Cresce il numero dei brevetti italiani che utilizzano tecnologie robotiche: le regioni del Nord guidano la spinta innovativa del Paese

Nell’ultimo decennio quasi 6 mila dei 40 mila brevetti italiani depositati in Europa utilizza tecnologie robotiche: questo è il dato che emerge da un’analisi presentata da Unioncamere-Dintec sulla base dei brevetti presentati all’European Patent Office (EPO) tra il 2010 e il 2019.

L’analisi mostra che negli ultimi 10 anni, l’Italia ha puntato soprattutto sulle tecnologie abilitanti (Key Enabling Technologies) e su quelle a tutela dell’ambiente. Proprio gli investimenti su queste tecnologie hanno permesso al nostro Paese di mantenere, anche nel 2019, il quarto posto nella classifica europea per numero di brevetti presentati, dietro Germania, Francia e Paesi Bassi.

Il settore medicale e quello dell’imballaggio rimangono gli ambiti nei quali si è trasferita maggiormente l’innovazione italiana in Europa e le regioni del Nord-Est e del Nord-Ovest sono quelle che guidano la spinta innovativa del Paese.

La crescita dell’advanced manufacturing e delle tecnologie green

Dal 2010 l’Italia ha investito molto su quelle tecnologie che la Commissione Europea ha definito “abilitanti”. Queste comprendono “sistemi di produzione e servizi, processi, impianti e attrezzature associati, compresi automazione, robotica, sistemi di misurazione, elaborazione delle informazioni cognitive, segnali, elaborazione e controllo della produzione mediante sistemi di informazione e comunicazione ad alta velocità”.

I brevetti relativi alle tecnologie abilitanti presentati nell’ultimo decennio sono stati 8 mila, con una crescita annua dello 0,7%, a fronte di un tasso di crescita del numero di brevetti dell’ 1% annuo. Delle 6 categorie in cui si raggruppano le tecnologie abilitanti (biotech, fotonica, materiali avanzati, nano e micro–elettronica, nanotecnologie e manifattura avanzata), quella ad essere cresciuta maggiormente è proprio l’advanced manufacturing, con 6 mila brevetti presentati dal 2010.

A trainare la crescita di questo settore è l’Emilia Romagna, che con un totale di 1.586 brevetti presentati è la regione d’Italia che investe maggiormente nelle tecnologie di automazione industriale, dei robot e dell’intelligenza artificiale. Seguono la Lombardia (con 1.519 brevetti presentati), il Veneto (692), il Piemonte (537) e la Toscana (458).

L’altra grande componente tecnologica sulla quale l’Italia sta fortemente investendo negli ultimi anni è quella green: nello specifico, l’analisi di Unioncamere-Dintec ha riscontrato che i brevetti relativi alle tecnologie a tutela dell’ambiente hanno rappresentato il 7% del totale, con una spinta maggiore a partire dal 2016.

Innovazioni concentrate nel settore medico e degli imballaggi

Il settore medicale e quello degli imballaggi restano i settori dove, da più di quindici anni, si concentrano gli sforzi innovativi italiani. Nell’ambito medico, in particolare, nel 2019 si contano 437 domande di brevetto europeo provenienti dal nostro Paese.

Nel campo degli imballaggi, invece, sono state 278 le invenzioni presentate, mentre in terza posizione si collocano i brevetti legati ai veicoli (203).

Nel periodo considerato crescono soprattutto gli strumenti di misurazione prove, che recuperano ben due posizioni rispetto al 2010 e rubano il podio alla chimica organica, precipitata alla quindicesima posizione nel 2019.

Cresce la spinta innovativa del Nord Italia, cala quella del Sud e delle Isole

Una spinta innovativa a cui hanno contribuito maggiormente le regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est della nostra Penisola: infatti, nel decennio considerato, il numero di brevetti registrati in Euoropa provenienti da queste regioni è cresciuto del 14% rispetto ai dati del 2010.

Nello specifico, guardando ai 4.242 brevetti italiani depositati nel 2019, si riscontra che il 73% del totale è costituito da brevetti provenienti da Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Piemonte. Nella top 10 a livello provinciale, si registra il primato di Milano, seguita da Bologna e Torino. Va inoltre registrata una notevole crescita del numero di brevetti provenienti dalla provincia di Monza e Brianza, che dal 15° posto del 2010 balza al 9°, con una crescita superiore al 110%.

Diminuisce invece il contributo del Sud e delle Isole. Tra le province del Mezzogiorno, le più significative sono Napoli e Bari, che hanno però avuto performance diverse nello scorso decennio: Napoli resta la provincia più produttiva di brevetti (ma registra un calo del numero di brevetti presentati del 38%), mentre Bari conferma sostanzialmente la sua produzione di domande (registrando un leggero calo, da 25 a 23 domande). Rimane pressoché invariato il contributo delle regioni del Centro Italia.

Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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