Sono tre le sfide principali che il ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione (Mid), Paola Pisano, ha indicato presentando alla Camera di Commercio di Roma il nuovo Piano Nazionale Innovazione. Il programma che dovrà accompagnare lo sviluppo tecnologico del Paese da qui al 2025. Un testo che ha poi presentato anche in Consiglio dei Ministri, ma che non è stato approvato a causa del “contributo” al piano di Davide Casaleggio, citato nei ringraziamenti: un “grazie” che solleva dubbi su un possibile conflitto d’interessi visto che Davide Casaleggio è proprietario di un’azienda che fa consulenza strategica proprio sui temi dell’innovazione.

Tornando al piano, sul cui futuro politico vi terremo aggiornati, le tre macro-sfide sono: “la digitalizzazione della società, dei cittadini italiani; l’innovazione Hi-tech del Paese, della sua Pubblica amministrazione e delle imprese; lo sviluppo tecnologico etico e sostenibile”, come spiega il ministro Pisano.

Che rileva: “in questo Piano Nazionale Innovazione abbiamo fissato 9 obiettivi prioritari e 20 azioni specifiche da realizzare entro i prossimi cinque anni. Ma vogliamo anche coinvolgere i cittadini in questo grande progetto, vogliamo rendere possibile la partecipazione all’innovazione del Paese anche al di fuori delle strutture governative”.

Per questo, utilizzando la piattaforma ‘Partecipa’, tutti i cittadini “potranno dare il proprio contributo di idee e proposte, che verranno poi vagliate dal nostro Team digitale. Le proposte migliori e valutate come più efficaci verranno comprese tra quelle del Piano”.

Tra le 20 azioni specifiche previste nel programma strategico presentato dal Mid, si va dallo sviluppo dell’identità digitale dei cittadini al diritto a innovare, dall’educazione all’intelligenza artificiale, alla valorizzazione dei borghi attraverso le nuove tecnologie, all’inclusione digitale della popolazione over 65, e contro le disuguaglianze Hi-tech e il Digital divide.

In particolare, ad esempio, per quanto riguarda l’identità digitale, “ogni cittadino italiano dovrà averne una, di Stato, gratuita e facile da usare, nel rispetto della sua Privacy”, prevede il Piano strategico.

Mentre per ‘diritto a innovare’ si intende dare più supporto e slancio alle tante Start-up e agli innovatori del nostro Paese, che ha tante risorse e qualità da valorizzare sullo scenario mondiale ma spesso non è ancora pronto ai cambiamenti ‘Disruptive’.

Le 20 azioni per l’Italia del futuro

Ecco, una per una, le 20 azioni per l’Italia del futuro:

Una governance per l’innovazione e il digitale – La frammentazione e la duplicazione delle competenze e delle funzioni ha, fino a qui, rallentato i processi di innovazione. Serve, al contrario, fare squadra, contribuire in maniera coordinata alla trasformazione digitale e innovativa, unire le forze e le risorse. Il ministro per l’Innovazione istituisce e presiede una cabina di regia per la Digitalizzazione della PA e l’Innovazione del Paese, alla quale partecipano tutti i ministri e sono invitati a seguire i lavori, in qualità di osservatori, i rappresentanti di enti e amministrazioni pubbliche (come la Conferenza delle Regioni, l’ICE, e via dicendo).

Identità digitale – Ogni cittadino deve disporre di un’identità digitale unica, gratuita, facile da usare, che gli permetta di identificarsi in maniera sicura e accedere a tutti i servizi digitali pubblici e privati. Per fare questo, si prevede una modifica dell’attuale disciplina in moda da affidare il rilascio delle identità digitali direttamente allo Stato, come avviene per ogni altro documento tradizionale di identità.

Un domicilio digitale per tutti – Tutti i cittadini potranno eleggere il proprio domicilio digitale presso un indirizzo di recapito certificato della corrispondenza. Il domicilio digitale del cittadino consentirà a chiunque di ricevere la propria corrispondenza con valore legale in digitale e, in prospettiva, di consultarla attraverso IO, l’App dei servizi pubblici. Significa enormi risparmi di spesa, meno carta, più efficienza e semplicità di spedizione, ricezione e archiviazione della corrispondenza sia per i cittadini sia per la Pubblica Amministrazione.

