Come cambia la sicurezza del lavoro nell’era di Industria 4.0

L’industria cambia faccia e Inail prende le misure dei nuovi rischi a cui un lavoratore può andare incontro. L’Istituto per la prevenzione degli infortuni sul lavoro sta esaminando le linee guida per indirizzare l’industria 4.0 a uno sviluppo sicuro. I primi studi di Inail sono del 2014 e poche settimane l’istituto ha lanciato un nuovo bando per le ricerche in collaborazione con le università (Bric).

Realtà aumentata

“Nel 2015 abbiamo chiuso un Bric con cui abbiamo realizzato Sisom. È un sistema di assistenza che tramite un tablet o un visore consente di individuare il problema di un macchinario e di procedere con la manutenzione”, spiega Luciano Di Donato del laboratorio macchine di Inail, che ha coordinato il lavoro.

L’esperimento è stato condotto su una macchina alimentare che spreme pomodori perché l’obiettivo di Inail era dimostrare l’efficacia del sistema di prevenzione e manutenzione anche per i lavoratori stagionali, che hanno un addestramento di base al lavoro.

Questione di privacy

L’Istituto ha preso in esame anche la formazione e il controllo dei dipendenti attraverso dispositivi wearable, come un cellulare o un tablet. “Se si deve operare in una zona pericolosa, il device permette di rilevare la presenza dell’operatore e di impedire che la macchina si riavvii quando quest’ultimo non è ancora in sicurezza”, osserva Di Donato. La gestione centralizzata, quindi, può costituire un salto di qualità nella gestione della sicurezza interna in azienda, specie con grossi impianti, come quelli di una cartiera. Tuttavia si profila un’invasione della privacy del dipendente e il rischio che l’azienda lo controlli. Ed è su questo aspetto che Inail sta studiando gli strumenti normativi da mettere in campo

Impianti compositi

“Abbiamo ottenuto un altro Bric”, aggiunge Di Donato, intervenuto al convegno Biomedicale e tecnologie additive verso la convergenza, organizzato dall’Associazione italiana tecnologie additive. “Uno dei problemi è l’insieme di macchine – prosegue il responsabile dell’istituto -. Succede che un imprenditore compri una serie di macchine e la certifichi, poi integra e modifica l’insieme, ma non lo certifica. E così manca l’analisi e la valutazione dei rischi”. Un settore dove il nuovo bando di ricerca di Inail vuole misurare l’efficacia di strumenti come la realtà aumentata o la manutenzione assistita per ridurre l’esposizione dei lavoratori al rischio di infortuni.

Con Ucimu e Aita l’Inail sta costruendo una checklist dei punti da tenere in considerazione per la sicurezza nel rapporto uomo-macchina all’interno della moderna industria 4.0.


Luca Zorloni

Cronaca ed economia mi sono sembrate per anni mondi distanti dal mio futuro. E poi mi sono ritrovato cronista economico. Prima i fatti, poi le opinioni. Collaboro con Il Giorno e Wired e, da qualche mese, con Innovation Post.

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