Per quasi duecento anni l’innovazione tecnologica ha seguito un copione prevedibile: ha sostituito il lavoro manuale, ha aumentato la domanda di competenze cognitive e ha costantemente premiato i lavoratori con un’istruzione superiore. Una dinamica, questa, che ha alimentato la crescita economica, sostenuto l’aumento del “premio” salariale per la laurea e favorito l’ingresso massiccio delle donne nel mondo del lavoro. Ora però l’avvento dell’intelligenza artificiale minaccia di invertire radicalmente questa consolidata tendenza.
L'ANALISI DEGLI ECONOMISTI
L’AI e la grande inversione storica: penalizzati i colletti bianchi e le donne e non i lavori manuali
Negli ultimi 200 anni di innovazione la tecnologia ha sempre favorito i lavoratori più istruiti e le donne. Uno studio di alcuni economisti americani indica che stavolta potremmo essere di fronte a un’inversione di rotta: l’automazione cognitiva favorirà occupazioni a bassa qualifica, bassi salari e dominate da uomini, penalizzando manager, professionisti e tecnici…

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