IO, l’App dei servizi pubblici – IO sarà l’App dei servizi pubblici, che trasformerà il rapporto tra cittadino e Pubblica Amministrazione: un’unica interfaccia per accedere a tutti i servizi pubblici direttamente dallo smartphone dopo essersi identificati con l’identità digitale. Il cittadino attraverso IO potrà accedere a tutti i procedimenti che lo riguardano inclusi quelli relativi alla sua impresa grazie all’integrazione tra IO e impresa.italia.it gestito da Infocamere.

Ristrutturazione digitale – Con questo programma si intende accelerare questo processo, invitando i soggetti privati a “sponsorizzare” il rifacimento di siti e servizi digitali sul modello dei programmi adottati da tante città per rinnovare edifici e monumenti storici in cambio di visibilità.

Open innovation nella PA – Il progetto ‘PA – Porte Aperte all’innovazione’ intende promuovere l’Open innovation nell’amministrazione italiana. L’obiettivo è aprire le Pubbliche Amministrazioni all’Open innovation e alle Start-up, alla modalità di lavoro Disruptive che contraddistingue i settori a più alto potenziale innovativo. La PA scommette sui talenti innovativi a cominciare dai più giovani, dalle Start-up e dagli incubatori.

Procurement semplificato – Per consentire alle amministrazioni di acquisire prodotti e servizi digitali in maniera semplice, veloce e con una efficiente allocazione delle risorse, si vuole semplificare l’utilizzo degli degli appalti innovativi (Precommercial procurement), digitalizzare i processi di Procurement, intervenire sui processi di gara di acquisto di tecnologia, anche proponendo un meccanismo di deroga al codice degli appalti per i servizi digitali.

Intelligenza artificiale al servizio dello Stato – L’obiettivo è introdurre e promuovere l’utilizzo di applicazioni di intelligenza artificiale nella gestione di procedimenti amministrativi, dei servizi con particolare attenzione al mondo della Giustizia. Il primo passo sarà identificare i procedimenti particolarmente adatti per l’utilizzo di sistemi di AI (rapporti tra le amministrazioni, servizi verso le imprese e i cittadini). Successivamente, insieme ai Ministeri competenti, saranno definite le soluzioni di intelligenza artificiale idonee a governare i procedimenti nel rispetto dei principi etici e giuridici, destinati a confluire nello Statuto etico giuridico dell’intelligenza artificiale, al quale sarà chiamato a lavorare l’AI Ethical Lab-el.

Dati per le città del futuro – Lo scopo è predisporre e promuovere la formalizzazione di un accordo quadro per la condivisione dei dati diversi da quelli personali generati e raccolti in occasione della fornitura di servizi pubblici, da parte di fornitori di servizi pubblici e privati. Per effetto della formalizzazione dell’accordo, le amministrazioni locali dovranno poter impegnare i loro fornitori di servizi a mettere a loro disposizione, e a disposizione delle altre amministrazioni, in formato aperto i dati generati e raccolti nell’ambito dell’esercizio della loro attività.

Borghi del futuro – L’idea è quella di trasformare dieci borghi italiani in tre anni in autentici borghi del futuro nei quali concentrare tutte le tecnologie emergenti disponibili facendone luoghi dove mettere in mostra e valutare l’impatto dell’innovazione sulla società, amplificandone al tempo stesso il potenziale di attrattività turistica. Verrà lanciata una Call per selezionare i borghi disponibili a partecipare all’implementazione del progetto.

Innovazione bene comune – Il piano prevede di creare una piattaforma tecnologica per garantire la circolazione delle informazioni sull’esistenza e la disponibilità dei grandi asset innovativi italiani ed esteri, e di facilitare la condivisione a condizioni comuni. Gli innovatori attraverso la piattaforma dovranno poter ricercare gli asset dei quali hanno bisogno, identificarne il regime di utilizzabilità attraverso un sistema analogo a quello delle Creative commons e prenotarne l’uso online perfezionando, eventualmente, il relativo contratto.

Diritto a Innovare – Lo strumento principale è l’introduzione di una nuova disposizione di legge, che riconosce a tutti il diritto a innovare, derogando a regole che imbrigliano il futuro in scelte tecnologiche o di modelli di business del passato. Start-up e imprese innovative con l’idea giusta che identificano un ostacolo di carattere normativo nella sua realizzazione potranno chiedere allo Stato di sperimentare in deroga l’attività di impresa.

Made.IT, dall’idea all’impresa innovativa – Aiutare gli innovatori a trasformare le loro idee in imprese è compito anche dello Stato. Il progetto Made.IT è un programma di accompagnamento e comunicazione per Start-up tecnologiche che nascono in Italia nel campo dell’intelligenza artificiale, Cyber security, robotica e mobilità autonoma.

