità di automazione al mondo.
L’evoluzione è spinta dal desiderio di una maggiore flessibilità operativa e dalla convinzione, condivisa dal 56% del campione, che i processi produttivi diverranno completamente automatizzati entro i prossimi cinque anni.
La robotica non rappresenta più solo un supporto per le mansioni ripetitive, ma viene percepita come la risorsa strategica fondamentale per affrontare la carenza di competenze specializzate nel settore industriale.
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Efficienza e flessibilità: perché sempre più aziende preferiscono i robot collaborativi
Un altro aspetto emerso dall’indagine è la crescente preferenza delle imprese verso bracci robotici rispetto ai robot tradizionali fissi.
Quasi due terzi (66%) degli intervistati ha infatti affermato che in futuro preferiranno i bracci robotici ai robot fissi. Le ragioni di questa transizione risiedono in una combinazione di efficienza economica e versatilità operativa.
Sebbene il 56% delle imprese riconosca nel costo contenuto un driver fondamentale per l’adozione dei cobot , il 77% degli intervistati è convinto che questi sistemi offrano funzionalità superiori rispetto alle macchine tradizionali.
“Non c’è dubbio che i bracci robotici più piccoli e flessibili stiano suscitando un forte interesse”, commenta Malte Janßen, Product Management, Robotics & Electromechanical Components di Reichelt Elektronik.
Secondo Janßen, i cobot hanno aperto nuove strade soprattutto per le piccole e medie imprese, tanto che il 43% delle realtà non utilizzava alcun tipo di automazione prima di investire in modelli collaborativi.
Nonostante i robot fissi rimangano indispensabili per gestire carichi pesanti o prestazioni elevate, l’87% del campione concorda sul fatto che le soluzioni collaborative rappresentino ormai un complemento essenziale.
Innovazione tecnologica e nuovi scenari applicativi nella fabbrica intelligente
L’integrazione di sistemi avanzati sta trasformando radicalmente le modalità d’uso della robotica nelle industrie italiane.
L’indagine conferma che le aziende impiegano queste macchine principalmente per sollevare il personale da compiti logoranti dal punto di vista fisico (39%) o per gestire attività caratterizzate da un’alta ripetitività (44%).
Sebbene le operazioni di pick-and-place (30%) e il trasporto di oggetti (22%) siano meno comuni, si registra un utilizzo costante in processi specialistici come il taglio, la saldatura, la pallettizzazione e l’assemblaggio.
In questo quadro si inseriscono anche i robot umanoidi: pur essendo ancora poco diffusi, il loro ruolo futuro è già tracciato verso il supporto nelle mansioni fisicamente gravose (37%) e nei lavori ripetitivi.
Alcune realtà pionieristiche stanno inoltre testando queste tecnologie in ambienti controllati dall’AI per esplorare nuove possibilità di automazione.
L’incremento dell’efficienza operativa registrato negli ultimi anni deriva dall’adozione di soluzioni tecniche specifiche che hanno migliorato l’interazione tra macchina e ambiente.
L’introduzione di sensori capaci di restituire un senso del tatto estremamente preciso (33%) e il perfezionamento della sensorizzazione ambientale (30%) permettono oggi ai robot di percepire lo spazio circostante con accuratezza.
Il progresso tecnologico è sostenuto inoltre dallo sviluppo di software più sofisticati (29%), fondamentali per gestire bracci robotici con più giunti e movimenti multidirezionali complessi, e dall’apporto strategico dell’AI, indicata come fattore chiave dal 26% del campione.
Gli scenari futuri: verso fabbriche totalmente automatizzate?
Il concetto di produzione interamente automatizzata, nota come “dark factory”, sta rapidamente uscendo dall’ambito teorico per diventare una prospettiva concreta per l’industria italiana.
Sebbene oggi nel 67% delle imprese i sistemi robotici gestiscano fino al 40% delle attività e solo una quota inferiore al 10% abbia delegato alle macchine oltre il 60% dei processi, il cambiamento appare imminente.
Il 56% delle aziende prevede infatti che la produzione sarà completamente automatizzata entro i prossimi cinque anni. Questa spinta verso l’automazione totale non risponde solo a logiche di efficienza, ma viene indicata dalla medesima percentuale di intervistati (56%) come la soluzione determinante per far fronte alla carenza di personale qualificato.
A sostegno di questa visione, il 57% delle imprese ha già incrementato il budget destinato alla robotica negli ultimi anni, con un aumento significativo per il 16% del campione.
Per accelerare ulteriormente questo percorso evolutivo, le realtà industriali segnalano alcune necessità prioritarie: la disponibilità di modelli più economici (38%), lo sviluppo di sistemi di programmazione semplificati (25%), una maggiore possibilità di personalizzare le macchine per applicazioni verticali (24%) e agevolazioni nell’accesso ai finanziamenti (21%).











