Dal fondo perduto per il tessile al credito d’imposta sulle fiere: come sta cambiando il Decreto Rilancio

Entra nel vivo la fase di modifica e integrazione del decreto Rilancio, in vista della sua conversione in legge: dopo la parte dedicata alla sanità, la commissione Bilancio della Camera ha approvato le proposte emendative relative al titolo II del maxi provvedimento anti crisi, quello dedicato al sostegno alle imprese e all’economia.

I ritocchi della Commissione introducono diverse novità: dai contributi a fondo perduto per le aziende del tessile (con credito d’imposta sulle rimanenze di magazzino) al credito d’imposta per le fiere annullate in Italia, dal sostegno alle start up al credito d’imposta sugli affitti di tutte le attività di commercio al dettaglio, senza soglie di fatturato. Sempre su quest’ultima misura, per le società nate dal 2019 in poi non bisognerà più dimostrare un calo di fatturato del 50% per accedere all’agevolazione. C’è anche un bonus sugli acquisti di moto e scooter elettrici.

Non è ancora stato votato invece l’emendamento proposto dai relatori di maggioranza che permetterebbe di cedere ad altre aziende e agli istituti di credito i crediti d’imposta introdotti dal Piano Transizione 4.0 (da quelli per gli acquisti di beni strumentali e immateriali a quelli per Ricerca & Sviluppo, innovazione e design). La modifica interviene sull’articolo 122 del decreto Rilancio, e sarà quindi votata dalla Commissione in questi giorni.

Ma andiamo con ordine e vediamo nel dettaglio cosa prevedono gli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio della Camera per quanto riguarda il capitolo del decreto Rilancio dedicato alle imprese. L’elenco completo delle modifiche è consultabile e scaricabile in PDF in fondo all’articolo.

Nuovi contributi a fondo perduto e fiere

Per sostenere l’industria del tessile, della moda e degli accessori (con particolare riguardo alle “start-up che investono nel design e nella creazione”) saranno erogati contributi a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili degli investimenti che un decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (da adottare entro 60 giorni dalla conversione in legge del Dl Rilancio) stabilirà. Il limite di spesa per questa misura è di 5 milioni di euro.

Per il 2020 le aziende del tessile, moda e accessori potranno beneficiare di un credito d’imposta del 30% (utilizzabile esclusivamente in compensazione) sul valore delle rimanenze finali di magazzino “eccedente la media del medesimo valore registrato nei tre periodi d’imposta precedenti”. Per questa misura il limite massimo è di 45 milioni. I soggetti beneficiari saranno specificati da un decreto del Ministro dello Sviluppo Economico.

Le imprese dei settori ricreativo e dell’intrattenimento, dell’organizzazione di feste e cerimonie (tra le più danneggiate dall’emergenza Covid-19) riceveranno contributi a fondo perduto, secondo criteri che saranno stabiliti da un decreto del Ministro dell’Economia entro trenta giorni dalla conversione in legge del decreto Rilancio. Il limite di spesa per questa misura è di 5 milioni di euro, e dovranno essere privilegiate “le imprese che presentano una riduzione del proprio fatturato su base mensile” di almeno il 50% “rispetto a quello del 2019”.

Il credito d’imposta al 30% sulle spese delle PMI per la partecipazione a fiere internazionali era stato esteso anche alle “fiere e manifestazioni commerciali all’estero” disdette a causa del Covid-19. Ai 10 milioni stanziati per il 2020 ora se ne aggiungono 30 per le grandi imprese e per gli operatori del settore fieristico: saranno utilizzate per il “ristoro dei danni prodotti dall’annullamento o dalla mancata partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali in Italia”.

Più risorse per le start up innovative

Un emendamento approvato interviene sulle risorse (10 milioni) destinate dal decreto Rilancio al sostegno delle start up innovative tramite contributi a fondo perduto per l’acquisto di servizi da parte di “incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative”. Il 5% (500.000 euro) della riserva sarà infatti destinato a iniziative:

  • di comunicazione sul sistema italiano delle start-up, con specifica attenzione alle iniziative avviate al fine di fronteggiare l’emergenza derivante dal Covid-19 e a quelle per i servizi di cui sopra
  • di promozione e valorizzazione delle attività delle imprese innovative, delle start-up e del sistema per l’acquisto di servizi degli incubatori, anche al fine di promuovere il raccordo tra imprese innovative e imprese tradizionali
  • di informazioni relative alle iniziative condotte in questo settore in attuazione di quanto stabilito dalla misura per i contributi a fondo perduto

I finanziamenti agevolati potranno avere un valore “pari a quattro volte l’importo complessivo delle risorse raccolte” dalla start-up, con un limite massimo di 1 milioni di euro per investimento.

