Più automazione e robotica nella Logistica dopo la pandemia

La pandemia sta accelerando gli investimenti in robotica e automazione nel settore della logistica e ha accelerato le tendenze a lungo termine, come la carenza di manodopera, la crescita della distribuzione omnichannel e l’aumento dell’e-commerce: è quanto emerge da un white paper realizzato da ABB sul futuro dell’industria logistica.

Il documento esamina il settore della logistica nell’era post Covid-19 e le tendenze che impattano l’industria. Fornisce, inoltre, indicazioni su come le aziende possono aumentare la flessibilità delle loro operazioni e la resilienza delle loro supply chain con la robotica e l’automazione.

L’impatto della pandemia sull’industria logistica

Il rapporto è stato commissionato a seguito di un sondaggio globale delle aziende di logistica e trasporto condotto da ABB, con il 91,5% degli intervistati che ha dichiarato che le loro operazioni sono state colpite dalla pandemia.


All’inizio del 2020, infatti, le aziende hanno dovuto improvvisamente affrontare un aumento della domanda di una gamma diversificata di merci causato dalla drammatica esplosione degli ordini online e delle consegne a domicilio.

Allo stesso tempo, le aziende hanno dovuto compensare le assenze del personale causate da diversi fattori,  come l’autoisolamento e le misure di allontanamento sociale. Di conseguenza, hanno dovuto adattare i loro processi, orientandosi sempre più verso la robotica e l’automazione.

“I clienti della logistica si stanno rendendo conto che l’adozione di soluzioni robotizzate e di automazione può aggiungere un valore reale alle loro attività, consentendo loro di soddisfare rapidamente le mutevoli richieste dei consumatori e del mercato, svolgendo al contempo un ruolo nella sicurezza dei dipendenti, in termini di protezione della forza lavoro dal rischio di infezioni e di automazione dei lavori più rischiosi”, commenta Marc Segura, Group Senior Vice President Managing Director Consumer Segments & Service Robotics di ABB.

Dall’egemonia dei big player ai consumatori che dettano i trend di mercato

Ma ben prima della pandemia sia il settore del retail che quello della logistica hanno subito diverse trasformazioni. I settori sono profondamente cambiati negli ultimi 50 anni, soprattutto in merito alle relazioni di “potere” all’interno del mercato, ossia dei soggetti che determinano i trend da seguire per quanto riguarda i prodotti da vendere.

Si è passati da una situazione di dominanza dei big player (negli anni ’70 – ’80), che dettavano i trend di acquisto dei consumatori, a un sistema che ha visto affermarsi brand privati, piccoli retailer che alla fine degli anni ’90 si sono imposti sui mercati internazionali.

In questo periodo il mercato sta attraversando altre trasformazioni, alimentate dai progressi tecnologici e da una maggiore attenzione alla sostenibilità. Il “potere” si è spostato nelle mani dei consumatori, che dettano ora le linee guida alle aziende su quali prodotti presentare sul mercato.

Di conseguenza, anche i metodi produttivi si sono evoluti, passando da una produzione di massa rivolta a segmenti di consumatori a una produzione guidata dai dati e che pone l’attenzione sui bisogni del singolo consumatore

Cambiano anche i metodi distributivi, dalla vendita di massa al dettaglio alla vendita direttamente al consumatore, con possibilità per la stessa azienda di utilizzare diversi canali. Ed è stato soprattutto l’e-commerce ad essersi affermato negli ultimi anni, soprattutto sotto la spinta accelerativa data dalla pandemia.

Cambiamenti che hanno spinto le aziende a rivedere i loro valori fondamentali, offrendo prodotti e servizi sostenibili, basati sull’esperienza del singolo consumatore e in linea con la “missione” dell’azienda.

“Cambiamenti che richiedono maggiore innovazione e attenzione al portfolio che le aziende offrono ai clienti e che hanno un grande impatto su come organizziamo le supply chain fisiche. Crediamo che ci stiamo muovendo verso nuovi modelli di produzione e distribuzione, flessibili e condivisi“, commenta  Bart van Dijk, Partner della società di consulenza A.T Kearney.

Il modello distributivo sta dunque cambiando, con le aziende che sono sempre più orientate a formare partnership strategiche per far fronte alle nuove necessità dei consumatori e che utilizzano i dati per analizzare il sentiment del mercato e rivedere le proprie catene di fornitura.

Sfide che spingono le aziende a investire sempre di più nell’automazione dei processi di produzione e distribuzione, anche per far fronte alla mancanza di mano d’opera.

