Le aziende con una forte propensione all’innovazione devono saper cogliere le opportunità di finanziamento per recuperare liquidità da reinvestire e creare così un circolo virtuoso a favore della crescita e dell’innovazione continua.
Le grandi realtà spesso si scontrano con opportunità di finanziamento più limitate rispetto alle PMI o che richiedono iter e passaggi burocratici che mal si conciliano con la necessità di un rinnovamento rapido.
La gestione degli investimenti strategici richiede una regia unitaria per evitare che la frammentazione tra uffici fiscali, legali e tecnici disperda il valore. Senza una visione d’insieme il rischio è che ogni consulente operi in maniera isolata, impedendo una reale convergenza tra l’innovazione e la sua valorizzazione economica.
Leyton risponde a questa esigenza attraverso una struttura organizzata in diversi filoni di competenza che spaziano dal tecnico al legale, dall’ESG alle risorse umane. Il valore distintivo risiede nella circolarità dell’offerta: i vari reparti dialogano costantemente per mappare il valore generato dall’azienda, garantendo che nessuna intuizione progettuale rimanga esclusa da un percorso di valorizzazione economica.
L’automazione come motore di crescita e sviluppo
Un esempio pratico di questo supporto viene dal caso di una grande azienda che opera nel settore della meccanica agricola, comparto dove la solidità strutturale delle macchine deve oggi integrarsi con i sistemi di automazione più avanzati.
“L’azienda è un top player nel settore della progettazione e produzione di macchinari agricoli. Nonostante le dimensioni da grande impresa, ha mantenuto un’agilità e una fame di crescita impressionanti, con un ufficio tecnico di oltre dieci specialisti costantemente dedicato allo sviluppo di nuovi prodotti e alla digitalizzazione dei processi”, spiega Lorenzo Tomassini, Manager Business Partner di Leyton.
La forte impronta all’innovazione si manifesta chiaramente nella configurazione dello stabilimento produttivo, che richiama l’efficienza dei modelli industriali giapponesi.

Il cuore operativo dello stabilimento è costituito da un magazzino robotizzato che alimenta costantemente impianti di taglio laser per lamiere di grandi dimensioni e sistemi di piegatura capaci di lavorare barre d’acciaio in totale autonomia.
L’automazione integrale dei flussi sposta l’intervento umano su compiti di alta supervisione e controllo qualità, garantendo una precisione costante su volumi di produzione massicci.
La configurazione attuale dell’impianto è il risultato di ingenti investimenti realizzati con il supporto di Leyton. Il percorso è partito proprio dall’individuazione dei giusti strumenti di finanza agevolata per supportare l’innovazione aziendale.
“L’attività coinvolge attivamente il personale di produzione nelle prove specifiche sui macchinari, garantendo una precisione tecnica che si traduce in risultati economici certi: abbiamo gestito picchi di investimento fino a 13 milioni di euro in un anno, con ritorni in crediti d’imposta mediamente tra 1,5 e 3 milioni di euro annui“, spiega Lorenzo Tomassini, Manager Business Partner di Leyton.
Grazie a questo costante flusso di liquidità l’azienda è in grado di sostenere il proprio ritmo di sviluppo senza appesantire il bilancio, consolidando un modello in cui l’agevolazione fiscale diventa il motore finanziario per i nuovi cicli di automazione.
La gestione proattiva della proprietà intellettuale: far emergere l’innovazione invisibile
La necessità di valorizzare e tutelare l’innovazione aziendale e la fiducia costruita fin da subito ha permesso al rapporto tra Leyton e cliente di evolvere, abbracciando un aspetto che per la stessa natura dell’azienda era di primaria importanza: la gestione della Proprietà Intellettuale.
Su questo fronte, Leyton si distingue grazie a un metodo proattivo che supera l’approccio reattivo tipico degli studi legali tradizionali.
Mentre la prassi comune prevede che sia il cliente a sottoporre un’idea per la protezione burocratica, il metodo applicato da Leyton prevede lo studio approfondito delle dinamiche di produzione per identificare il valore dove solitamente rimane sommerso.
L’attività di analisi ha permesso di mappare asset che spesso sfuggono alla percezione delle aziende meccaniche, come le interfacce uomo-macchina, i software proprietari per il controllo dei robot e i modelli estetici che conferiscono un’identità distintiva al prodotto.
Il percorso è iniziato con una valutazione on-site, dove gli esperti dell’ufficio di Leyton dedicato alla proprietà intellettuale hanno analizzato direttamente nei reparti produttivi prodotti e processi, osservando ciò che l’azienda stessa non considerava tutelabile.
Attraverso sessioni di brainstorming strategico e interviste con l’ufficio tecnico, sono state identificate nuove masse critiche di innovazione, impostando correttamente le attività per evitare errori procedurali, come la divulgazione prematura, che avrebbero precluso future registrazioni. Tutti questi spunti sono confluiti in un dossier dettagliato che funge da guida strategica per la valorizzazione degli asset immateriali a bilancio.
L’identificazione di questi asset introduce un vantaggio competitivo basato sulla velocità di esecuzione e sulla protezione immediata del patrimonio aziendale.
“A differenza di un brevetto industriale, il cui iter di approvazione richiede solitamente circa due anni, la registrazione di un software si conclude in due settimane, mentre per i modelli estetici l’orizzonte temporale è di circa un mese e mezzo. Questa contrazione dei tempi garantisce all’azienda una tutela tempestiva e accelera l’accesso ai benefici fiscali, generando liquidità con una rapidità superiore rispetto ai canali tradizionali”, commenta Raffaella Ernata, Expert Business Developer di Leyton.
