VERSO LA MANOVRA

Manovra 2027, per le imprese 3,3 miliardi: aiuti sull’energia e più contributi per le rinnovabili


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Il Documento programmatico di bilancio destina al sostegno delle imprese poco più di 3,3 miliardi, lo 0,14% del PIL, per il 2027 e circa 4,5 miliardi nel 2028. Le priorità sono la riduzione dei costi energetici, la sicurezza degli approvvigionamenti e gli investimenti nelle rinnovabili. I dettagli delle misure saranno nella legge di bilancio

Pubblicato il 16 ott 2026



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Circa 3,3 miliardi di euro per sostenere le imprese nel 2027, con interventi rivolti soprattutto al contenimento del costo dell’energia elettrica e agli investimenti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. È l’indicazione che emerge dal Documento programmatico di bilancio 2027 inviato al Parlamento il 15 ottobre 2026.

Il documento, che anticipa i contenuti della prossima legge di bilancio, delinea una manovra nella quale il sostegno alle imprese non è sicuramente il protagonista e nel quale la competitività industriale viene affrontata soprattutto attraverso la questione energetica. Una scelta che riflette il contesto internazionale, segnato dalle tensioni geopolitiche e dal nuovo aumento dei prezzi di gas e petrolio.

Mancano ancora, però, le informazioni operative più importanti per le aziende: quali imprese potranno accedere ai sostegni, con quali modalità, quali percentuali di contributo saranno previste e come le nuove agevolazioni si coordineranno con quelle già esistenti.

Per il sostegno alle imprese lo 0,14% del PIL nel 2027 e lo 0,18% nel 2028

Partiamo dal contesto, che si può definire di crescita moderata. Per il 2027 il Governo prevede un incremento del PIL dello 0,8%, dopo l’1% atteso per il 2026. Nel 2028 la crescita dovrebbe attestarsi allo 0,9%.

Nella tabella dedicata all’impatto della manovra di finanza pubblica per la voce denominata “Sostegno alle imprese” viene previsto, per il 2027, un intervento equivalente allo 0,14% del PIL, corrispondente a circa 3,3 miliardi di euro. L’impegno salirà allo 0,18% del PIL nel 2028, equivalente a circa 4,5 miliardi di euro, per poi ridursi allo 0,13% nel 2029.

Si tratta di valori programmatici, espressi dal Ministero dell’Economia come percentuale del prodotto interno lordo. Gli importi in euro sono stime ricavate applicando queste percentuali al PIL nominale previsto. Il documento non fornisce ancora una ripartizione delle risorse tra i singoli interventi.

A questa voce si affiancano gli stanziamenti destinati alle infrastrutture, pari allo 0,13% del PIL nel 2027 e allo 0,15% nel 2028, oltre alle risorse per le misure fiscali, quantificate rispettivamente nello 0,09% e nello 0,21% del PIL.

Queste ultime due categorie, tuttavia, non possono essere considerate automaticamente risorse aggiuntive destinate alle imprese: comprendono interventi di natura più ampia, la cui destinazione dovrà essere chiarita dal disegno di legge di bilancio.

Energia elettrica, previsti interventi per ridurre il costo di una quota dei consumi

Un’indicazione concreta riguarda il prezzo dell’energia elettrica, uno dei principali fattori che incidono sulla competitività della manifattura italiana.

Il Governo preannuncia interventi per sostenere il costo dell’elettricità con riferimento a una quota dei consumi.

La formulazione è significativa perché indica un sostegno non necessariamente esteso all’intero fabbisogno energetico delle aziende. Il documento, tuttavia, non precisa se la misura sarà riservata ai settori energivori, se coinvolgerà anche le PMI o se sarà strutturata attraverso contributi diretti, agevolazioni tariffarie o altri meccanismi.

Non viene neppure indicata la percentuale di consumi agevolabili né il livello di riduzione del costo dell’energia.

L’intervento si colloca in uno scenario nel quale il costo energetico è tornato a rappresentare un elemento di forte incertezza per le imprese. Secondo le stime riportate dallo stesso Ministero dell’Economia, nel terzo trimestre del 2026 il prezzo medio del gas al TTF olandese ha raggiunto i 63 euro per MWh, il 48% in più rispetto alla media del primo semestre.

In questo contesto, gli interventi sulle bollette possono rappresentare un sostegno immediato ai margini delle aziende, ma la loro efficacia dipenderà dall’ampiezza della platea dei beneficiari e dalle modalità di applicazione.

Più contributi per il fotovoltaico e sostegno a biometano e biogas

Il secondo filone riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti energetici e punta a rafforzare la capacità di produzione nazionale.

Il DPB annuncia in particolare maggiori contributi agli investimenti per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Si tratta di un’indicazione rilevante per il sistema produttivo, perché l’autoproduzione di energia rappresenta una delle principali strategie attraverso le quali le aziende possono ridurre l’esposizione alla volatilità dei prezzi.

Anche in questo caso, però, il documento non chiarisce se gli incentivi riguarderanno prioritariamente gli impianti destinati all’autoconsumo industriale o se avranno un perimetro più ampio. Non sono ancora definiti neppure le aliquote di contributo e gli eventuali limiti dimensionali o di investimento.

Accanto al fotovoltaico, il Governo prevede interventi per promuovere il biometano e favorire la riconversione degli impianti a biogas esistenti.

La scelta punta a incrementare la disponibilità di gas prodotto sul territorio nazionale e a diversificare le fonti di approvvigionamento. Le misure potrebbero quindi interessare sia la filiera energetica sia le aziende agricole e agroindustriali coinvolte nella produzione di biogas e biometano.

Per capire la portata effettiva di questi interventi sarà necessario conoscere la ripartizione delle risorse, le condizioni di accesso e la loro eventuale integrazione con i programmi di sostegno già operativi.

Misure per gli investimenti

Pur indicando il rafforzamento della competitività e degli investimenti tra le priorità della politica di bilancio, il Governo non anticipa nuove agevolazioni specifiche per l’acquisto di macchinari, tecnologie digitali o sistemi di automazione industriale.

Ancora una volta, toccherà aspettare il disegno di legge di bilancio per sapere se ci sarà la proroga dell’iperammortamento, il credito d’imposta per i software in cloud e le altre misure attese dalle imprese.

Investimenti infrastrutturali e sicurezza energetica

Accanto ai sostegni diretti alle aziende, la manovra assegna un ruolo importante agli investimenti strategici e infrastrutturali.

Il documento indica il rafforzamento degli investimenti nella rete ferroviaria e il potenziamento delle infrastrutture pubbliche, con riferimento a scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici.

La flessibilità europea e le risorse per la sicurezza energetica

Il finanziamento della manovra si inserisce in una strategia che prevede il ricorso agli spazi di flessibilità consentiti dalle regole europee di bilancio.

In particolare, il Governo punta ad avvalersi della clausola di salvaguardia nazionale per finanziare maggiori interventi destinati alla sicurezza energetica e alla difesa.

La richiesta di flessibilità riguarda, per ciascuno dei due ambiti, uno spazio aggiuntivo pari fino allo 0,3% del PIL per ciascuno degli anni 2027 e 2028.

Sul fronte delle coperture, il DPB prevede anche misure a carico del settore finanziario, con un impatto stimato dello 0,21% del PIL nel 2027, oltre alla revisione della spesa ministeriale e a interventi in materia di giochi. Anche in questo caso il documento non contiene ancora la disciplina di dettaglio.

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