“La complessità di questo scenario non può essere affrontata se non si fa ricorso alle giuste tecnologie, preferibilmente scalabili e a partnership strategiche, perché nessuna azienda può farcela da sola”, aggiunge Dijk.

Una complessità che porterà le aziende a concentrarsi su nuove priorità nei prossimi anni. Secondo le previsioni di A.T Kearney, il modello di business asset-light – in cui un’azienda possiede relativamente meno beni capitali rispetto al valore delle sue operazioni – si diffonderà sempre di più, poiché l’attenzione delle aziende dovrà spostarsi dagli asset fisici ai consumatori.

A questo si accompagneranno maggiori investimenti nelle tecnologie e nel digitale per abilitare la resilienza e la flessibilità di cui c’è bisogno. Nei prossimi anni, inoltre, le aziende saranno anche in grado di anticipare i flussi di riciclaggio, rinnovamento e restituzione dei materiali.

La crescita dell’e-commerce stimolerà gli investimenti in automazione

Trasformazioni che sono state accelerate dalla pandemia, che ha portato a una rapida crescita delle vendite realizzate attraverso portali di e-commerce.

Infatti, le vendite su Internet nell’UE sono cresciute del 30% tra aprile 2019 e aprile 2020, con tassi di crescita simili negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Cina, con conseguente aumento della domanda di automazione del magazzino, compresa la robotica .

Si stima che gli investimenti nell’automazione del magazzino cresceranno a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 12,6% entro il 2023, con una domanda eccezionalmente forte di robot di raccolta dei pezzi, che registreranno un CAGR del 98,7%.

Inoltre, i cambiamenti nelle politiche commerciali globali, la natura mutevole della domanda di prodotti personalizzati da parte dei consumatori e l’aspettativa di consegna il giorno successivo o addirittura lo stesso giorno stavano già portando gli operatori lungimiranti a ripensare i loro approcci.

Le soluzioni di ABB per affrontare questi cambiamenti

In questo scenario, le tecnologie della robotica e dell’automazione avranno un ruolo sempre più importante. Da un lato, continueranno ad apportare benefici alle aziende in ambito di produttività, efficienza e sicurezza, dall’altro saranno proprio queste tecnologie ad assicurare alle aziende la flessibilità e la resilienza di cui hanno bisogno.

ABB sta dunque rivedendo il suo portfolio per offrire ai propri clienti gli strumenti di cui hanno bisogno per navigare in questo “nuovo mondo”.

Un portfolio tradizionalmente basato su due pilastri, smart machines e robotica, che grazie alla recente acquisizione (luglio 2021) del Gruppo Asti Mobile Robots si arricchisce con nuove soluzioni di robotica mobile: veicoli a guida autonoma e periferiche, moduli di trasporto e software, transport application e smart system.

“Oggi i canali distribuitivi sono cambiati, il consumatore può acquistare il prodotto presso il negozio o comprarlo online e ritirarlo presso un punto vendita, oppure riceverlo direttamente a casa. Questo richiede alle aziende metodi di produzione e distribuzione più resilienti e flessibili, se non vogliono scomparire dal mercato”, commenta Mark Segura, Managing Director Consumer Segment & Service Robotics di ABB. 

Ed è qui, precisa Segura, che il portfolio di soluzioni hardware e software messo insieme negli anni da ABB può venire in soccorso alle aziende.

“Investendo nelle giuste soluzioni di automazione e robotica, le aziende della distribuzione possono gestire in un’unica linea diversi ordini per diversi canali di spedizione e aprire così nuove opportunità di business”, aggiunge Segura.

Il nuovo white paper di ABB evidenzia come la robotica e l’automazione possono aiutare le aziende a sostenere la loro forza lavoro, ad aumentare la produttività e a gestire il passaggio alla distribuzione omni-canale e a capitalizzare la crescita dell’e-commerce.

Le soluzioni modulari di ABB integrano perfettamente le tecnologie pertinenti e offrono già prestazioni migliorate in aree chiave: prelievo degli articoli, pallettizzazione, depallettizzazione, ripallettizzazione, sistemi robotizzati di stoccaggio e recupero e singolarizzazione e smistamento.

Questo aiuta le aziende del settore logistico a migliorare l’efficienza, la flessibilità e la produttività delle loro operazioni. Il documento delinea anche cinque passi per le aziende per adottare con successo la robotica e l’automazione e presenta casi di studio di aziende che hanno efficacemente incorporato l’automazione nelle loro operazioni.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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