“Siamo entrati nei reparti per far emergere l’inventiva del cliente attraverso un brainstorming strategico, volto a identificare modelli e design che l’azienda non considerava tutelabili. Questo ha portato a un cambio di passo radicale: siamo passati dai soli due brevetti iniziali a un dossier che conta circa sei asset in lavorazione”, aggiunge.
Grazie a questa mappatura puntuale l’azienda ha potuto certificare il valore dell’innovazione interna e accedere ai benefici del Patent Box, ottenendo un risparmio fiscale di circa 200.000 euro annui per i due brevetti attualmente riconosciuti.
La sfida dei bandi: bilanciare opportunità e velocità operativa
Il percorso di affiancamento ha interessato anche l’accesso ai bandi, un ambito che ha rappresentato una delle sfide più complesse a causa della natura stessa della società.
“Trattandosi di una grande impresa, il ventaglio di agevolazioni accessibili è sensibilmente ridotto rispetto a quello riservato alle PMI, limitando le opzioni a strumenti specifici e spesso caratterizzati da iter burocratici più articolati”, spiega Tomassini.
La criticità principale è emersa nel confronto tra i tempi tecnici richiesti dalla partecipazione ai bandi e la rapidità di crescita dell’azienda. La necessità di accelerare lo sviluppo e di “correre” per mantenere il vantaggio competitivo ha spesso reso i calendari della finanza agevolata incompatibili con le necessità operative.
“In diversi casi è stato necessario rinunciare ad alcune opportunità legate ai bandi, poiché i tempi di attesa non coincidevano con i ritmi di investimento della società. Abbiamo quindi scelto di concentrare gli sforzi su filoni di finanziamento più immediati, garantendo che la ricerca di contributi non diventasse mai un freno all’espansione industriale”, aggiunge Tomassini.
La selezione strategica delle opportunità a cui aderire ha permesso di mantenere il focus sulla crescita reale, evitando di vincolare l’operatività a scadenze amministrative non allineate con le esigenze dell’officina.
Sostenibilità e capitale umano: le nuove frontiere dell’efficienza
Il rapporto tra Leyton e cliente si è ulteriormente evoluto per abbracciare gli aspetti legati alle tematiche ESG, finalizzati alla realizzazione del bilancio di sostenibilità dell’azienda.
Per una grande azienda uno degli aspetti più complessi riguarda infatti proprio l’analisi della catena di fornitura che, in questo caso, ha permesso non solo di mappare lo status quo, ma di individuare nuove opportunità di mercato.
“Questa attività non è un fine in sé, legata solo a un obbligo. Di fatto sta fornendo diversi spunti su cui concentrarsi per migliorarsi e aprirsi a nuovi segmenti di mercato. È stata una sorpresa per loro: erano partiti con l’idea che fosse un passo inevitabile, ma non si aspettavano un tale impatto in termini di opportunità”, spiega Tomassini.
Sul fronte del capitale umano l’intervento è stato ancora più diretto, puntando a recuperare efficienza finanziaria. Attraverso una verifica tecnica condotta sugli ultimi cinque anni di flussi contributivi è stato possibile individuare aree di ottimizzazione che l’ordinaria gestione amministrativa non aveva intercettato.
“Non siamo intervenuti per sostituire l’ufficio paghe, ma per affiancarlo con una competenza verticale su agevolazioni e inquadramenti che cambiano ogni giorno. Abbiamo scavato nelle pieghe delle normative per recuperare somme versate in eccesso, trasformando quello che era percepito come un costo fisso in liquidità immediata per l’azienda”, aggiunge Tomassini.
Un approccio integrato per la competitività aziendale
La storia di questa collaborazione fa emergere il valore del supporto offerto da Leyton. Un elemento distintivo è la natura interattiva e preventiva del supporto offerto: i consulenti di Leyton affiancano l’azienda già nella fase di pianificazione degli investimenti, aiutandola non solo nell’ottenimento dei benefici conosciuti, ma anche nell’individuazione delle opportunità nascoste.
L’efficienza del modello si riflette anche nella capacità di instaurare una sinergia specializzata e mai competitiva con le strutture esistenti. In ambiti delicati come l’ottimizzazione dei costi del personale, l’attività integra il lavoro dell’ufficio paghe o del lavoro senza sovrapporsi alle loro funzioni.
Il punto di forza risiede nell’apporto di competenze iper specializzate e costantemente aggiornate che supportano le funzioni aziendali interne, fornendo una visione tecnica che trasforma i centri di costo in risorse finanziarie.
Il valore della partnership si riassume in un modello operativo capace di garantire all’azienda tre vantaggi immediati. Il primo è la tempestività della risposta: i ritmi produttivi richiedono riscontri tecnici in tempo reale per non rallentare lo sviluppo.
La velocità è sostenuta dall’omogeneità dei referenti, che evita alla società di dover coordinare consulenti diversi e non comunicanti tra loro.
L’ultimo pilastro è la circolarità dell’offerta, dove ogni intervento, dalla finanza agevolata alla tutela della proprietà intellettuale fino ai parametri ESG, è parte di una strategia coordinata per mappare il valore aziendale in modo trasversale.
In questo modo, ogni opportunità individuata non rimane isolata, ma alimenta un flusso continuo di risorse e tutele che rafforzano la solidità dell’intera struttura industriale.












