Stabilità, sostenibilità, filiere e PMI: Patuanelli detta le parole d’ordine del nuovo Piano Impresa 4.0

Confermato nelle sue misure chiave, iperammortamento e bonus per ricerca e sviluppo in primis, ma rimodulato perché sia “più efficace”; strutturale, per dare agli imprenditori una visione di medio periodo, perché “è difficile per un imprenditore rincorrere il rinnovo delle agevolazioni a ogni legge di bilancio”; attento alle PMI e con un occhio alle iniziative che coinvolgono le filiere; premiante per chi fa investimenti su sostenibilità ed economia circolare. Così il nuovo Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli presenta le linee guida che il suo Ministero seguirà nel rielaborare il sistema di incentivi a supporto della trasformazione digitale delle imprese, quel piano Industria 4.0 poi diventato Impresa 4.0.

Un tavolo per la “Transizione 4.0”

Un piano che, spiega il Ministro in un’intervista a Il Sole 24 Ore, sarà innanzitutto concordato con le parti sociali, associazioni di categoria e sindacati in primis. Il Ministro infatti annuncia la convocazione di un Tavolo Transizione 4.0, che prenderà il posto dell’ormai abbandonata Cabina di Regia. Questo tavolo “sarà la sede di confronto permanente, vorrei a cadenza mensile, per discutere le proposte di tutti gli attori del comparto industriale, le associazioni di categoria anche della filiera green, i sindacati”, spiega il Ministro.

Il focus del Tavolo Transizione 4.0 sarà attento soprattutto alle istanze delle PMI. Qui si parlerà della transizione verso l’economia digitale e circolare, ma anche della sostenibilità sociale ed economica del nuovo sistema.


Le nuove parole chiave

Stabilità e rinnovo: sul Piano Impresa 4.0 Patuanelli ha chiarito subito che le misure principali saranno confermate. “In legge di bilancio confermeremo tutti gli strumenti che hanno spinto l’economia reale incontrando il favore delle imprese; li renderemo strutturali o comunque con un periodo minimo di tre anni”, ha detto. Questo perché le imprese hanno bisogno di stabilità e certezze.

Le agevolazioni, però non rimarranno invariate, ma saranno rimodulate anche tenendo conto delle istanze del Green New Deal. Come? Valorizzando, all’interno delle misure esistenti – iperammortamento e credito d’imposta per le spese in ricerca e sviluppo – “gli investimenti su sostenibilità ed economia circolare anche attraverso una maggiore premialità in termini di incentivo fiscale”. In pratica, aliquote maggiorate per gli investimenti che potranno dimostrare di avere un impatto positivo anche sulla sostenibilità ambientale.


Non sono escluse, inoltre, nuove misure a sostegno della green economy “dato anche l’alto moltiplicatore economico”, ma la materia sarà oggetto di confronto din il Ministero dell’Economia e delle Finanze per valutarne la fattibilità economica.

La sostenibilità non sarà l’unico vettore che guiderà il cambiamento: le misure infatti saranno coniugate “in una logica di maggiore sostegno alle piccole imprese attraverso l’introduzione di alcune premialità legate all’innovazione nelle filiere o nei grandi progetti, così da arrivare a tutto il tessuto produttivo, anche a quello maggiormente periferico e non solo geograficamente”, ha detto il Ministro.

Anche sulla formazione Patuanelli si è detto convinto della necessità di “accompagnare chi lavora nelle fabbriche lungo la trasformazione tecnologica”.

Flessibilità dall’Europa per le misure green

Stefano Patuanelli Da Bruxelles ieri Patuanelli aveva poi chiarito le richieste dell’Italia all’Europa: “Sono molto felice di essere venuto qui oggi al consiglio Unione Europea sul tema energia, vedo che l’Europa sta lavorando nella giusta direzione per arrivare finalmente alla transizione energetica, a un passaggio sempre più netto e deciso verso le fonti rinnovabili. Ci sono gli strumenti per farlo”, ha detto.

“Credo che anche la discussione di oggi sia stata veramente positiva per tutti gli stati membri. Sono consapevoli che se vogliamo tentare di salvare il nostro pianeta e consegnare alle generazioni future un po’ meno peggio di come è oggi bisogna lavorare sodo”, ha aggiunto.

“L’Italia può fare molto e ha già fatto tanto ed è per questo che stiamo in ogni occasione ribadendo un concetto molto semplice: tutti gli investimenti che i paesi membri potranno e dovranno fare verso la sostenibilità devono essere scomputati dal calcolo del deficit perché in questo modo i paesi come l’Italia che hanno un problema di debito strutturale potranno continuare a investire a tutela delle generazioni future”.

Un obiettivo immediato per il quale serviranno però anni: ” È un obiettivo immediato. Anche se difficilmente per il 2020 si potrà avere grande margine, credo che qualcosa si possa fare già subito”, ha detto. Dagli altri Paesi “non ho visto né dinieghi né entusiasmo. Però in generale tutti i paesi membri sono inclini a continuare una politica di investimento sull’economia verde e questo mi fa ben sperare per il futuro”.

Franco Canna

Giornalista professionista ed esperto in creazione e gestione di contenuti digitali e social media. Grande appassionato di tecnologia, collabora dal 2001 con diverse testate B2B nel settore industriale scrivendo di automazione, elettronica, strumentazione, meccanica, ma anche economia e food & beverage, oltre che con organizzatori di eventi, fiere e aziende. E’ segretario e membro del Consiglio Direttivo della sezione milanese di ANIPLA, l’Associazione Nazionale Italiana per l’Automazione.

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