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L’AI e imprese manifatturiere: benefici concreti, ma anche tanta confusione

L’Intelligenza Artificiale offre enormi opportunità per le aziende manifatturiere, ma l’eccessivo clamore mediatico e le aspettative non realistiche stanno creando confusione, rendendo difficile per le imprese implementare efficacemente le tecnologie già consolidate. Fabio Ferrari di Ammagamma ed Emanuele Frontoni dell’Università di Macerata sottolineano l’importanza di un approccio misurato e strategico per sfruttare al meglio il potenziale dell’AI.

Pubblicato il 29 Mag 2024

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L’Intelligenza Artificiale (AI) sta rapidamente guadagnando terreno nel panorama delle aziende manifatturiere, promettendo di rivoluzionare processi, modelli di business e approcci lavorativi. Tuttavia, misurare l’impatto reale di questa tecnologia avanzata non è una questione semplice.

Se l’interessamento delle aziende è sicuramente aumentato – grazie anche all’evoluzione della tecnologia, all’affermazione dell’AI generativa e al moltiplicarsi di casi d’uso interessanti –, l’hype generato intorno all’AI e all’AI generativa rischia di confondere le imprese su quali applicazioni possono essere per loro più rilevanti e come approcciarsi agli investimenti sull’AI.

L’AI nelle aziende tra benefici e sfide

L’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nelle aziende manifatturiere presenta una serie di sfide, ma anche benefici potenzialmente importanti.

Uno dei principali problemi è la difficoltà nel misurare l’impatto concreto dell’AI, come spiega Fabio Ferrari, Founder e Chairman di Ammagamma: “Mentre si parla molto di AI generativa, il focus spesso si allontana dall’impatto tangibile dell’AI sui processi aziendali. È fondamentale mostrare alle aziende come il Machine Learning e il Deep Learning possano migliorare i processi esistenti, non solo dal punto di vista economico, ma anche culturale”.

Oggi esistono già diverse applicazioni concrete dell’AI che possono supportare le aziende in diversi aspetti operativi che sono critici e trasversali, indipendentemente dal settore in cui si opera, come nella gestione della supply chain, nella gestione del magazzino, pianificazione della produzione, previsione delle vendite.

In tutte queste aree l’AI – che può essere implementata come uno “strato intelligente” nei sistemi già in adozione presso le aziende – può fornire un supporto al processo decisionale, tramite il Machine Learning.

Intelligenza Artificiale, il “troppo” interesse crea aspettative fuorvianti e confonde le imprese

Tuttavia, proprio questo grande interesse che sta ruotando intorno all’Intelligenza Artificiale rischia di ostacolare l’adozione da parte delle imprese delle applicazioni già “mature”.

“La tecnologia AI sta crescendo a un ritmo così rapido da sembrare quasi verticale, con nuovi sviluppi e rilasci tecnologici che avvengono quotidianamente. Questo crea un ambiente in cui le aziende, che spesso faticano ancora a utilizzare strumenti di base come Excel, sono bombardate da narrazioni sull’AI generativa che generano false aspettative e promesse non verificate. Di conseguenza, per le imprese risulta complicato non solo comprendere il reale potenziale dell’AI, ma anche implementare applicazioni già consolidate e concrete che potrebbero migliorare significativamente i loro processi operativi”, aggiunge Ferrari.

Dello stesso avviso anche Emanuele Frontoni, professore dell’Università di Macerata e co-director del VRAI Vision Robotics & Artificial Intelligence Lab, secondo cui l’eccessivo interesse e le aspettative non realistiche sull’AI stanno generando uno stress elevato verso l’applicazione di tecnologie non ancora completamente pensate e sviluppate.

Questo stress si traduce in un rischio per le imprese, che si trovano a dover affrontare un panorama tecnologico in continua evoluzione senza la necessaria chiarezza e direzione.

Occorre poi essere cauti sulle aspettative legate a questa tecnologia, che nel breve periodo non sarà in grado di impattare così profondamente sulle performance e la produttività come da aspettative.

“Se guardiamo quanto lentamente il mondo dell’impresa e degli enti abbia reagito ad evoluzioni simili in passato non credo che da qui a due anni riusciremo a rispettare le tante previsioni che leggiamo da tanti studi di settore in questo periodo. Sicuramente nel medio periodo vedremo un cambiamento importante dell’approccio a lavoro”, spiega Frontoni.

Creare interazioni intelligenti tra uomo e AI

Un cambiamento che, sottolinea il professore, si ripercuoterà soprattutto nel modo di lavorare e nell’interazione tra l’uomo e la tecnologia. Un tema che rappresenta ad oggi una sfida per le imprese, ma che apre a interessanti opportunità nell’ambito dell’ideazione di nuovi prodotti.

“Questa capacità dell’AI di affiancare la creatività umana rappresenta una delle più grandi novità degli ultimi anni. Settori come la meccanica, il design e l’arredo stanno già beneficiando di queste innovazioni, poggiando su idee generate con l’ausilio dell’AI. L’ultimo passaggio fondamentale è quello di lavorare in team immaginando una “sedia vuota” nei nostri uffici, occupata virtualmente dall’AI. Questo approccio non mira a sostituire o ridurre le ore di lavoro umano, ma piuttosto a liberare tempo per attività relazionali e creative, valorizzando al massimo le competenze umane”, aggiunge.

Le interviste

Di seguito vi riportiamo i video delle interviste a Fabio Ferrari, Founder e Chairman di Ammagamma e Emanuele Frontoni, professore del laboratorio VRAI e dell’Università di Macerata.

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Franco Canna
Franco Canna

Fondatore e direttore responsabile di Innovation Post. Grande appassionato di tecnologia, laureato in Economia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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