Iperammortamento, ancora segnali positivi dal mercato delle macchine utensili

Dopo il +22% registrato nel primo trimestre 2017 si consolida ulteriormente lo sviluppo della domanda italiana di macchine utensili, strumenti per la manifattura avanzata che sono tra i principali beni beneficiari dell’incentivo di super e iperammortamento. Nel secondo trimestre 2017 l’indice degli ordini registrato dal Centro Studi di Ucimu – Sistemi per Produrre, l’associazione che rappresenta i costruttori del comparto, fa segnare un +28,5%, portando a +24,8% la crescita complessiva degli ordini del primo semestre.

Sono numeri più che positivi per un comparto che registra del resto anche un incremento degli ordini dall’estero del 5,6% nella prima metà dell’anno, dopo il calo del 4% registrato nel 2016.

“In un contesto di generale arretramento dei mercati internazionali l’Ittalia ha dimostrato di avere fiato e gambe per crescere“, ha commentato Massimo Carboniero, presidente di Ucimu – Sistemi per Produrre. “Nel 2017 tutti gli indicatori del settore – consumo, produzione ed export – cresceranno, anche grazie alle misure previste nel piano nazionale Industria 4.0”.

Le previsioni per l’anno in corso restano infatti positive: la produzione salirà del 6,7%, a quota 5.925 milioni di euro. Le consegne dei costruttori sul mercato domestico sono invece attese in crescita del 12% a 2.575 milioni, mentre l’export dovrebbe crescere del 3% raggiungendo il valore di 3.350 milioni di euro.

“Nonostante ciò siamo ancora a metà del guado: neanche alla fine del 2017 avremo recuperato tutto il terreno negli anni della crisi. Il rilancio della competitività delle PMI manifatturiere è appena avviato: si tratta di dare un futuro alle nuove generazioni, a un Paese che è al secondo posto come sistema manifatturiero in Europa. E per questo occorre tempo perché esse recepiscano i provvedimenti e avviino i piani di investimento: un anno non basta“.


L’importanza del rilancio per super e iperammortamento

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Massimo Carboniero

Le nostre piccole e medie imprese hanno bisogno di tempi più lunghi, ha detto Carboniero, che aveva anticipato questi temi in un’intervista concessa a Innovation Post qualche giorno fa. “Chiediamo di trasformare il Superammortamento in provvedimento strutturale, anche per adeguare gli attuali coefficienti di ammortamento che non corrispondono più alla reale durata dei beni. Inoltre, a fronte di un grande interesse delle aziende ad impegnarsi nella propria riorganizzazione in chiave digitale, chiediamo anche di valutare il prolungamento di un anno dell’iperammortamento”.

“Non si tratta di snaturare la misura – ha continuato il presidente di Ucimu-Sistemi Per Produrre –  si tratta di dargli l’agio necessario a produrre gli effetti sperati, anche perché l’attivazione di processi di digitalizzazione e interconnessione produrrà nel medio e lungo periodo nuovi e continui investimenti a tutto beneficio dell’economia del paese e della competitività del manifatturiero italiano, favorendo anche l’inserimento di giovani risorse, in risposta all’esigenza delle aziende di disporre di nuove professionalità più evolute e moderne”.


Occorre inoltre “intervenire sulle politiche fiscali e contributive anzitutto con l’azzeramento del cuneo fiscale per i giovani lavoratori e una ulteriore riduzione per tutti gli altri occupati”, ha concluso Carboniero.

La risposta di Calenda

“L’obsolescenza del parco macchine italiano è il dato più preoccupante perché testimonia di una manifattura che perde competitività”, ha detto in collegamento da Roma il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. “Il piano 4.0 deve durare 10 anni, se no non serve a niente. Ma si tratta di un piano di politica industriale, in cui gli strumenti possono cambiare anno dopo anno“, ha proseguito confermando quanto aveva già detto nel suo intervento all’assemblea di Assolombarda.

Sulla richiesta di proroga dell’iperammortamento: “Non voglio discutere adesso dell’estensione degli incentivi: il senso di questi incentivi sta anche nella loro concentrazione temporale: se decidessimo ora una proroga gli ordini rallenterebbero immediatamente. Al momento stiamo lavorando per allungare il tempo di esecuzione dell’investimento, per evitare che la misura diventi inefficace”. Il riferimento è alla mini-proroga contenuta nel Decreto Sud, attualmente in fase di conversione in legge in parlamento.

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Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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