L’industria italiana ed europea rischiano la “polverizzazione” se non si interviene con urgenza per spezzare la morsa di una “tempesta perfetta” fatta di conflitti, dazi e shock energetici: è il messaggio lanciato da Confindustria, attraverso le parole della sua Vicepresidente Lucia Aleotti, in occasione della presentazione del Rapporto di previsione Primavera 2026 del Centro Studi Confindustria.
l'analisi del csc
Guerra in Medio Oriente, dazi e incertezza, Confindustria avverte: nel 2026 c’è rischio recessione
Il Rapporto di previsione di primavera del Centro Studi Confindustria delinea tre possibili scenari per il PIL italiano fino al 2027, condizionati dalla durata delle ostilità in Iran e dal nuovo protezionismo statunitense. Se lo scenario di base ipotizza una crescita dello 0,5% nel 2026 (comunque meno dello 0,8% precedentemente stimato), l’eventuale prolungamento del conflitto e l’inasprimento dei dazi al 15% rischierebbero di spingere il Paese verso la recessione, con una perdita potenziale di export superiore ai 16 miliardi di euro. Scenari che, dice Confindustria, devono richiamare la politica, nazionale ed europea, a un’azione urgente, condivisa e responsabile.

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