Ridurre il time-to-market e azzerare le incertezze in fase di commissioning: sono queste le priorità che stanno riscrivendo le regole per i costruttori di macchine. Per gli OEM, infatti, il vero collo di bottiglia non è più la disponibilità fisica dell’hardware, ma la validazione anticipata dell’integrazione tra i sistemi.
Esigenze che rendono necessaria l’adozione di strumenti in grado di abilitare decisioni corrette già in fase di progettazione. Le soluzioni proposte devono inoltre garantire l’efficienza energetica e una maggiore sostenibilità dei processi, oltre a rispettare le stringenti normative di safety e cyber security.
Questa complessità richiede anche ai fornitori di tecnologie di andare oltre la semplice fornitura del prodotto per offrire soluzioni “chiavi in mano”.
Grazie a un network che le permette di anticipare e monitorare i trend tecnologici, competenze specialistiche e investimenti in formazione, Telmotor è in grado di proporsi come partner di riferimento per l’innovazione per il mondo dell’industria, delle infrastrutture e del terziario.
Indice degli argomenti
Da distributore a partner tecnologico: un nuovo modello di business per la trasformazione digitale dell’industria
Con undici sedi, 350 collaboratori e un volume d’affari che si attesta intorno ai 190 milioni di euro, Telmotor rappresenta oggi un punto di riferimento nei settori dell’Industrial Automation e dell’Energy & Lighting Solutions.
L’azienda, fondata a Bergamo nel 1973, ha vissuto una profonda trasformazione che l’ha portata a superare la logica della pura distribuzione per assumere un ruolo strategico nella filiera dell’innovazione.
Un percorso di crescita che trova conferma nella qualifica di unico distributore in Italia certificato come Solution Partner Siemens per le divisioni Digital Factory & Process Industries.
“In Telmotor abbiamo da sempre l’ambizione di offrire soluzioni in anticipo rispetto alle richieste del mercato”, spiega Andrea Pelizzoli, Business Development Manager dell’azienda.

“L’attenzione costante all’evoluzione tecnologica ha trasformato nel tempo la nostra proposta, orientandola verso soluzioni complesse e integrate, in cui digitale e automazione convivono in modo naturale. Siamo così passati dall’essere un distributore elettrico a un vero partner tecnologico, in grado di supportare i clienti nelle fasi decisionali e progettuali più critiche, aiutandoli a gestire architetture sempre più articolate”, aggiunge.
Diginnova: l’ecosistema di partner per la trasformazione digitale dell’industria
Per governare la convergenza tra Information Technology e Operational Technology Telmotor ha istituzionalizzato il proprio approccio all’innovazione attraverso la creazione di Diginnova.
Costituita nel 2021, questa realtà opera come un network di partner selezionati, progettato per far convergere la rete tecnico-commerciale dell’azienda con il know-how specialistico di società votate alle tecnologie di frontiera.
L’obiettivo è accompagnare le imprese verso la trasformazione digitale dell’industria e i paradigmi del 5.0, attraverso una combinazione di servizi che spaziano dalla robotica al virtual commissioning, fino alla data collection and visualization.
“Diginnova nasce per ampliare le competenze di Telmotor in quelle aree in rapida espansione che sono, ad oggi, cybersecurity, manutenzione predittiva, AI e sistemi di building automation” sottolinea Pelizzoli.
“Il valore aggiunto è l’integrazione: invece di coinvolgere partner esterni, Diginnova permette di lavorare con team interni specializzati, coordinati e già allineati sui processi dell’automazione industriale”, aggiunge.
Un modello che crea una filiera unica, che parte dalla selezione del componente fisico e arriva fino alla sua integrazione digitale, rendendo possibile offrire soluzioni “chiavi in mano”.
La riduzione del rischio di progetto attraverso il dimensionamento digitale
L’approccio di Telmotor sposta l’asse della verifica tecnica a monte della filiera produttiva. Grazie a strumenti di dimensionamento e simulazione, le prestazioni del sistema vengono validate digitalmente, trasformando la progettazione in un processo predittivo che abbatte drasticamente il rischio di errori in fase di esecuzione.
In un mercato dove il time-to-market è un fattore critico, l’integrazione di software come Sizer e TIA Selection Tool di Siemens consente di definire configurazioni hardware e architetture di rete prive di incertezze.
