Digitalizzazione e transizione ecologica: il futuro dell’industria grande assente della legge di bilancio 2023

I temi legati alle sfide più importanti che si trovano ad affrontare le imprese, la digitalizzazione e la transizione ecologica, si confermano i grandi assenti della legge di bilancio 2023.

Il testo della bozza della legge di bilancio (che trovate in fondo all’articolo nella versione aggiornata al 27 novembre) testimonia la quasi totale assenza di questi temi dai progetti del Governo: manca un ritocco alle aliquote del piano Transizione 4.0, che da gennaio sarà più che dimezzato, non c’è nemmeno il rinnovo del credito d’imposta per la Formazione 4.0 né ci sono interventi per favorire la transizione ecologica dell’industria. Manca anche il rifinanziamento della Nuova Sabatini.

Le risorse della manovra sono state assorbite dal contrasto al caro energia e da altri interventi volti a rimarcare la linea politica del nuovo esecutivo. Che cosa c’è per il Digitale? Di fatto solo un fondo da 75 milioni per la digitalizzazione dell’agricoltura e il rifinanziamento dei contratti di sviluppo.

Legge di bilancio 2023, una “mention” per il Digitale nel Fondo per l’innovazione in agricoltura

Per la parola innovazione ci sono appena due riferimenti, mentre le parole “digitale” e “digitalizzazione” vengono utilizzate solo nell’articolo 74 relativo all’istituzione di un “Fondo per l’innovazione in agricoltura”.

Il fondo, che avrà una dotazione di 75 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, si propone di “favorire lo sviluppo di progetti di innovazione finalizzati all’incremento della produttività nei settori dell’agricoltura, pesca e acquacoltura attraverso la diffusione delle migliori tecnologie disponibili per la gestione digitale dell’impresa, per l’utilizzo di macchine, soluzioni robotiche, sensoristica, piattaforme e infrastrutture 4.0, per il risparmio dell’acqua e la riduzione dell’impiego di sostanze chimiche, nonché l’utilizzo di sottoprodotti”

Il fondo potrà essere utilizzato “per la concessione, anche attraverso voucher, di agevolazioni alle imprese sotto qualsiasi forma, ivi inclusa la concessione di contributi a fondo perduto, contributi in conto interessi e garanzie su finanziamenti, nonché per la sottoscrizione di quote o azioni di uno o più fondi per il venture capital”.

Legge di bilancio 2023, Transizione 4.0 più che dimezzato

Come si era già intuito dal comunicato diffuso da Palazzo Chigi qualche giorno fa, infatti, nella manovra manca qualsiasi riferimento al piano Transizione 4.0: nessun ritocco alle aliquote, quindi, che dal 2023 saranno più che dimezzate per gli investimenti in beni materiali e immateriali 4.0.

A partire da gennaio per i beni materiali 4.0 le aliquote scendono dall’attuale 40% al 20% per investimenti fino a 2,5 milioni, dal 20% al 10% per investimenti da 2,5 a 10 milioni e dal 10% al 5% per investimenti da 10 a 20 milioni; per i software 4.0 si passa dalla superaliquota al 50% introdotta con il decreto aiuti al 20% per il 2023.

Finirà definitivamente la stagione del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali ordinari sia materiali che software.

Non solo: mancano all’appello il rinnovo dell’incentivo per la Formazione 4.0 e il rifinanziamento della Nuova Sabatini.

Legge di bilancio 2023, niente rinnovo per il credito di imposta in formazione 4.0

Il 31 dicembre 2022, salvo auspicabili modifiche nel corso dell’esame in Parlamento, finirà l’esperimento del credito di imposta nella formazione 4.0.

L’amaro in bocca è particolarmente forte: nel decreto aiuti del 17 maggio 2022, infatti, si erano stabilite aliquote maggiorate per il 2022, ma il ritardo nei decreti attuativi ha di fatto trasformato quella norma in lettera morta.

Questo nonostante il fatto che i recenti dati pubblicati dal Ministero dello Sviluppo economico avevano invece sottolineato un cambiamento di tendenza nell’utilizzo dello strumento – che per anni non era stato sufficientemente utilizzato dalle imprese a causa di un rapporto benefici-costi non proprio ottimale –, con ben oltre 10.000 imprese che nel 2020 hanno scelto di usufruire di questo strumento.

Va sottolineato, inoltre, che sono proprio le competenze inerenti al digitale e alla transizione ecologica quelle che si stima avranno maggiore importanza nei prossimi anni nel mercato del lavoro e che le aziende ritengono tra le più importanti, a fronte di una difficoltà di reperimento che, in un Paese dove il 42% della popolazione di età compresa tra 16 e i 74 anni non possiede nemmeno competenze digitali di base, si aggrava sempre di più. Numeri che aveva portato a sperare in un cambiamento di rotta che, invece, non è avvenuto.

Stessa sorte per la Nuova Sabatini, la misura che aveva l’obiettivo di sostenere gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per l’acquisto di beni strumentali, anche questa bisognosa di rifinanziamento per restare operativa.

Marginale anche lo spazio dedicato alla formazione professionale, che viene citata (oltre che nel passaggio relativo alla riformulazione del reddito di cittadinanza) nell’articolo 59 del testo, con il rifinanziamento del Fondo sociale per occupazione e formazione, incrementato di 100 milioni di euro annui a partire dal prossimo anno.

