POLITICHE UE

Von der Leyen: “A novembre la strategia Ue sull’AI industriale”


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Nel discorso sullo Stato dell’Unione la presidente della Commissione europea ha detto che a novembre arriverà la strategia Ue sull’AI industriale, nella quale la manifattura avanzata sarà uno dei cinque settori prioritari. Tra i temi caldi anche energia, materie prime critiche, competizione con la Cina e lo scenario geopolitico.

Pubblicato il 16 set 2026



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Ursula Von der Leyen
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Il discorso sullo Stato dell’Unione 2026, pronunciato oggi da Ursula von der Leyen davanti al Parlamento europeo riunito a Strasburgo, ha toccato in circa un’ora tutti i principali dossier del mandato della Commissione. Per il mondo industriale i passaggi più rilevanti riguardano tre aree: l’intelligenza artificiale applicata alla manifattura, i costi energetici e la dipendenza dalle materie prime critiche, e il quadro geopolitico che condiziona le catene di fornitura europee.

I 5 settori prioritari per l’intelligenza artificiale industriale

A novembre la Commissione presenterà le prime iniziative sull’intelligenza artificiale applicata all’industria. Von der Leyen ha indicato cinque settori ad alto valore per l’Industrial AI: sanità, trasporti, agroalimentare, manifattura avanzata, difesa e spazio.

Secondo la presidente il vantaggio competitivo dell’Europa non sta nello sviluppo dei modelli di frontiera, terreno oggi dominato da Stati Uniti e Cina. Sta nella capacità di applicare l’intelligenza artificiale ai processi industriali e ai dati di cui le imprese europee già dispongono. Come esempio ha citato lo screening mammografico assistito dall’AI: la diagnosi tradizionale riduce già la mortalità del 30-40% tra le donne che vi partecipano, e l’intelligenza artificiale può individuare più tumori e in fasi più precoci.

L’obiettivo, nelle parole di von der Leyen, è “portare l’AI dallo schermo all’economia e alla società reali”: nelle fabbriche, negli ospedali, nell’agricoltura di precisione, nelle reti energetiche e nella difesa. Per sostenerlo la Commissione presenterà nuove proposte per aumentare la capacità di calcolo europea, insieme a strumenti per canalizzare fondi pubblici e privati verso le startup più promettenti del continente.

Energia, materie prime e burocrazia: il resto del pacchetto per la competitività

Il capitolo sull’intelligenza artificiale si inserisce in un piano più ampio per la competitività industriale europea, indicata da von der Leyen come priorità di governo per l’anno in corso.

Sul fronte energetico la presidente ha ricordato che dall’inizio del conflitto in Ucraina l’Unione ha speso 90 miliardi di euro in più per l’importazione di combustibili fossili, senza un solo watt di energia aggiuntiva. L’obiettivo è raddoppiare entro il 2040 la quota di elettrificazione dei consumi europei. Secondo la Commissione la mossa potrebbe ridurre di 260 miliardi di euro all’anno la bolletta energetica legata alle importazioni. Lo scorso anno sono stati installati oltre 80 gigawatt di nuova capacità rinnovabile, ma una capacità sei volte superiore resta in attesa di connessione alla rete. Per questo la Commissione presenterà un pacchetto dedicato alle infrastrutture elettriche.

Sul commercio con la Cina von der Leyen ha parlato di un deficit che ha ormai raggiunto un miliardo di euro al giorno, un fattore di deindustrializzazione per i settori manifatturieri europei più esposti. Per ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche, oggi controllate dalla Cina per oltre l’80% e fino al 90% per alcune terre rare, la Commissione istituirà una nuova Corporazione europea per le materie prime critiche. Coordinerà l’approvvigionamento e la costituzione di riserve comuni per settori come auto elettriche, batterie, semiconduttori e tecnologie della difesa.

Quanto alla semplificazione normativa le dodici proposte omnibus già presentate stanno riducendo gli oneri amministrativi delle imprese europee di circa 17 miliardi di euro all’anno. Von der Leyen ha chiesto agli Stati membri un patto contro il gold-plating, la prassi di aggiungere a livello nazionale obblighi ulteriori rispetto alle norme europee. Ha confermato anche l’obiettivo di completare il mercato unico entro la fine del 2027, attraverso la tabella di marcia “One Europe, One Market”.

Difesa, Ucraina e nuove alleanze: lo scenario geopolitico

Il discorso ha dedicato ampio spazio anche al quadro geopolitico che condiziona le catene di fornitura industriali europee.

Sul fronte della difesa la spesa europea per la sicurezza è cresciuta di quasi l’80% negli ultimi cinque anni. Von der Leyen ha annunciato un nuovo Strumento europeo per le capacità abilitanti strategiche, allineato alla Nato: riguarda difesa aerea e missilistica, trasporto strategico, rifornimento in volo, spazio e cyber. Ha proposto anche una nuova strategia europea di sicurezza, con un protocollo di emergenza sul modello dell’Articolo 4 della Nato attivabile da un singolo Stato membro in caso di attacchi ibridi, e un Consiglio europeo di sicurezza aperto a Canada, Norvegia, Regno Unito e Ucraina.

Sul sostegno all’Ucraina la presidente ha indicato tre linee di intervento per il prossimo inverno. La prima riguarda gli aiuti umanitari e il rafforzamento dei sistemi energetici ucraini. La seconda il potenziamento della difesa aerea: la scorsa settimana è stato approvato il primo acquisto di missili intercettori Patriot americani, mentre con Kiev è in sviluppo un sistema di difesa missilistica modulare chiamato Freyja. La terza un nuovo inasprimento delle sanzioni contro la Russia, con l’obiettivo di chiudere le falle che ne consentono l’aggiramento.

Tra gli annunci di politica estera spicca la proposta di trasformare la partnership con il Canada in una “Alliance for the Future”, che sostituirà il trattato commerciale Ceta. Coprirà manifattura intelligente, tecnologia, basi industriali della difesa, Artico, energia, minerali critici, batterie, intelligenza artificiale, quantistica e cybersicurezza. Von der Leyen ha aperto anche alla possibilità che il Canada diventi il primo membro associato dell’Unione europea. Il commercio tra le due sponde dell’Atlantico è già cresciuto del 75% in meno di dieci anni grazie al Ceta.

Sul piano commerciale l’Unione ha ora accordi di libero scambio con oltre 80 Paesi, dopo le intese firmate quest’anno con India, Mercosur, Messico, Australia e Indonesia. È stato annunciato anche un nuovo progetto di connettività, il Middle Corridor, che collegherà il Caucaso meridionale e l’Asia centrale al mercato europeo. Attraverso il programma Global Gateway l’obiettivo è mobilitare fino a 12 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati, per triplicare i flussi commerciali e ridurre drasticamente i tempi di transito delle merci entro il 2030.

Potete ascoltare il discorso integrale qui.

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