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L’AI crea più opportunità di lavoro per i tecnici specializzati: l’analisi di Randstad



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Secondo l’ultimo report di Randstad, l’adozione dell’AI generativa ha triplicato la velocità della domanda di profili tecnici rispetto a quella impiegatizia. In Italia picchi del 152% nella robotica. Nonostante la spinta del PNRR, il mercato affronta una grave carenza di talenti e un turnover demografico negativo, rendendo necessari nuovi investimenti nella formazione specialistica.

Pubblicato il 14 apr 2026



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L’AI sta generando una forte domanda di profili tecnici per costruire e mantenere le infrastrutture che la sostengono: a confermarlo è un’analisi realizzata da Randstad su oltre 50 milioni di offerte di lavoro a livello globale, tra cui 7,3 milioni in Italia, a partire dalla fine del 2022.

L’analisi mostra una forte crescita della richiesta di assunzioni di “skilled trades”, profili tecnici specializzati nel settore manifatturiero necessari per l’implementazione su larga scala delle infrastrutture fisiche dell’intelligenza artificiale, dai data center ai sistemi energetici, fino agli impianti di produzione automatizzati.

Evoluzione delle competenze professionali nell’era dei modelli LLM

Lo studio evidenzia come l’evoluzione tecnologica impressa dalla diffusione dell’AI generativa e dei modelli LLM tra la fine del 2022 e l’inizio del 2026 abbia generato una trasformazione profonda nel mercato del lavoro, trainando la richiesta di competenze tecniche.

I dati globali evidenziano un incremento del 107% per i tecnici di robotica, un valore che nel territorio italiano raggiunge l’eccezionale quota del 152%.

Dinamiche simili interessano gli esperti di automazione industriale, con una crescita del 51% nel mondo e del 67% in Italia, così come i progettisti di sistemi HVAC, aumentati rispettivamente del 67% e del 74%.

Nonostante l’automazione, le professioni tecniche tradizionali mostrano una vitalità sorprendente, alimentata in ambito nazionale dal PNRR e dagli incentivi edilizi.

Le offerte per saldatori sono balzate del 106% in Italia a fronte del 25% mondiale, mentre per gli elettricisti l’aumento domestico è del 65% contro il 18% globale e per i tecnici dell’edilizia del 53% rispetto al 30% registrato su scala internazionale.

Complessivamente, negli ultimi quattro anni, la domanda globale di profili tecnici è cresciuta del 27%, superando di 11 punti la media di mercato e correndo a una velocità tripla rispetto alle mansioni impiegatizie.

In Italia questa divergenza appare ancora più marcata, con un’accelerazione dei ruoli tecnici del 57% contro il 34% di quelli d’ufficio, confermando una rapidità di sviluppo superiore del 65% che si intreccia indissolubilmente con l’avvento dell’era dell’AI.

La sfida demografica nel settore manifatturiero

Il limite principale all’espansione occupazionale risiede nella marcata discrepanza tra un’offerta di lavoro statica e una domanda in costante accelerazione, che ha esteso i tempi medi di selezione per i tecnici specializzati a 56 giorni su scala globale, superando per la prima volta i 54 giorni necessari per i profili impiegatizi.

In Italia il divario si conferma con 41,2 giorni richiesti per l’assunzione di un tecnico contro i 36,8 dei colletti bianchi.

La stabilità del settore manifatturiero è minata da dinamiche demografiche preoccupanti che vedono una contrazione annua della forza lavoro pari all’1,72%.

Il ricambio generazionale risulta infatti deficitario, con 102 uscite ogni 100 nuovi ingressi, in un contesto dove circa il 25% degli operatori è ormai prossimo al pensionamento.

La diffusione dell’AI sta però ridefinendo la natura stessa di queste professioni, portando figure come elettricisti e tecnici di robotica verso una crescente specializzazione digitale.

Un’evoluzione che sta riducendo il confine tra mansioni manuali e lavoro intellettuale, imponendo una revisione dei percorsi di carriera e una necessità strutturale di formazione continua per gestire la trasformazione dei ruoli in chiave tecnologica.

“La corsa dell’intelligenza artificiale richiede enormi infrastrutture fisiche e, a partire dal 2022, con l’adozione su larga scala dell’AI generativa, è cresciuta rapidamente la domanda di ruoli tecnici professionali necessari per costruire i data center, aggiornare le reti energetiche e mantenere le infrastrutture fisiche”, afferma Paolo Passoni, Head of Construction & Technical di Randstad Italia.

“La richiesta di competenze a questi profili si sta evolvendo verso ruoli altamente specializzati e digital-first, che sono sempre più difficili da reperire, per effetto del talent shortage. Oggi, anche per non rallentare la corsa all’AI, è necessario ripensare i ruoli dei tecnici specializzati come carriere di primo livello, che offrono importanti opportunità occupazionali, ma richiedono importanti investimenti in formazione continua”, conclude.

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