Cross-Tech hub Italia – Il progetto prevede la creazione, lo sviluppo e la crescita, attraverso partnership pubblico-privato, di hub tecnologici cross industries, nel rispetto delle eccellenze dei territori nei quali i centri si insediano e partendo dalle eccellenze che già esistono nel Paese. Le principali tecnologie di riferimento saranno intelligenza artificiale, Cybersecurity, 5G, mentre i settori saranno la mobilità autonoma e sostenibile e la robotica nonché i settori del Made in Italy (settore manifatturiero, turismo, food, moda, design, sociale, digital humanities).

MoonTransfer Fund & Missione Formare – Si prevede di dare avvio a un Fondo di investimento di rapido intervento da 60 milioni di euro, dedicato esclusivamente a Mobilità, Robotica, AI, Cyber Security. Il fondo verrà incardinato in Enea (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile) e raccoglierà risorse finanziarie sia dai grandi investitori istituzionali europei, sia dal Governo, sia dagli investitori istituzionali e dalle grandi imprese nazionali. Il Fondo MoonTransfer non sarà un fondo classico di Venture capital, ma mescolerà strumenti di finanza innovativa che vanno dal Grant alla Equity al sostegno alla brevettazione in forma di Grant d’onore.

Infrastrutture digitali condivise, sicure, affidabili e green – Sviluppare le infrastrutture digitali (le reti e i server su cui viaggiano i servizi) per garantire al nostro Paese e all’Europa l’autonomia tecnologica necessaria per il controllo dei nostri dati: una sfida che riguarda la democrazia, la libertà e la sicurezza di cittadini e imprese, e lo sviluppo economico.

AI ethical Lab-el – La strategia per la promozione, sviluppo e adozione di soluzioni di intelligenza artificiale sostenibili prevede la creazione di una ‘Alleanza per l’intelligenza artificiale sostenibile’, un comitato al quale saranno invitati a aderire soggetti pubblici e privati. Il primo compito del Comitato sarà quello di elaborare uno statuto etico-giuridico dell’intelligenza artificiale che stabilisca un insieme di regole minime per la qualificazione di soluzioni di intelligenza artificiale destinate al settore pubblico come a quello privato.

Il sabato del futuro – Il programma prevede di dedicare dieci sabati all’anno all’aggiornamento degli studenti delle scuole superiori italiane e dei loro insegnanti sui settori della tecnologia e dell’innovazione I Sabato del Futuro coinvolgeranno ricercatori e scienziati delle università, degli enti di ricerca e delle aziende tecnologiche.

Un anziano, un tablet e un sorriso per l’inclusione digitale – Si vuole lanciare, in partnership con soggetti pubblici e privati, editori, società ICT e associazioni non profit, un programma di inclusione digitale che punti a fornire ai più anziani, in particolare a quelli che vivono nei piccoli centri, strumenti, informazioni e competenze utili per vivere la loro dimensione di cittadini anche nel nuovo ecosistema digitale.

Repubblica Digitale: un hub di formazione sul futuro – Il progetto ha l’obiettivo di combattere i Digital divide e educare sulle tecnologie del futuro. L’iniziativa Repubblica Digitale nasce dall’idea che accompagnare la trasformazione digitale del Paese con azioni di carattere divulgativo, educativo e formativo costituisca un dovere civico dello Stato, delle imprese e dei singoli cittadini.

L’attuazione dell’intera strategia si basa anche sull’utilizzo di diversi fondi di finanziamento, in particolare: fondi destinati all’innovazione nella Manovra di bilancio; fondi non ancora impegnati, collegati a programmi nazionali e europei; fondi già disponibili o di nuova programmazione, anche attraverso la collaborazione con il Dipartimento della Funzione pubblica.

Con lo sguardo rivolto al 2025

Nel suo intervento di presentazione del Piano per l’innovazione (potete scaricarlo qui), il ministro Pisano ha declinato tutto il suo discorso nel futuro, ‘simulando’ di essere già nel 2025: è un programma quinquennale, ambizioso, considerando la durata media di un governo a Palazzo Chigi. Ma il cambiamento del Paese deve necessariamente guardare al futuro con un’ottica di ampio respiro.