Inoltre, si alza da 100.000 a 300.000 euro l’investimento massimo in PMI innovative su cui beneficiare della detrazione Irpef al 50%.

Le novità su ricapitalizzazioni e contratti di rete

Si estende la platea delle imprese che beneficiano delle agevolazioni sulle ricapitalizzazioni (il credito d’imposta fino al 30% dell’aumento di capitale o la possibilità di cedere titoli di debito al “Fondo Patrimonio PMI”): via libera anche alle “aziende in concordato preventivo di continuità con omologa già emessa che si trovano in situazione di regolarità contributiva e fiscale all’interno di piani di rientro e rateizzazione già esistenti” al 19 maggio 2020.

L’utilizzo delle risorse del Patrimonio Destinato (istituito dal decreto Rilancio per intervenire nel capitale delle s.p.a. con fatturato superiore a 50 milioni) viene ancorato alle “priorità definite nel Piano Nazionale di Riforma, in apposito capitolo dedicato alla programmazione economica”. Sull’utilizzo che farà il Ministero dell’Economia di questo strumento il Parlamento potrà esercitare un maggiore controllo: se infatti il funzionamento del Patrimonio Destinato (gestito da CDP) è subordinato ad un decreto del Ministro dell’Economia, questo sarà sottoposto al parere delle Commissioni di Camera e Senato (entro 14 giorni). Il Ministero dovrà inoltre ogni anno trasmettere alle Camere una relazione specifica su effetti e risultati delle operazioni effettuate con il Patrimonio Destinato. I contribuenti potranno investire i loro risparmi per la crescita dell’economia reale nel Patrimonio Destinato: CDP coinvolgerà infatti anche le società di gestione del risparmio italiane.

Si stabilisce inoltre che nel 2020 i contratti di rete potranno essere stipulati “per favorire il mantenimento dei livelli di occupazione delle imprese di filiere colpite da crisi economiche in seguito a situazioni di crisi o stati di emergenza dichiarati con provvedimento delle autorità competenti”. Tramite il distacco e la codatorialità si potrà quindi impiegare lavoratori delle imprese partecipanti alla rete che sono a rischio di perdita del posto di lavoro, inserire persone che hanno perso il posto di lavoro per chiusura di attività o per crisi di impresa, assumere figure professionali necessarie a rilanciare le attività produttive nella fase di uscita dalla crisi.

Affitti e locazioni

Il credito d’imposta sugli affitti (finora limitato alle imprese con fatturato massimo pari a 5 milioni di euro) viene esteso anche alle attività di commercio al dettaglio con ricavi superiori a questa soglia. In questo caso il credito d’imposta è al 20% del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività, e al 10% del canone dei contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda.

Ma non solo: per le attività nate dall’1 gennaio 2019, per aver diritto al credito d’imposta non bisognerà aver registrato un calo di fatturato del 50% tra 2020 e 2019 nei mesi di marzo, aprile e maggio (aprile, maggio e giugno per le strutture turistico-ricettive stagionali).

Il nuovo articolo 118-bis dà la possibilità agli enti territoriali di applicare uno sconto fino al 20% sulle tariffe delle proprie entrate tributarie e patrimoniali (come Imu e Tari) se il pagamento avviene tramite addebito diretto su conto corrente bancario o postale.

Il nuovo apporto al Fondo per il sostegno alle locazioni passa da 140 a 160 milioni: i 20 milioni in più serviranno infatti per rimborsare durante lo stato d’emergenza nazionale i canoni degli affitti degli studenti universitari fuori sede (con Isee fino a 15.000 euro). Un decreto del Ministro dell’Università e della Ricerca (entro 90 giorni dalla conversione in legge) fisserà le modalità attuative di questa misura.

Finanziamenti agevolati

Le imprese inoltre potranno richiedere con una semplice comunicazione scritta che il piano di ammortamento dei finanziamenti agevolati tramite il “Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca”, oltre che dei finanziamenti bancari associati, venga rinegoziato fino alla durata massima complessiva di 25 anni. Servirà una dichiarazione di un avvocato, commercialista, ragioniere ecc. che attesti la funzionalità della rinegoziazione per assicurare la continuità aziendale dell’impresa.

