Parte da Napoli la prima rete di comunicazione quantistica a lunga distanza che collega il capoluogo campano con la Capitale.
Il progetto, promosso dal Centro di Competenza MedITech e dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, in collaborazione con il con il Gruppo TIM ed Exprivia, segna un salto di qualità decisivo verso la commercializzazione delle tecnologie di crittografia quantistica in Italia, consolidando il ruolo della città quale hub nazionale della sicurezza quantistica.
Il progetto è finanziato con i fondi del PNRR nell’ambito delle azioni previste dalla Missione 4 (M4C2I2.3).

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Una rete ibrida ad alta velocità per la protezione dei dati critici
L’obiettivo del progetto è sviluppare una rete di comunicazione ibrida a lunga distanza per il collegamento sicuro di due data-center, ubicati rispettivamente presso la sede Meditech nel Campus federiciano di San Giovanni a Teduccio e il polo di Acilia del Gruppo TIM, per gestire collegamenti sicuri a 1 Gbit/s.
L’iniziativa sfrutta le infrastrutture digitali di TIM Enterprise e le competenze di Telsy e QTI nella cybersecurity e nella crittografia quantistica. L’obiettivo è assicurare connessioni ad alta capacità protette da elevati standard di sicurezza grazie alle soluzioni di Quantum Key Distribution.
“La comunicazione e la crittografia quantistiche rappresentano oggi due asset strategici di Meditech, che, con il loro elevato livello di maturità tecnologica, sono capaci di garantire elevati standard di sicurezza nella trasmissione del dato e convincenti aperture verso il mercato”, commenta Angelo Giuliana, Direttore Generale del Centro di Competenza Meditech.
“Il loro sviluppo è reso sempre più urgente dalla rapida evoluzione dei computer quantistici. Garantire la tutela delle informazioni critiche non è più un desiderata, ma un must have assoluto”, aggiunge.
Il contributo dei partner
Exprivia svolgerà un ruolo chiave nella definizione e industrializzazione dei casi d’uso applicativi, integrando le tecnologie quantistiche in architetture applicative reali e accelerandone la trasferibilità verso il mercato in settori strategici quali Sanità, Energia ed Enterprise.
In particolare il contributo riguarderà la protezione della condivisione di immagini diagnostiche altamente sensibili in ambito sanitario, la sicurezza dei collegamenti tra sistemi di gestione dell’energia all’edge e piattaforme cloud, e la messa in sicurezza delle piattaforme di Enterprise Resource Planning (SAP) tra produttori e distributori.
La protezione delle infrastrutture critiche, energetiche e non solo, rappresenta uno dei principali ambiti di applicazione delle tecnologie quantistiche, con un impatto diretto sulla sicurezza nazionale. Le soluzioni quantum-safe si candidano a diventare un elemento fondante delle future infrastrutture digitali nazionali ed europee.
“Il lavoro svolto da Meditech e Federico II per la realizzazione di questa nuova rete di comunicazione quantistica permette di validare nuove architetture ibride QKD-PQC direttamente su una infrastruttura reale di comunicazione dati quantum safe, pronte per lo sviluppo di casi d’uso industriali concreti, vere anticipazioni di uno scenario ready-to-market di queste nuove tecnologie”, commenta Giampiero Pepe, Professore di Fisica Sperimentale della Materia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II e Responsabile scientifico MedITech per le attività Quantum.
Il ruolo dell’Università Federico II di Napoli per un modello di sicurezza quantistica applicabile su larga scala
L’Università degli Studi di Napoli Federico II è da tempo impegnata sulle Tecnologie Quantistiche sia nel settore della comunicazione che del calcolo: alla prima rete quantistica multi-nodo inaugurata nel 2024, ha fatto seguito il primo computer quantistico realizzato in Italia nel 2025, ed ora questa nuova, significativa sfida di rete ibrida che dimostra una raggiunta maturità industriale, caratterizzata da un alto livello di innovazione tecnologica nelle soluzioni adottate e da un pieno utilizzo di tecnologia Made in Italy.
“La Federico II contribuisce con il suo patrimonio di infrastrutture di ricerca e di competenze scientifiche, nonché con il suo articolato programma di formazione nel campo delle tecnologie quantistiche, tassello fondamentale su cui saldamente basare gli importanti sviluppi a cui stiamo assistendo in Campania negli ultimi anni”, aggiunge Pepe.
L’uso di diversi approcci crittografici, integrati con soluzioni quantistiche, come nella sperimentazione della nuova WMAN, fornisce superiori livelli di sicurezza ed una più affidabile protezione del dato anche in caso di compromissione di un singolo algoritmo o protocollo crittografico.
La sperimentazione, promossa dal Centro di Competenza Meditech e dall’Università degli Studi di Napoli Federico II, rappresenta un passo concreto verso un modello di sicurezza quantistica applicabile su larga scala, attraverso una filiera che parte dalla ricerca, passa dal trasferimento tecnologico e arriva ad importanti attori industriali per rendere le tecnologie emergenti adottabili da imprese e pubbliche amministrazioni.