La manovra istituisce, inoltre, un “Fondo per accrescere il livello professionale nel turismo” da 5 milioni di euro per l’anno 2023 e 8 milioni di euro in ciascuno degli anni 2024 e 2025 per la “riqualificazione del personale già occupato nel settore e formazione di nuove figure professionali”.

Iniziative rivolte alle materie STEM

Il tema trova invece un po’ più spazio a livello scolastico, dove il Governo si impegna a sostenere la formazione inerente le materie STEM, ambito in cui l’Italia è tra i peggiori Paesi in Europa e dove, soprattutto, è molto marcata la differenza di genere.

A questo proposito, come indica l’art. 88 della manovra, il Ministero dell’istruzione e del merito si muoverà lungo queste direttive:

  • definizione di linee guida per l’introduzione, nel piano triennale dell’offerta formativa delle istituzioni scolastiche dell’infanzia, del primo e del secondo ciclo di istruzione e nella programmazione educativa dei servizi educativi per l’infanzia, di azioni dedicate a rafforzare nei curricoli lo sviluppo delle competenze
    matematico-scientifico-tecnologiche legate agli specifici campi di esperienza e l’apprendimento delle discipline STEM
  • azioni di informazione, sensibilizzazione e formazione rivolte alle famiglie, in particolare in occasione della celebrazione nelle istituzioni scolastiche e educative della “Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza” per incoraggiare la partecipazione ai percorsi di studio STEM, principalmente delle alunne e delle studentesse, superando gli stereotipi di genere
  • creazione di reti di scuole e di alleanze educative per la promozione dello studio delle discipline STEM

Proroga del credito d’imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI

È arrivata invece, in linea con le aspettative, la proroga del credito d’imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI. La misura riconosce alle PMI che successivamente alla data di entrata in vigore della legge iniziano una procedura di ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo è riconosciuto un credito d’imposta, fino ad un importo massimo nella misura di 2500.000 nel caso che tale procedura vada a buon fine.

Il contributo, a copertura del 50% delle spese di consulenza sostenuti fino al 31 dicembre del 2022, viene riconosciuto nel limite di:

  • 20 milioni di euro per il 2019
  • 30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021
  • 35 milioni di euro per l’anno 2022
  • 5 milioni di euro per l’anno 2023
  • 20 milioni per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026

Aiuti contro il caro energia per le imprese energivore

Confermate anche le maggiorazioni degli aiuti contro il caro energia per bar, ristoranti e negozi (dal 30% al 35%) e per le imprese energivore e gasivore (dal 40% al 45%).

Nello specifico, la manovra predispone per le imprese energivore che hanno riscontrato un incremento del costo per kWh superiore al 30% rispetto al medesimo periodo dell’anno 2019. A queste viene riconosciuto un contributo straordinario a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti, sotto forma di credito di imposta, pari al 45% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2023.

Il credito di imposta è riconosciuto anche in relazione alla spesa per l’energia elettrica prodotta dalle imprese di cui al primo periodo e dalle stesse autoconsumata nel primo trimestre 2023.

L’agevolazione scende al 35% dei costi sostenuti nel caso di aziende dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 4,5 kW, diverse
dalle imprese classificate come “a forte consumo di energia elettrica.

Per le imprese a forte consumo di gas naturale, invece, il credito di imposta riconosciuto è invece pari al 45% della spesa sostenuta per l’acquisto del medesimo gas, consumato nel primo trimestre solare del 2023, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale abbia registrato un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019.

Il sostegno alle assunzioni a tempo indeterminato

Riconfermate anche le agevolazioni per le assunzioni a tempo indeterminato che, nella visione dell’Esecutivo, dovranno anche “promuovere l’inserimento stabile nel mercato del lavoro dei beneficiari del reddito di cittadinanza” (cancellato a partire dal 2024 e sostituito con uno strumento a favore degli over 60 e dei fragili).

Nello specifico, si conferma l’esonero per un periodo massimo di 12 mesi dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail nel limite massimo di importo pari a 6.000 euro su base annua, per quei datori di lavoro privati che, a decorrere dal 1º gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, assumono lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato è riconosciuto.

L’esonero è riconosciuto anche per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato effettuate a decorrere dal 1º gennaio 2023 al 31 dicembre 2023.

L’agevolazione è riconosciuta anche nel caso di nuove assunzioni a tempo indeterminato e alle trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato (sempre dal 1º gennaio 2023 al 31 dicembre 2023) di giovani e donne.

Rinvio di plastic tax e sugar tax

La manovra prevede anche il rinvio della plastic tax (una tassa del valore fisso di 0,45 centesimi di euro per ogni chilo di prodotti di plastica monouso venduto) e della sugar tax, un’imposta sul consumo di bevande analcoliche edulcorate, avente la finalità di limitare, attraverso la penalizzazione fiscale, il consumo di bibite che hanno un elevato contenuto di sostanze edulcoranti aggiunte.

Istituite nel 2019, dall’ex Governo Conte e mai entrate in vigore, erano destinate a produrre un gettito fiscale di 660 milioni di euro. Entrambe le misure sarebbero dovute entrare in vigore dal 1° gennaio 2023, ma la data è slittata nuovamente, questa volta al 1° gennaio 2024.

Il testo in Pdf della bozza della legge di Bilancio 2023

LBilancio-bozza-27nov

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ membro del Consiglio Direttivo di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.