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Smact in crescita: terzo anno in utile per il Competence Center del Triveneto



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I risultati del 2025 di Smact, il Competence Center Industria 4.0 del Nord-Est: valore della produzione a 16,5 milioni di euro (+55,4%), terzo esercizio consecutivo in utile, 557 aziende servite di cui tre su quattro PMI. Approvato il Piano industriale 2026-2030 e confermati i nuovi finanziamenti…

Pubblicato il 18 giu 2026



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Smact, il Competence Center Industria 4.0 costituito nel 2018 da università, centri di ricerca e imprese del Triveneto, chiude il 2025 con un valore della produzione pari a 16,5 milioni di euro, segnando un incremento del +55,4% rispetto all’anno precedente e superando le stime del Piano industriale. L’esercizio si chiude in utile per il terzo anno consecutivo. I dati sono stati presentati il 17 giugno a Verona, in occasione dell’Innovation Ecosystem Day, dall’ecosistema di partner industriali e accademici del Centro.

La performance è trainata principalmente dai progetti collaborativi di ricerca e innovazione IRISS, finanziati con risorse PNRR, e dalla crescita dei servizi di innovazione e formazione erogati direttamente alle imprese. Quest’ultimo dato è particolarmente significativo perché segnala una domanda strutturale, non dipendente dai soli meccanismi di cofinanziamento pubblico.

Tre anni di risultati positivi e riconoscimento ministeriale

Sul fronte della solidità finanziaria Smact si presenta senza indebitamento e con una posizione finanziaria netta positiva. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha riconosciuto al Centro risorse aggiuntive nell’ambito dei fondi PNRR, una premialità selettiva riservata a un numero ristretto di infrastrutture di trasferimento tecnologico a livello nazionale.

Riscontri positivi emergono anche sul fronte infrastrutturale: il Patrimonio Destinato “Live Demo Agri-food”, costituito nel 2020 con una dotazione originaria di 2.010.000 euro – di cui 2 milioni apportati dalla Camera di Commercio di Padova – ha chiuso il 2025 con un patrimonio netto di 2.003.913 euro, tornando sostanzialmente allineato alla dotazione iniziale dopo la fase di avvio degli investimenti. La sede padovana e i relativi laboratori dimostrativi sono oggi operativi e frequentati dalle imprese.

“I risultati del 2025 testimoniano il raggiungimento della piena maturità operativa di Smact, capace di superare gli stessi obiettivi del piano industriale e di proporsi come partner di riferimento per centinaia di PMI del Nord-Est”, dichiara Eleonora Di Maria, Presidente di Smact. “Le risorse pubbliche che ci vengono affidate rappresentano un investimento ad altissimo moltiplicatore per il territorio, sia attraverso i servizi erogati presso le imprese sia valorizzando gli spazi dei dimostratori di Padova dove le imprese trovano sviluppo applicativo, formazione esperienziale e nuove idee”.

557 aziende clienti, tre su quattro PMI

Dall’avvio dei flussi PNRR, Smact ha contrattualizzato oltre 1.300 accordi con 557 aziende clienti, sviluppando un volume complessivo di progetti di innovazione pari a circa 29,3 milioni di euro. Delle 557 realtà servite, 405 sono PMI (pari al 73% del totale), ripartite tra 255 piccole imprese, 130 medie imprese e 20 tra startup e PMI innovative.

Il trend di acquisizione clienti evidenzia un’accelerazione progressiva: dalle 49 aziende assistite nel 2023 si è passati alle 216 del 2024, fino alle 276 del 2025. Una traiettoria che prosegue nel 2026 (già 164 aziende servite). Sul fronte geografico il baricentro operativo rimane radicato nel Nord-Est, ma la presenza si espande a livello nazionale: i servizi erogati fuori Triveneto sono passati da 24 nel 2024 a 66 nel 2025, con una crescita del +175% in un solo anno.

“Oggi non siamo più ‘solo’ un ente di trasferimento tecnologico, ma un vero e proprio partner industriale”, afferma Matteo Faggin, Direttore Generale del Competence Center. “Il dato più incoraggiante è la forte espansione dei servizi a mercato, segno che le imprese – specialmente le PMI – ci scelgono per il valore reale che portiamo e non solo per l’accesso ai cofinanziamenti. La grande sfida dei prossimi anni non sarà più soltanto far adottare le tecnologie, ma aiutare le nostre aziende ad attrarre e formare i talenti necessari per governarle”.

Il Piano industriale 2026-2030 e il quadro finanziario

Il Consiglio di Sorveglianza ha approvato nelle scorse settimane il Piano industriale 2026-2030, incentrato sull’accompagnamento consulenziale e formativo personalizzato per le imprese in transizione, sulla sinergia con le istituzioni locali e su servizi per facilitare l’attrazione di talenti, con attenzione sia ai percorsi individuali sia alle aggregazioni di imprese e comunità professionali.

Il 2026 si configura come anno di transizione tra il completamento del ciclo PNRR e la nuova programmazione ministeriale. Quest’ultima è definita dal Decreto MEF del 13 ottobre 2025, che istituisce una linea di finanziamento MIMIT da 83 milioni di euro per il triennio 2028-2030 destinata al consolidamento strutturale dei Competence Center e degli European Digital Innovation Hub (EDIH).

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