Gli esperti di Intelligenza Artificiale scendono in campo (gratis) contro il Coronavirus

Sfruttare le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale per aiutare ospedali, medici, istituzioni e cittadini nella gestione della crisi causata dalla pandemia del Coronavirus. È l’obiettivo della proposta lanciata dall’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA) che, con il supporto di Claire (Confederazione dei Laboratori per la Ricerca sull’Intelligenza Artificiale in Europa), ha creato una task force di ricercatori che metteranno a disposizione le proprie capacità e competenze a titolo completamente gratuito.

Analisi dei dati, robotica, manufacturing, ottimizzazione e gestione delle risorse: sono solo alcune delle aree in cui l’IA potrebbe essere usata per combattere a più livelli l’emergenza sanitaria.

“Credo che in questo momento di grave emergenza la parola d’ordine debba essere collaborazione”, dichiara Piero Poccinati, Presidente di AIxIA. “Tutta la comunità europea dell’Intelligenza Artificiale ha, oggi più che mai, il dovere di mettere a disposizione e condividere competenze, realizzazioni già sviluppate e pronte, progetti a breve, medio e anche a lungo periodo per il futuro e il benessere dell’intera popolazione mondiale”.


I possibili utilizzi dell’IA

La capacità di elaborazione e la potenza di calcolo dell’Intelligenza Artificiale potrà essere utile in molte situazioni critiche che i Paesi europei stanno affrontando per combattere l’emergenza da Covid-19. Per esempio le tecniche di apprendimento automatico (ML), in grado di analizzare sistemi complessi in ambienti ricchi di dati, possono essere sfruttare per l’analisi dei dati della terapia intensiva: i modelli predittivi potrebbero essere utilizzati per evidenziare anticipatamente alcuni fenomeni, identificando così le priorità nel triage e nella terapia, ma anche per valutare velocemente i farmaci antivirali e scegliere meglio la migliore opzione terapeutica.

Sempre per quanto riguarda i farmaci, l’IA potrebbe essere utilizzata per analizzare i dati molecolari e proteici di quelli esistenti e permettere un refactoring in grado di contrastare gli effetti del Coronavirus. La bioinformatica infatti permette di ridurre in modo esponenziale le combinazioni sulle quale testare i farmaci.

Ma non è tutto qui: le tecniche di analisi del linguaggio naturale fornite dall’Intelligenza Artificiale possono facilitare l’accesso alle informazioni della letteratura e degli articoli scientifici, che soni già stati catalogati e resi disponibili nel Covid-19 Open Research Dataset (CORD-19), una raccolta di oltre 29.000 articoli accademici sull’argomento.

L’Intelligenza Artificiale potrebbe essere sfruttata anche per controllare la mobilità delle persone e ridurre così la diffusione delle infezioni. In Italia e in altri Paesi europei, infatti, si sta ragionando sulla possibilità di utilizzare questi sistemi per incentivare il rispetto delle misure di contrasto al contagio (come, nel nostro caso, il divieto di spostarsi da un Comune all’altro se non per casi specifici). Tecnologie e soluzioni per il tracciamento continuo, l’alerting e il controllo​ tempestivo del livello di esposizione al rischio delle persone sono proprio al centro della call lampo (valida fino a giovedì’ 26 marzo) lanciata dal Ministero per l’Innovazione, Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità nell’ambito del progetto Innova per l’Italia.

Oltre ai principali utilizzi appena descritti, sono molti altri gli ambiti in cui potrebbero essere sfruttate le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale:

  • Monitoraggio a distanza: raccolta di alcuni parametri base delle persone contagiate (pressione sanguigna, battito cardiaco, temperatura, ossigenazione del sangue). Un algoritmo di IA potrebbe analizzare questi dati e predire se il paziente richieda un intervento di ospedalizzazione.
  • Uso delle scansioni di Tomografia Computerizzata (TC): l’elaborazione automatica delle immagini TC potrebbe aiutare i medici ad accelerare il rilevamento di patologie causate dal virus.
  • Stampa 3D: può essere utilizzata per stampare materiale per la terapia intensiva e la Commissione Europea sta infatti cercando aziende disposte a produrre componenti di questo tipo.
  • Robotica: i robot potrebbero essere utilizzati per interagire con persone contagiate o per disinfettare le aree infette, riducendo il rischio per gli operatori umani e liberando risorse.
  • Pianificazione e gestione delle risorse: metodi automatici di risoluzione di problemi possono essere utilizzati per aiutare la programmazione delle risorse scarse negli ospedali (calendario e turnazione, posti letto, ventilatori, personale, magazzini).
  • Rilevamento automatico di Fake News: per evitare informazioni false e frodi sui social network.
  • Chatbot: per supportare i call center di emergenza nel fornire informazioni o diagnosi, liberando così risorse da dedicare all’interazione con le persone e al triage.

Un progetto a guida italiana

La task force Covid-19 creata da Claire è guidata da Emanuela Girardi, membro del gruppo di esperti di IA del Ministero dello Sviluppo Economico e di AIxIA, e Gianluca Bontempi, Professore ordinario di machine learning dell’Università di Bruxelles (ULB).

La richiesta di collaborazione e coesione è partita proprio dall’Italia, che ha ricevuto subito una risposta positiva da parte dell’Europa già lo scorso venerdì 20 marzo, quando la Confederazione dei Laboratori per la Ricerca sull’Intelligenza Artificiale in Europa ha inviato una lettera alla Commissione Europea e ai governi degli Stati membri (oltre che a Svizzera, Regno Unito e Norvegia). Anche l’italiana AIxIA ha inviato la stessa lettera al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro della Salute, al Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19 e al Capo Dipartimento della Protezione Civile.

In questi giorni AIxIA sta raccogliendo le principali applicazioni e progetti sviluppati in Italia per condividerli e renderli accessibili ad una comunità più ampia di potenziali sviluppatori e utilizzatori: si tratta di app e programmi, già operativi localmente, che potrebbero essere divulgati e dare benefici concreti a molti ospedali, medici, istituzioni e cittadini.

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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