“Ridurre il tempo di commissioning di nuovi macchinari e impianti è un obiettivo prioritario per i nostri clienti. Per raggiungerlo, è fondamentale prendere le decisioni corrette già nella fase di progettazione, utilizzando strumenti di simulazione che garantiscano la perfetta compatibilità dei componenti selezionati”, osserva Pelizzoli.
Il vero “salto” avviene quando Motion Control, Safety e funzioni tecnologiche vengono integrati in un’unica piattaforma, che permette di eliminare varianti software, riducendo architetture ridondanti e semplificando cablaggio e validazione.
“A questo si aggiunge un elemento sempre più rilevante: il Digital Twin, che consente di simulare il comportamento della macchina prima della costruzione, ottimizzando sviluppo, commissioning e manutenzione”, aggiunge Pelizzoli.
Architetture flessibili e compliance: garantire il ciclo di vita dell’impianto
Strumenti digitali, piattaforme integrate e simulazione permettono quindi di ridurre tempi, complessità e rischi già nelle prime fasi del progetto. La sfida dell’efficienza, tuttavia, si estende lungo tutto il ciclo di vita dell’impianto.
“Non si tratta solo di garantire le prestazioni iniziali, ma di assicurare che la macchina possa evolvere nel tempo senza diventare obsoleta”, spiega Pelizzoli.
L’entrata in vigore di normative stringenti come la Direttiva NIS2, il Resilience Act e l’AI Act sta cambiando le regole del gioco: mantenere software PLC eccessivamente personalizzati rischia di diventare un onere insostenibile, richiedendo aggiornamenti complessi o portando a una precoce non conformità.
Per Telmotor la risposta a questa criticità è l’adozione di architetture flessibili basate su CPU tecnologiche che permettono di separare le funzioni complesse, utilizzare librerie certificate e aggiornare i componenti logici senza dover riprogettare l’intero sistema.
La flessibilità del sistema cresce ulteriormente quando parte dell’intelligenza viene spostata verso l’Edge Computing. In questo ambito, i grandi vendor sono in grado di garantire cicli di aggiornamento, sicurezza e compliance che sarebbero troppo onerosi da gestire internamente per un singolo costruttore.
“In questo modo una linea può essere scalata, migrata o evoluta senza modificare la sua base architetturale. La struttura rimane stabile, mentre gli strati applicativi — dalla sicurezza alle analitiche — possono essere ampliati con continuità”, aggiunge. Questa la condizione necessaria per costruire impianti che restino competitivi nel lungo periodo, adattandosi con agilità alle variazioni del mercato e del quadro regolatorio.
Sostenibilità ed efficienza energetica: la progettazione come leva competitiva
Per Telmotor la sostenibilità non è un tema astratto, ma una leva operativa che abilita la trasformazione digitale dell’industria e che incide direttamente sulla competitività delle imprese. In un quadro normativo e industriale che spinge verso modelli produttivi digitalizzati, l’energia diventa un fattore strategico tanto quanto la produttività.
“Il nostro approccio parte sempre da un audit energetico, necessario per misurare in modo oggettivo consumi, dispersioni e margini di miglioramento” spiega Pelizzoli.
L’audit energetico rappresenta la base per costruire soluzioni integrate che combinano fotovoltaico, sistemi di accumulo, e-mobility e tecnologie digitali di supervisione.
La digitalizzazione è, in questo percorso verso l’efficienza, un elemento abilitante in quanto permette di monitorare e analizzare i dati energetici, verificando le performance reali degli impianti e rendicontando i benefici ottenuti. L’obiettivo è duplice: ridurre i consumi e rendere l’azienda più resiliente alle oscillazioni del mercato energetico.
“La sostenibilità, in questo senso, non è un costo ma un elemento di continuità del business” prosegue Pelizzoli.
Applicazioni in settori ad alta precisione: gli esempi di CMV ed Euromatic
I risultati confermano che un approccio integrato, basato su produzione da rinnovabili, storage e controllo intelligente dei carichi, consente alle imprese di ottenere risparmi concreti e tempi di ritorno degli investimenti sempre più rapidi, migliorando il posizionamento dei clienti sui mercati internazionali.
