L’ultimo decreto di Calenda: i fondi per i Competence Center salgono a 73 milioni

Con un tweet pubblicato nel pomeriggio di lunedì 21 maggio il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha annunciato di aver firmato un decreto – probabilmente l’ultimo della sua gestione – che porta da 40 a 73 milioni di euro le risorse a disposizione dei nascituri Competence Center.

Dalla dotazione originaria di 20 milioni previsti nella legge di bilancio 2017, i fondi erano stati portati a 30 milioni a maggio 2017 e poi, a gennaio di quest’anno, in occasione della pubblicazione del bando per la presentazione dei progetti, a 40 milioni di euro.

Il 30 aprile – lo ricordiamo – sono scaduti i termini per la presentazione delle domande. I poli che hanno formalizzato la candidatura a Competence Center sono otto: si tratta di progetti di partenariato pubblico-privato alla cui guida ci sono il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano, l’Università di Padova (con altre otto università del Triveneto), l’Università di Bologna (con altri tre atenei della Regione), la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Università degli Studi di Napoli Federico II di Napoli insieme al Politecnico di Bari, la Sapienza di Roma e il CNR ligure con il progetto Start 4.0.



A cosa serviranno le risorse

Complessivamente i progetti che passeranno il vaglio della procedura di valutazione del bando avranno a disposizione il 65% delle risorse per coprire un massimo del 50% delle spese relative alla fase di start-up: una somma che quindi lievita da 26 milioni a oltre 47,5 milioni. Anche qualora fossero ammessi tutti i progetti, i Competence Center avrebbero quindi a disposizione una cifra di quasi 6 milioni per ciascun progetto, molto vicina alla soglia massima di 7,5 milioni prevista dalla legge.

Il restante 35% dei fondi pubblici – che lievitano quindi da 14 milioni a oltre 25,5 milioni – servirà invece per finanziare i progetti specifici sviluppati dai competence center, fino a un massimo di 200.000 euro per progetto (sempre entro il limite del 50% del costo complessivo). Il numero teorico di progetti finanziabili con il massimo delle risorse passa da 70 a 127.

L’aumento delle risorse quindi è davvero significativo e offre “sostanza” a un progetto – quello dei Competence Center – che se pur in ritardo è comunque considerato da tutti un pilastro portante del piano nazionale industria / impresa 4.0.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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