Beckhoff Automation chiude il 2025 con ricavi globali di 1,24 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto all’anno precedente. Un risultato che segna il ritorno a una traiettoria positiva dopo il rallentamento del 2024, a sua volta conseguenza delle difficoltà del 2023. “Il 2025 è stato un anno solido”, ha dichiarato Hans Beckhoff, fondatore e managing director dell’azienda. “Abbiamo lasciato alle spalle l’impatto del 2023 e la flessione del 2024”.
L’azienda con sede a Verl in Westfalia conta oggi 5.450 dipendenti in tutto il mondo, di cui 2.000 ingegneri, ed è attiva in oltre 75 paesi attraverso 23 sedi in Germania e 41 filiali e uffici di rappresentanza internazionali. Gli investimenti in ricerca e sviluppo si confermano a 80 milioni di euro, un impegno che Beckhoff intende mantenere invariato anche nel 2026.
Le prospettive per l’anno in corso restano prudentemente ottimistiche. “Da ottobre 2025 la tendenza è tornata positiva, con una progressione marcata nel primo trimestre del 2026”, ha precisato Frederike Beckhoff, responsabile del Corporate Development di Beckhoff. Le incertezze geopolitiche globali rendono comunque difficile formulare previsioni definitive per l’intero anno. Da quando Beckhoff ha registrato la propria prima crescita significativa nel 2000, il tasso medio di espansione annuale si attesta intorno al 13%.

Indice degli argomenti
I 40 anni del controllo PC-based e le novità tecnologiche
Beckhoff celebra quest’anno i quarant’anni del controllo basato su PC, una scelta tecnologica che nel 1986 era tutt’altro che scontata. L’azienda fu tra le prime al mondo a spostare la funzione PLC dall’hardware proprietario a una piattaforma aperta basata su componenti IT standard, garantendo il comportamento deterministico attraverso estensioni real-time sviluppate internamente per i sistemi operativi più diffusi, da Windows a Linux. Quel passaggio ha permesso ai costruttori di macchine di beneficiare direttamente dei cicli di innovazione dell’informatica e dell’aumento continuo delle prestazioni dei processori.
Alla Hannover Messe 2026 l’azienda ha presentato una serie di novità.
Sul fronte hardware Beckhoff aggiorna la propria gamma di Industrial PC con i processori Intel Core Series 2, integrati nei modelli C6040 ultra-compatto, C6640, C6650 e C6675 con scheda ATX e C5240 da 19 pollici. La famiglia Intel Core Series 2 offre fino a dodici core di performance con clock base fino a 4 GHz e frequenza turbo fino a 5,9 GHz. Il C6040, con dimensioni di 132 x 202 x 76 mm, è particolarmente indicato per il controllo di assi complessi, applicazioni HMI avanzate, cicli estremamente brevi e applicazioni di machine learning e machine vision. Come ha sottolineato Felix Wildemann, responsabile del Product Management Industrial PC di Beckhoff: “Le applicazioni di automazione richiedono elevate prestazioni single-thread e core CPU organizzati in modo uniforme. La serie Bartlett Lake 12P di Intel risponde esattamente a questa esigenza industriale”.

A completare il quadro delle piattaforme software c’è TwinCAT, che quest’anno raggiunge i trent’anni di mercato. Lanciato nel 1996, TwinCAT ha introdotto la programmazione conforme a IEC 61131-3 e la separazione tra hardware e software anche sul lato dell’automazione. Oggi la piattaforma include oltre 100 funzioni specializzate – dalla logica PLC al motion control, dalla misura alla vision, dalla robotica agli strumenti di AI industriale – con cicli PLC abbreviati fin dagli esordi fino a 100 µs e la capacità di gestire oltre 1.000 assi simultaneamente, con costi per asse in costante riduzione nel tempo.
Con la Physical AI l’intelligenza artificiale controlla il robot
Il tema più discusso da Beckhoff alla Hannover Messe 2026 è la Physical AI: l’integrazione diretta tra modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) e il controllo deterministico delle macchine. Grazie a TwinCAT CoAgent e a un’interfaccia audio per i comandi vocali, Beckhoff dimostra come sia possibile controllare il robot modulare ATRO usando il linguaggio naturale (qui trovate un interessante video dimostrativo).

