Sempre più imprese investono in digitale e green: la doppia transizione spinge la produttività del +14%

Un sondaggio del Centro Studi Tagliacarne evidenzia che nel periodo 2023-2025 le imprese stanno pianificando di investire in digitale e green spinte dalle opportunità di aumentare l’efficienza interna e la qualità della produzione. Tra le tecnologie 4.0 più adottate dalle realtà imprenditoriali la robotica è la più gettonata

Pubblicato il 19 Giu 2023

transizione digitale ed ecologica

Il 34% delle aziende ha pianificato di investire in digitalizzazione tra il 2023 e il 2025, mentre il 37% punterà a realizzare investimenti in sostenibilità: è quanto emerge da  un sondaggio del Centro Studi Tagliacarne.

Il sondaggio, che ha interessato 1.400 imprese, evidenzia come transizione digitale e green siano divenuti temi centrali per i programmi triennali di investimento delle imprese.

Per trovare le risorse necessarie a finanziare questi progetti, il 31% delle imprese che investiranno in digitale lo farà grazie al Pnrr, una quota che scende al 28% nel caso delle aziende che scommetteranno sul green.

La combinazione tra investimenti 4.0 e verdi appare sempre più legata a doppio filo. Ben tre imprese su quattro dichiarano che le tecnologie abilitanti sono utili per aumentare la sostenibilità ambientale della propria attività imprenditoriale.

E quando le aziende investono contemporaneamente nella doppia transizione digitale e green la loro produttività aumenta del 14%.

Transizione: aumento efficienza muove sei imprese su dieci ad investire in digitale

Sei imprese su dieci sono spinte ad acquisire tecnologie abilitanti principalmente per migliorare l’efficienza interna. A seguire quasi un quarto è motivato dalla volontà di aumentare la qualità delle produzioni e meno del 10% dalla disponibilità di incentivi.

Mentre tra le imprese che investono nel green, è preponderante l’obiettivo di riduzione dell’impatto ambientale dell’attività: a dichiararlo sono quattro aziende su dieci e, di queste, la metà si avvale anche di una figura interna dedicata proprio al controllo e monitoraggio del raggiungimento del target.

Tecnologie 4.0: il 24% delle imprese punta sulla robotica

Tra le tecnologie 4.0 più adottate dalle realtà imprenditoriali la robotica è la più gettonata da un’impresa su quattro, esattamente il 24,1%, che investirà nella digitalizzazione, insieme alla simulazione tra macchine per ottimizzare i processi e la robotica.

Seguono big data e analisi dei dati (15%), mentre, anche se ancora di modeste dimensioni, cresce l’interesse per l’intelligenza artificiale nella quale investirà nel prossimo triennio circa il 5% delle imprese contro meno dell’1% di qualche anno fa.

Ma se la digitalizzazione è una leva strategia per lo sviluppo del business, tre imprese su quattro sono anche consapevoli dei rischi legati alla transizione 4.0.

In particolare, il 29% teme gli attacchi informatici e il 21% ha paura di non utilizzare al meglio le tecnologie per carenza di infrastrutture tecnologiche

Investimenti in doppia transizione e capitale umano mettono il “turbo” alla produttività

La produttività sale in media del 12% quando le imprese manifatturiere investono solo nelle tecnologie digitali e dell’8% quando investono solo nel green.

Ma quando si punta sulla duplice transizione l’incremento di produttività sale al 14% e arriva al 17% quando è combinata agli investimenti in formazione del capitale umano.

“La liquidità accumulata dalle imprese nel biennio 2020-2021 ha favorito la realizzazione degli investimenti, sia in attività materiali sia in attività intangibili come la ricerca e sviluppo, mitigando gli effetti delle restrizioni creditizie”, commenta Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne.

“Questi processi si configurano sempre più in maniera integrata: se fino ad alcuni anni fa le imprese investivano in singole attività, oggi si sta affermando una logica di mix che combina il duplice passaggio al digitale e al green ai percorsi di upskilling delle risorse umane e di crescita manageriale, vero fattore abilitante per consentire di massimizzare gli incrementi di produttività attesi dagli investimenti nelle transizioni gemelle”, aggiunge.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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