Con la primavera potrebbe tornare il Superammortamento

La mini-Ires? Troppo complicata. L’addio al superammortamento? Un errore. Il Governo sembrerebbe tornare sui suoi passi riconoscendo quelli che sono stati unanimemente considerati i punti deboli della scorsa Legge di Bilancio e ponendovi immediatamente rimedio. Questo è quanto si apprende da due articoli pubblicati nel corso del week end da Il Sole 24 Ore a firma di Marco Mobili e Gianni Trovati: indiscrezioni alle quali abbiamo poi trovato riscontro visionando una bozza del documento.

Presto – probabilmente prima del 10 aprile o più difficilmente domani insieme al cosiddetto Sblocca Cantieri – dovrebbe arrivare al vaglio del Consiglio dei Ministri un decreto legge dedicato alle Misure per la Crescita messo a punto dal Ministro Giovanni Tria che, per la quantità e la qualità delle disposizioni, sarebbe di fatto una vera e propria “manovra-bis”.

Allo studio ben 35 misure dedicate a fisco, investimenti privati e investimenti pubblici per dare un impulso all’economia del Belpaese.


Tra le norme allo studio ci sarebbero il ripristino del superammortamento, un importante ritocco per la Nuova Sabatini e la proroga del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo. Non abbiamo invece trovato riscontro dell’altra indiscrezione di cui parla il Sole relativa all’avvio progressivo di una riduzione strutturale dell’IRES dall’attuale 24% al 20%, oltre alla stabilizzazione del taglio delle tariffe INAIL.

Il ritorno del Superammortamento

Per quanto riguarda il superammortamento, le indiscrezioni riportate dal quotidiano di Confindustria prevedono un ritorno della misura di incentivo – presumibilmente al 130% – per gli investimenti in beni strumentali fino a 2,5 milioni di euro effettuati dal 1° aprile al 31 dicembre.

Resterebbero sempre escluse autovetture, immobili e attrezzature con coefficienti di ammortamento inferiori a 6,5%. Una misura questa chiesta a gran voce da tutte le organizzazioni di imprese, dal momento che la sua “sostituta”, la cosiddetta mini-Ires, viene unanimemente considerata troppo complessa e poco conveniente.

Riduzione generalizzata dell’Ires

Mini Ires che, secondo le indiscrezioni pubblicate dal Sole e che non abbiamo potuto riscontrare, dovrebbe sparire per lasciare il campo a una più generale riduzione dell’aliquota Ires, attualmente ferma al 24%, per la quota di utili non distribuiti, indipendentemente quindi dal loro reinvestimento in beni strumentali o nuove assunzioni. Il taglio però non sarebbe del 9%, come per l’attuale mini-Ires, ma l’aliquota potrebbe scendere da subito al 22,5%, per poi ridursi ancora al 20% nel biennio 2021-22.

Un “ritocco” anche per la Nuova Sabatini

Novità in vista anche per la Nuova Sabatini, appena rifinanziata dalla Legge di Bilancio. La misura, denominata “Sabatini quater”, eliminerebbe il tetto massimo di due milioni per gli investimenti ammessi per ogni impresa. Sarebbero inoltre eliminati i controlli preventivi, sostituiti da autodichiarazioni. Allo studio anche l’ipotesi di erogare il contributo in un’unica soluzione anziché in sei rate.

Tra gli altri provvedimenti allo studio, la proroga del Credito d’imposta per le attività di Ricerca e Sviluppo anche al periodo 2021-2023.

Carboniero (Ucimu): “Bene superammortamento, bisogna dare fiducia alle imprese”

Soddisfazione per la posizione del governo da parte di Ucimu – Sistemi Per Produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione. “Siamo molto soddisfatti del fatto che il Governo abbia riconsiderato la posizione sul Superammortamento e stia lavorando per renderlo nuovamente operativo e disponibile già a partire da aprile 2019 – ha sottolineato il presidente, Massimo Carboniero – i nostri dati e le nostre previsioni dimostrano che il mercato italiano è ancora disposto ad investire in nuovi macchinari”.

”Proprio per questo, in un momento di incertezza del mercato internazionale – conclude –  occorre intervenire tempestivamente dando fiducia alle imprese, soprattutto alle Pmi che hanno nel Superammortamento uno degli strumenti più importanti di incentivo a migliorare la propria competitività”.

Bonomi (Assolombarda): “Meglio tardi che mai”

“Leggo con piacere che il Governo sta per introdurre una serie di positive novità fiscali con effetto dal 2019: riduzione dell’Ires, reintroduzione del superammortamento e aumento della quota di deducibilità dell’IMU sono tutti interventi necessari e utili alla crescita del nostro Paese” – ha detto Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda. “Misure che sarebbe stato meglio introdurre prima che l’Italia entrasse in una fase di recessione tecnica. Ma meglio tardi che mai. Perché questi interventi sortiscano l’effetto sperato, devono però essere attuati rapidamente tutti e tre. La riduzione dell’aliquota Ires al 22,5% per la parte di reddito pari agli utili non distribuiti, il superammortamento per gli acquisti di beni strumentali effettuati nel 2019, e la maggiore deducibilità dell’IMU sono, infatti, misure tra loro concorrenti e non certo alternative se vogliamo recuperare quell’indispensabile livello minimo di crescita”.

Bonomi ha poi espresso l’auspicio che dalle parole si passi ai fatti: “Le risorse finanziarie a copertura sono già state stanziate nella Legge di Bilancio, auspico quindi che nessuno le voglia impiegare in mille prebende utili solo a ottenere un dividendo elettorale, ma che vengano effettivamente allocate a favore dei tre provvedimenti annunciati, nessuno escluso”.

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Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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