POLITICA INDUSTRIALE

Acciaio europeo, accordo UE su nuove misure di protezione: quote ridotte del 47% e dazi al 50%



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Parlamento europeo e Consiglio dell’UE hanno raggiunto l’accordo sulla nuova misura di salvaguardia per l’acciaio che sostituirà quella in scadenza il 30 giugno 2026. Il nuovo regime introduce un sistema di quote tariffarie più restrittivo, con dazi fuori quota al 50% su 30 categorie di prodotti, e un requisito di tracciabilità “melt & pour” per tutte le importazioni.

Pubblicato il 14 apr 2026



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Parlamento europeo e Consiglio dell’UE hanno trovato l’intesa sulla nuova misura di protezione per il settore siderurgico europeo per affrontare gli effetti del surplus produttivo globale sul mercato comunitario. L’accordo, annunciato il 13 aprile 2026, dovrà ora essere formalmente adottato dalle due istituzioni nelle prossime settimane, con l’obiettivo di entrare in vigore il 1° luglio 2026, alla scadenza della misura attualmente in vigore.

Le nuove regole sulle importazioni di acciaio

Il nuovo quadro regolatorio, che accoglie la proposta della Commissione dello scorso ottobre, introduce un sistema riveduto di tariff-rate quota (TRQ) che riduce il volume complessivo delle quote di importazione di acciaio di circa il 47% rispetto alle quote di salvaguardia del 2024, portandole a 18,3 milioni di tonnellate annue. Il dazio fuori quota è fissato al 50% per 30 categorie di prodotti. Per le importazioni dai paesi dello Spazio economico europeo non si applicano né quote né dazi, ma rimane l’obbligo di tracciabilità.

La misura risponde a una pressione strutturale che si aggrava di anno in anno: la sovraccapacità globale di produzione è già superiore a 620 milioni di tonnellate e secondo le stime raggiungerà i 721 milioni di tonnellate entro il 2027 – più di cinque volte il consumo annuo dell’Unione europea. A complicare il quadro un numero crescente di paesi terzi sta chiudendo i propri mercati alle importazioni, aumentando il rischio di deviazione dei flussi commerciali verso l’Europa.

La misura, che sostituisce la salvaguardia vigente dal 2018, si propone di tutelare i 2,5 milioni di posti di lavoro legati alla produzione siderurgica europea e di sostenere il percorso di decarbonizzazione del settore. Nel 2024 il tasso di utilizzo della capacità produttiva nell’industria siderurgica europea si attestava al 67%: la misura punta a creare le condizioni perché il settore possa tornare a un livello di utilizzo dell’80%, considerato soglia di sostenibilità strutturale.

I 30 prodotti tutelati

Ecco l’elenco dei 30 prodotti soggetti a una quota tariffaria annuale, oltre la quale si applica il dazio del 50%

Prodotti Piani

  • Fogli e nastri laminati a caldo di acciai non legati e altri acciai legati.
  • Fogli e nastri laminati a caldo (specifiche aggiuntive).
  • Fogli laminati a freddo di acciai non legati e altri acciai legati.
  • Lamierini magnetici elettrici (diversi dai GOES).
  • Lamierini magnetici (altre specifiche).
  • Fogli con rivestimento metallico.
  • Fogli con rivestimento metallico (codici TARIC specifici).
  • Fogli con rivestimento organico.
  • Prodotti della banda stagnata (Tin Mill products).
  • Lamiere da treno quarto (Quarto Plates) di acciai non legati e altri acciai legati.
  • Fogli e nastri di acciaio inossidabile laminati a caldo.
  • Fogli e nastri di acciaio inossidabile laminati a freddo.
  • Lamiere da treno quarto di acciaio inossidabile.

Prodotti Lunghi

  • Barre mercantili e profilati leggeri di acciai non legati e altri acciai legati.
  • Tondi per cemento armato (Rebars).
  • Barre e profilati leggeri di acciaio inossidabile.
  • Vergella di acciaio inossidabile.
  • Vergella di acciai non legati e altri acciai legati.
  • Angolari, sagomati e profilati di ferro o di acciai non legati.
  • Palancole (Sheet Piling).
  • Materiale per ferrovie.