L’efficacia di questo metodo è confermata da applicazioni in settori ad alta precisione dove il margine di errore è prossimo allo zero. Nel caso di CMV, costruttore di macchine per la lavorazione del vetro piano, la Business Unit Industry Automation di Telmotor ha curato l’intero studio di fattibilità per una nuova macchina di movimentazione automatizzata delle lastre.
Attraverso il dimensionamento preventivo è stato possibile garantire la fluidità e l’affidabilità delle prestazioni meccaniche richieste, neutralizzando le incognite tecniche prima della costruzione fisica dell’impianto.
Nel settore farmaceutico la collaborazione con Euromatic ha permesso di implementare soluzioni tecnologiche avanzate — come il sistema Siemens 1500T e i drive Sinamics S210 — per la conversione del tubo di vetro neutro.
In entrambi i casi l’affiancamento tecnico ha permesso di proteggere i margini economici della commessa, assicurando che la complessità dell’automazione non compromettesse i tempi di consegna previsti.
Oltre l’automazione: la valorizzazione del patrimonio architettonico e urbano
La capacità di Telmotor di orchestrare soluzioni tecnologiche complesse non si esaurisce nel perimetro della fabbrica, ma trova una naturale estensione nei progetti di infrastrutture e riqualificazione urbana gestiti dalla Business Unit Energy & lighting Solutions.
Un esempio significativo è l’intervento di valorizzazione luminosa di piazza Cittadella a Bergamo, cuore storico di Città Alta, dove l’azienda ha operato per integrare l’innovazione in un ambiente monumentale dal forte valore identitario.
Il progetto ha richiesto lo sviluppo di prodotti custom e ancoraggi progettati su misura per integrare le nuove sorgenti LED direttamente nelle strutture storiche senza alterarne l’estetica.
“L’intervento su Piazza Cittadella ha richiesto un approccio progettuale molto rigoroso, perché si tratta di un contesto storico vincolato in cui la luce deve valorizzare, non alterare” spiega Pelizzoli.
L’obiettivo era migliorare la fruizione architettonica riducendo l’inquinamento luminoso e i consumi energetici attraverso ottiche dedicate e una gestione intelligente tramite protocollo KNX.
“Ogni punto luce è stato studiato tramite sopralluoghi e simulazioni per evitare abbagliamento e dispersioni, restituendo volumi e texture materiche con coerenza storica. Il sistema permette di modulare i livelli luminosi e ottimizzare i consumi in tempo reale: un esempio di come la competenza Telmotor consenta di intervenire anche in ambiti delicati, assicurando efficienza operativa e rispetto del patrimonio”, aggiunge.
Telmotor Academy: la formazione come abilitante della trasformazione digitale dell’industria e la valorizzazione dei giovani
L’approccio innovativo e versatile che Telmotor offre ai clienti è il risultato di un investimento strutturale nel capitale umano.
In un mercato dove l’innovazione tecnologica corre più velocemente della capacità di assorbimento delle organizzazioni, la formazione diventa il vero fattore abilitante che permette a Telmotor di tradurre la teoria in operatività, supportando le aziende nel percorso di trasformazione digitale.
Attraverso la Telmotor Academy l’azienda ha creato un centro di eccellenza dedicato alla formazione continua, concepito per mantenere i propri tecnici e i clienti costantemente allineati alle evoluzioni dei partner tecnologici.

L’investimento nelle competenze è un pilastro strategico che si riflette in un modello formativo articolato su più livelli: dalla formazione tecnica avanzata per i team Industry Automation ed Energy & Lighting Solutions, ai percorsi di coaching e upskilling costruiti su mappature periodiche delle competenze.
“L’Academy Telmotor rappresenta il punto di incontro di tutto questo: un luogo strutturato di formazione continua che garantisce ai clienti di essere aggiornati e capaci di interpretare tecnologie complesse e processi digitalizzati” spiega Pelizzoli.
Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni: negli ultimi cinque anni, l’azienda ha inserito numerosi giovani diplomati e laureati, accompagnandoli con programmi di onboarding e tutoraggio mirati. Un approccio che permette all’azienda di unire la trasmissione delle competenze storiche alla spinta innovativa dei giovani, accelerandone l’autonomia tecnica.













