Made: ben 71 i progetti in gara per il primo bando da 1,5 milioni del Competence Center milanese

Valgono 19 milioni di euro, per un cofinanziamento richiesto di circa 9 milioni, i 71 progetti di innovazione tecnologica ricevuti dal Made, il competence center guidato dal Politecnico di Milano, in risposta al primo bando da un milione e mezzo di euro che si è chiuso lo scorso 20 gennaio.

Big Data Analytics e Intelligenza Artificiale tra le proposte

“È stato un bando di successo”, commenta Paolo Rocco, membro del Consiglio di Amministrazione del Made, in occasione della fiera A&T di Torino dedicata all’industria 4.0. “È molto interessante il fatto che la maggioranza delle aziende abbia richiesto un coinvolgimento diretto del Made, non necessariamente richiesto (ma premiante, ndr), nello sviluppo del proprio progetto”.

Le tematiche più rappresentate tra i progetti candidati al cofinanziamento riguardano la progettazione in chiave digitale, Big Data Analytics, gli strumenti indossabili e l’Intelligenza Artificiale.

Il bando, pubblicato a novembre 2019, si rivolgeva in particolar modo alle piccole e medie imprese manifatturiere con l’obiettivo di supportare l’adozione di tecnologie digitali per l’innovazione di prodotto, di servizio e di processo, sfruttando aree di competenza specifiche come strategia Industria 4.0, Demo Test, scouting tecnologico, validazione di progetti Industria 4.0 e consulenza tecnologica.

Il futuro

Ora sarà compito del Comitato di Valutazione, insediatosi in questi giorni, esaminare le proposte pervenute e stilare la graduatoria finale che permetterà di accedere al milione e mezzo di euro complessivi previsto da questo primo bando.

Questi i criteri di cui terrà conto il gruppo di esperti indipendenti:

  • Grado di innovazione rispetto alla maturità digitale iniziale dell’azienda e innovatività del progetto
  • Qualità, capacità di esecuzione e congruenza economica del progetto
  • Creazione di impatto nel settore industriale di riferimento
  • Impatto interno in termini di ricaduta sulla competitività del/i proponente/i
  • Capacità e disponibilità di diffondere e condividere i risultati ottenuti
  • Capacità del progetto di produrre ricadute positive ai fini della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori e della sostenibilità energetica dell’attività produttiva
  • Presenza di PMI, coerentemente con la definizione attribuita dall’Allegato 1 del Regolamento GBER
  • Accesso alle competenze e alle strumentazioni di cui MADE si è dotato

Dei 3,5 milioni iniziali rimangono ora circa 2 milioni che, come conferma il professor Rocco, il Made prevede di distribuire su ulteriori due bandi, il primo dei quali è previsto a fine estate 2020.

 

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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