La conversione in legge del decreto Rilancio porterà con sé anche un incentivo alla creazione o trasformazione in società “benefit”: 7 milioni di euro saranno infatti dedicati ad assicurare un credito d’imposta del 50% sui costi relativi a queste operazioni sostenuti fino al 31 dicembre 2020.

Arriva un bonus sugli acquisti effettuati nel 2020 di scooter e moto elettrici o ibridi nuovi: il contributo è pari al 30% del prezzo di acquisto (con un massimo di 3.000 euro), che sale al 40% (massimo 4.000 euro) in caso di rottamazione contestuale di un veicolo euro 0, 1, 2 o 3 oppure di ritargatura obbligatoria.

Il Fondo per la crescita sostenibile riceve altri 15 milioni di euro per erogare finanziamenti agevolati per la costituzione di società “da parte di lavoratori di imprese in crisi o provenienti da imprese in crisi, per la promozione e lo sviluppo di società cooperative che gestiscono aziende confiscate alla criminalità organizzata e di cooperative sociali per la salvaguardia dei livelli di occupazione”.

Il Fondo per la prevenzione dell’usura viene rifinanziato con altri 10 milioni “per interventi a favore di soggetti esposti al rischio di usura”.

Il Fondo per la competitività delle filiere agricole viene aumentato di 5 milioni per “sostenere il settore agricolo e agroalimentare, anche attraverso l’erogazione di contributi a fondo perduto alle imprese”.

Raddoppia, con altri 30 milioni, la dotazione della riserva dedicata all’erogazione di garanzie sui finanziamenti per la liquidità delle Federazioni Sportive Nazionali e delle associazioni/società dilettantistiche.

La sospensione sulle rate dei prestiti fino al 30 settembre 2020 e tutte le altre misure di sostegno finanziario per le PMI disposte dall’articolo 56 del decreto Cura Italia vengono estese ai vari finanziamenti concessi alle imprese dei territori del terremoto dell’Emilia del maggio 2012.

Le altre modifiche

Per quanto riguarda i bilanci aziendali chiusi entro il 23 febbraio 2020 ma non ancora approvati, nel valutare le voci secondo la prospettiva della “continuità aziendale”, non bisognerà tenere conto “delle incertezze e degli effetti derivanti dai fatti successivi alla data di chiusura del bilancio”. Anche nel bilancio di esercizio del 2020, per la continuità aziendale, si potrà considerare solo le risultanze dell’ultimo bilancio chiuso entro il 23 febbraio 2020 (senza considerare quindi gli eventi legati all’emergenza Covid-19).

Il credito d’imposta del 60% sulle spese di sanificazione e acquisto di DPI viene esteso alle “strutture ricettiva extra alberghiere a carattere non imprenditoriale” (b&b a conduzione familiare).

Il “Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive” viene aumentato di 4 milioni di euro in favore degli “imprenditori che hanno subito danni economici a causa dell’epidemia da Covid-19 e vittime di richieste estorsive”.

Sale da 4 a 6 milioni la spesa per il 2020 per le misure di assistenza ai cittadini all’estero in condizioni di indigenza o di necessità.

Ulteriori 5 milioni di euro sono dedicate per sviluppare “servizi di informazione, export management e promozione di contatti commerciali per le PMI, anche attraverso piattaforme digitali, da parte delle camere di commercio italiane all’estero”.

Anche per le aziende della ceramica artistica e di qualità arrivano 2 milioni di euro per il 2021, destinati “all’elaborazione e alla realizzazione di progetti finalizzati al sostegno e alla valorizzazione dell’attività ceramica artistica e tradizionale”. Le risorse saranno assegnate con le modalità fissate da un decreto del Ministro dello Sviluppo Economico.

Di seguito è possibile consultare e scaricare in PDF l’elenco completo delle proposte emendative approvate dalla Commissione Bilancio della Camera sul titolo II del decreto Rilancio.

Emendamenti approvati titolo II

 

Francesco Bruno

Giornalista professionista, laureato in Lettere all'Università Cattolica di Milano, dove ha completato gli studi con un master in giornalismo. Appassionato di sport e tecnologia, compie i primi passi presso AdnKronos e Mediaset. Oggi collabora con Dazn e Innovation Post.

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