World Manufacturing Forum, le quattordici lezioni della pandemia per il new normal

Comprendere l’impatto che l’emergenza sanitaria sta avendo su ambiti fondamentali per la vita economica, politica e sociale in Italia e nel mondo offre le chiavi di interpretazione dell’attualità necessarie per definire le strategie di rilancio non solo del settore manifatturiero ma di tutta l’industria. Serve quindi un approccio olistico per trovare soluzioni adeguate a fronteggiare le sfide poste dal coronavirus e dalla crisi sanitaria e finanziaria che ha comportato il suo dilagare.

La sessione plenaria del World Manufacturing Forum di Cernobbio, evento giunto all’ottava edizione e quest’anno proposto in forma digitale, ha permesso di approfondire questi aspetti e riflettere su quattro indirizzi in particolare: persone, policy, preparazione e produttività. Considerando questi quattro ambiti, sono state condotte analisi che hanno portato a quattordici enunciazioni: utili insegnamenti per questa nuova fase dell’emergenza e anche per il futuro.

Bonomi: “Manifatturiero asset fondamentale per il Paese”

L’evento e l’analisi sono particolarmente rilevanti in questo momento perché il manifatturiero per l’Italia può rappresentare davvero una forza trainante per uscire dalla crisi e favorire il rilancio. Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, nel suo intervento in conclusione della sessione plenaria, ha sottolineato questo aspetto presentando il punto di vista delle imprese riguardo nel contesto dell’emergenza: “Stiamo vivendo un periodo storico complesso che nessuno di noi poteva immaginare fino a pochi mesi fa”.

In questo scenario, “l’Industria ha risposto con determinazione. Le nostre imprese hanno adottato misure importanti, anche per contenere la circolazione del virus sul lavoro: tutti riconoscono che i luoghi di lavoro sono sicuri. Questa seconda ondata sta determinando uno shock forte, le imprese ancora una volta dovranno confrontarsi con sfide importanti”. Tuttavia, “nonostante la crisi e una fortissima incertezza sul futuro, perché tutti ci domandiamo come sarà il 2021, l’industria è una solida piattaforma per il rilancio e la crescita. Nel terzo trimestre 2020 abbiamo visto un rimbalzo, dato dalle imprese manifatturiere. Questa capacità di resilienza l’abbiamo vista anche nel 2008 quando siamo usciti più forti, abbiamo saputo reagire innovando e investendo, dando un forte impulso al PIL”.

Industria 4.0 necessaria per la continuità del business

Tuttavia, per Bonomi “servono politiche che consentano alle imprese di affrontare le sfide che abbiamo davanti, tra cui quella della trasformazione digitale. Di Industria 4.0 oggi dobbiamo parlare non più come un fattore per la competitività, ma come un elemento per garantire la continuità aziendale”, ha evidenziato Bonomi, ritenendo che anche l’Europa collochi la digitalizzazione tra le priorità riconoscendole un ruolo centrale.

Confindustria crede che puntare sull’innovazione sia ancora un volano per la ripresa. Necessario quindi avere giusti strumenti per investire: “Speriamo che la nuova Legge di bilancio traduca questi auspici in azioni concrete”, dice, lanciando una frecciata al Governo colpevole di comprimere troppo i tempi parlamentari della sessione di Bilancio.

“Avevamo detto che il Recovery Fund è una grande opportunità ma ci vorrà un anno per avere l’acconto, bisogna quindi focalizzarsi su ciò che serve al Paese e la manovra di bilancio è un punto cardine. A oggi non abbiamo una bozza su cui discutere, avere tempi ridotti ci porta ad avere la discussione solo in un ramo del parlamento e l’altro ramo sarà costretto all’approvazione al voto di fiducia, sta avvenendo troppo spesso. Dobbiamo intervenire subito per rilancio e crescita perché i dati sul debito Pil presumono un 170%: comprensibile, ma andrà restituito”. In tutto ciò, Bonomi ha affermato: “Sono ottimista perché in tutto questo dramma abbiamo un elemento forte che è la manifattura italiana, asset fondamentale per il Paese”.

Le quattordici lezioni della pandemia

Nel corso della sessione plenaria, Marco Taisch, scientific chairman del World Manufacturing Forum, ha spiegato che “ci sono settori che hanno avuto conseguenze più serie di altri” e che in generale “abbiamo bisogno di nuove policy” che comprendano “supply chain più corte e più resilienti, ma deve esserci il supporto dei Governi”. A questo proposito, Taisch ha affermato che “il Recovery fund va nella direzione di supporto, il governo deve investire in tecnologie digitali non hardware ma software, e in skills: le persone devono fare upskilling e mettere a frutto l’esperienza”.

A questo proposito, il report della World Manufacturing Foundation intitolato “Key findings for a resilient manufacturing sector in the new normal” ha individuato alcune aree strategiche per approfondire gli impatti della pandemia. Ne sono emerse quattordici vere e proprie lezioni, di cui fare tesoro anche nel new normal, relative alle quattro aree di analisi individuate: persone, policy, preparazione e produttività.

Persone

1. La pandemia di Covid-19 ha accelerato lo smart working industriale, ma le sfide all’interno del manifatturiero devono essere superare

2. La pandemia ha incrementato l’importanza di alcune tipologie di skills

3. La perdita di posti di lavoro sta influenzando le donne in modo sproporzionato, bisogna rinnovare i richiami per l’uguaglianza di genere nel manifatturiero

4. La dimensione della pandemia richiede un decision making inclusivo

Policy

5. Le policy dovrebbero essere focalizzate nel costruire catene del valore globali resilienti.

6. Le PMI sono tra le più colpite e devono essere supportate

7. Le Regioni hanno un ruolo fondamentale per dare supporto alle comunità manifatturiere sul territorio

Preparazione

8. La pandemia ha accelerato la domanda di esperienze digitali da parte dei consumatori

9. Nuovi approcci al demand management saranno cruciali per costruire la resilienza delle supply chain

10. L’approvvigionamento locale ha maggiore importanza in quanto i produttori mirano a una produzione ininterrotta.

11. I cluster di produzione sono strumentali nel promuovere la collaborazione tra gli attori per migliorare la risposta alla pandemia.

Produttività

12. Le compagnie con un maggior livello di digitalizzazione hanno risposto meglio alla crisi

13. Le tecnologie 4.0 hanno dimostrato di essere molto utili nella risposta alla crisi

14. Le compagnie devono rivalutare i business model esistenti o cercarne nuovi per essere più resilienti.

Qui di seguito il documento completo 2020.11.11_B2F_Key-Findings_compressed

 

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Nicoletta Pisanu

Giornalista, collabora da anni con testate nazionali e locali. Laureata in Linguaggi dei Media e in Scienze sociali applicate all'Università Cattolica di Milano, è specializzata in cronaca.

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