Il sistema, basato sul Model Context Protocol (MCP), funge da agente intelligente che traduce il parlato in comandi macchina, orchestra la pianificazione del percorso e gestisce le attività diagnostiche. Per rendere la dimostrazione concreta e accessibile al pubblico della fiera, il robot gioca a scacchi contro i visitatori. “Stiamo spostando l’AI dai sistemi di chat direttamente nelle macchine, abilitando i modelli linguistici ad accedere al mondo reale dei controlli attraverso nuovi standard come MCP”, ha spiegato Hans Beckhoff. “Le invenzioni tecniche hanno sempre influenzato il modo in cui la società si evolve. L’intelligenza artificiale e la Physical AI hanno implicazioni di portata analoga a quelle del motore a vapore e dell’elettricità”.
Sul fronte della visione artificiale Beckhoff amplia la serie Vision Unit Illuminated (VUI) con 16 nuovi dispositivi dotati di sensori di immagine aggiornati, disponibili in risoluzioni da 5,1, 8,1 e 12,4 MP. Le nuove unità sono disponibili anche con filtri polarizzatori incrociati, che permettono di sopprimere le riflessioni superficiali e di acquisire immagini ad alto contrasto anche attraverso superfici trasparenti lucide come vetro, plastica e acqua. La VUI integra in un unico modulo compatto fotocamera, illuminazione e ottica messa a fuoco tramite tecnologia a lente liquida, con integrazione nativa nel sistema di controllo.

Il focus sulla cyber security
La crescente pressione normativa sul fronte della cybersecurity rappresenta un altro asse portante della proposta Beckhoff. Con l’entrata in vigore del Cyber Resilience Act (regolamento UE 2024/2847) e del nuovo Regolamento Macchine (regolamento UE 2023/1230), i costruttori di macchine sono chiamati a dimostrare la conformità dei propri sistemi a requisiti di sicurezza sempre più stringenti. Beckhoff opera un proprio Product Security Incident Response Team da oltre dieci anni ed è co-fondatore di CERT@VDE per la condivisione delle informazioni sulle vulnerabilità tra i produttori.
Dal punto di vista tecnologico la centralizzazione delle comunicazioni sull’IPC industriale consente di applicare le funzioni di sicurezza native dei sistemi operativi – inclusi i firewall integrati – all’intero runtime PLC. EtherCAT, a vent’anni dalla sua introduzione, rimane separato dalle reti IP di livello superiore, riducendo significativamente la superficie di attacco.
Beckhoff ha già ricevuto certificazioni UL per tre scenari blueprint (DK-177530-UL, DK-178394-UL e DK-178399-UL) e prevede di completare la certificazione IEC 62443-4-1 nel corso del 2026, mentre la conformità al nuovo Regolamento Macchine per i componenti di sicurezza è attesa entro gennaio 2027. “La cybersecurity non è statica ma un processo continuativo che richiede tecnologie mirate e indicazioni chiare”, ha sottolineato Torsten Förder, responsabile del Product Compliance Security di Beckhoff.
MX-System Designer
Infine Beckhoff presenta MX-System Designer, uno strumento di engineering web-based che supporta la progettazione di sistemi di automazione senza quadro elettrico. Lo strumento non è un configuratore di prodotti nel senso tradizionale: consente di modellare l’intera architettura di elettrificazione di una macchina – dall’alimentazione energetica ai livelli di potenza e I/O fino alle periferiche – già nelle fasi iniziali del progetto, con verifiche tecniche automatiche e supporto alla selezione dei cavi preassemblati in funzione delle lunghezze, delle proprietà elettriche e delle relazioni topologiche.