Il ministro per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione, Paola Pisano

“In questi primi tre mesi di attività del Mid, abbiamo aperto il Recruiting e assumeremo oltre cento persone per il nostro Team di innovatori”, sottolinea Pisano. Il Team digitale del Mid sta anche sviluppando l’App ‘IO’, per accedere con lo smartphone a tutti i servizi della Pubblica amministrazione. La nuova App è ora in fase di sperimentazione e test in 5 città, e dovrebbe essere rilasciata il prossimo marzo.

L’attenzione allo sviluppo delle Start-up

Un altro obiettivo è avvicinare tra loro le Start-up e le grandi aziende parastatali, che possono diventare alleate e crescere entrambe, facendo Open Innovation. “Se avviciniamo le Start-up alla pubblica amministrazione, faremmo crescere anche le grandi aziende parastatali. Se lo fanno in tanti nel mondo lo possiamo fare anche noi in Italia. Questa è Open innovation”, è il ragionamento, e il traguardo, alla base delle prossime azioni.

Un nuovo impegno del Mid è poi quello di “riuscire a fluidificare l’innovazione sul territorio, e supportare le Start-up” ma non solo nella nascita. “Dobbiamo creare un ecosistema evoluto intorno a loro, il Fondo nazionale per l’innovazione darà una grossa mano, ma bisogna sviluppare fondi per supportare anche la crescita, fare formazione per i nostri Venture capitalist che devono diventare più forti, e infine bisogna collaborare di più tra Paesi”.

E il ministro Pisano aggiunge: “anche per la rete innovativa unica del Paese ci vuole collaborazione, ma creare un’infrastruttura innovativa si può fare, bisogna diventare capillari e poi guardare all’estero”. Di queste opportunità e prospettive si parlerà alla prossima riunione del Comitato per la Banda ultralarga, in programma giovedì 19 dicembre.

Il nuovo sito web per l’innovazione

Negli ultimi giorni è stato anche varato il nuovo sito web del ministro per l’innovazione e del Dipartimento per la trasformazione digitale, destinato a crescere e a riempirsi di contenuti. Il portale “già in questa prima fase lo abbiamo progettato in linea con le caratteristiche del nostro Team”, spiegano gli addetti del Mid, ovvero: per essere un ‘centro di competenze’ su innovazione e digitalizzazione, dove soggetti pubblici e privati o dei normali cittadini possono trovare linee guida, standard e strumenti per lo sviluppo di servizi digitali e per l’innovazione; un canale di informazioni, dove conoscere le principali novità che riguardano il mondo dell’innovazione e della trasformazione digitale; e un punto di accesso unico per conoscere come utilizzare o contribuire allo sviluppo di piattaforme, servizi e progetti.

Il nuovo sito è anche il punto di accesso per la ‘chiamata ai talenti’ che “stiamo facendo in queste settimane”, spiegano al Mid, “per trovare persone cariche di esperienza e motivazione, che vogliano mettersi in gioco per i prossimi anni in questo progetto ambizioso di cambiamento per il Paese”.

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

“Vogliamo aiutare la Pubblica amministrazione e le imprese nel loro cammino di trasformazione digitale, il traguardo finale è rendere l’Italia una Smart nation”, ha sottolineato il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che osserva: “il nuovo, il cambiamento, le nuove tecnologie, tutto ciò è un mondo che non ci deve spaventare, il Paese deve essere protagonista di questa quarta rivoluzione industriale”. E, rileva il Premier, “l’innovazione tecnologica deve progredire e diffondersi insieme all’eco-sostenibilità, non sono due elementi in antitesi ma che anzi devono procedere integrati. Due fattori che permeano il nostro Green New Deal”.

Sul palco della presentazione è salito anche il commissario straordinario per la Trasformazione Digitale, Luca Attias, che a fine anno conclude il suo mandato triennale: “oggi la civiltà di un Paese si misura anche con il suo livello di sviluppo tecnologico”, fa notare, “in questi anni, insieme al mio predecessore Diego Piacentini, riteniamo di aver prima posto le basi e poi creato un modello di sviluppo Hi-tech scalabile e replicabile. E spero di essere l’ultimo dei commissari straordinari per il Digitale pubblico, perché il Paese ha bisogno di visione e progettualità di ampio respiro anche in questo”.

Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, delle imprese, delle tecnologie e dell'innovazione. Dopo il master all'IFG, l'Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, in oltre 20 anni di attività, nell'ambito del giornalismo e della Comunicazione, ha lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Italia Oggi, TgCom24, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Attualmente collabora con Innovation Post, Corriere Innovazione, Libero, Giornale di Brescia, La Provincia di Como, casa editrice Tecniche Nuove. Contatti: stefano.stefanocasini@gmail.com

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