Tubi e altri prodotti

  • Tubi per gas.
  • Profilati cavi.
  • Tubi e condotti senza saldatura in acciaio inossidabile.
  • Altri tubi senza saldatura.
  • Grandi tubi saldati (codici NC specifici).
  • Grandi tubi saldati (altre specifiche).
  • Altri tubi saldati.
  • Barre finite a freddo di acciai non legati e altri acciai legati.
  • Filo di acciai non legati

L’accordo include anche un meccanismo di revisione periodica del perimetro dei prodotti coperti. Entro sei mesi dall’entrata in vigore la Commissione valuterà se estendere la misura ad altri prodotti siderurgici, tra cui tubi e raccordi, alcuni tipi di filo e barre forgiate. Una seconda revisione avverrà entro 12 mesi per valutare l’eventuale inclusione di prodotti contenenti quantità significative di acciaio, alla luce degli sviluppi del mercato e dei possibili rischi di elusione. Revisioni successive si svolgeranno ogni due anni.

Il requisito “melt & pour” e la gestione delle quote

Una delle novità più significative dell’accordo è l’introduzione del principio “melt & pour“, che identifica il paese in cui l’acciaio è stato originariamente fuso e colato – cioè il paese in cui è stato prodotto per la prima volta in forma liquida e successivamente solidificato. Questo requisito si applica a tutte le importazioni di prodotti siderurgici, comprese quelle dai paesi SEE, con l’obiettivo di migliorare la trasparenza delle catene di approvvigionamento e prevenire pratiche elusive.

Il paese di fusione e colata diventerà uno dei criteri per l’allocazione delle quote tra i paesi esportatori. Entro due anni dall’entrata in vigore della norma la Commissione dovrà valutare se designare questo criterio come base esclusiva per l’assegnazione delle quote nazionali, con eventuale proposta legislativa conseguente.

Sul fronte della gestione delle quote nel primo anno di applicazione le quote inutilizzate potranno essere trasferite da un trimestre al successivo per tutte le categorie di prodotti, per garantire flessibilità agli operatori economici. Dal secondo anno in poi spetterà alla Commissione decidere, categoria per categoria, se mantenere questa flessibilità trimestrale, sulla base di criteri come il livello di pressione delle importazioni, il tasso di utilizzo delle quote e la disponibilità di approvvigionamento per le industrie a valle.

L’UE vuole un’industria dell’acciaio sostenibile, forte e sovrana

Per il vicepresidente esecutivo della Commissione per la Prosperità e la Strategia industriale Stéphane Séjourné “l’industria siderurgica è stata alle fondamenta della nostra unità europea. Non c’è un’Europa prospera senza un’industria dell’acciaio sostenibile, forte e sovrana. Su questo settore strategico, come su molti altri, faremo tutto il necessario per mantenere in vita produzione, posti di lavoro e competenze nel nostro continente”.

Il commissario per il Commercio e la Sicurezza economica Maroš Šefčovič ha sottolineato che “la forma e il peso globale del settore siderurgico europeo sono fondamentali per la nostra autonomia strategica e la nostra forza industriale. Non possiamo quindi permetterci di ignorare una sovraccapacità globale che raggiunge livelli critici. Il risultato di oggi contribuisce a portare la stabilità necessaria affinché i nostri produttori possano prosperare in Europa – perché si tratta, nella sua essenza, di persone e di posti di lavoro”.

Sul fronte geopolitico l’accordo contiene due disposizioni di rilievo. L’Ucraina, in quanto paese candidato che affronta una situazione di sicurezza eccezionale e immediata, avrà accesso a un sistema di quote esenti da dazi nell’allocazione delle importazioni. In una dichiarazione congiunta allegata al regolamento Parlamento, Consiglio e Commissione riaffermano invece l’impegno a ridurre la dipendenza economica dalla Russia, con la graduale eliminazione delle importazioni di prodotti siderurgici russi.

Il commento di Urso: “Recepita posizione italiana”

“È passata la posizione italiana grazie a un importante lavoro di squadra”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha commentato l’intesa raggiunta nel trilogo sul regolamento volto a tutelare il mercato siderurgico dell’UE.

L’accordo recepisce infatti la linea più volte indicata dall’Italia, con il dimezzamento delle quote di importazione e il raddoppio del dazio, dal 25% al 50%, oltre soglia e sui prodotti non inclusi, a partire dal 1° luglio.

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