L’industria manifatturiera sta attraversando una fase di ridefinizione profonda, dove la complessità dei mercati globali non può più essere gestita con gli strumenti del passato. Se le fabbriche degli anni Sessanta e Settanta sono state costruite sul “fiuto” e sull’intuito di grandi imprenditori, lo scenario attuale richiede un cambio di paradigma radicale che pone le informazioni al centro dei processi decisionali. Così la pensa Marco Taisch, Professore di Digital Manufacturing al Politecnico di Milano, che durante il suo intervento al FabricAI Day organizzato da Relatech e Microsoft ha delineato le nuove coordinate per le imprese che intendono competere in un’economia data-driven. La sfida non è più solo tecnologica, ma culturale: trasformare la fabbrica in un ecosistema in cui il dato non è una sovrastruttura, ma un elemento costitutivo della creazione di valore.
Smart manufacturing
Lo smart manufacturing secondo Marco Taisch: “Il dato è il quarto fattore produttivo”
Secondo il professore del PoliMi, l’evoluzione della fabbrica moderna impone il passaggio dall’intuito imprenditoriale alla certezza del dato, trasformando la sostenibilità e la personalizzazione in driver economici fondamentali per la competitività globale e la gestione della complessità

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