La via della digitalizzazione per recuperare efficienza e sostenibilità: tutte le novità di Schneider Electric per l’energia e l’automazione

Digitalizzazione ed elettrificazione: sono questi gli elementi chiave che secondo Schneider Electric possono consentire un’accelerazione degli sforzi verso un’economia più sostenibile in ogni ambito, dall’industria, alla mobilità e alla gestione degli smart building.

L’azienda – che nel 2021 è stata riconosciuta da Corporate Knights come l’azienda più sostenibile al mondo – ha presentato nel corso del suo “Innovation Summit World Tour 2021” la sua strategia per la sostenibilità, oltre a numerose novità, sia hardware che software, per accompagnare i propri clienti verso un percorso di digitalizzazione orientato a una maggiore efficienza e sostenibilità.

Novità che l’azienda ha sviluppato grazie alle acquisizioni strategiche degli ultimi anni, come quella di Aveva Group,  azienda britannica fornitrice software per i settori Oil & Gas, Power e Marine, che Schneider Electric ha acquisito nel 2017.


Schneider Electric si propone di offrire ai clienti soluzioni che favoriscano un’automazione senza interruzione in quattro dimensioni chiave, che consentono di raggiungere una maggiore efficienza:

  • stretta integrazione tra energia e automazione
  • connessione senza interruzione di ogni ambiente della fabbrica, dai singoli end point al cloud, per un Digital Twin virtuale di tutto l’impianto
  • collegare attraverso un unico flusso digitale (connesso a un unico Digital Twin) tutti i processi gestionali degli asset, dalla progettazione alla costruzione, alla gestione delle operazioni fino alla manutenzione
  • una gestione completamente diversa delle varie strutture aziendali, che superi la classica gestione “site by site” in favore di una gestione integrata.

Al centro di tutto l’evento vi è stata l’attenzione alla sostenibilità, con un appello di Electric Jean-Pascal Tricoire, Presidente e Ceo di Schneider, rivolto all’industria affinché si intensifichino drasticamente e immediatamente gli sforzi per la decarbonizzazione del settore energetico, ma anche dell’industria in senso più ampio.

Un appello che parte dai risultati di una ricerca condotta proprio da Schneider Electric che ha concluso la necessità di ridurre le emissioni del 30-50% rispetto ai livelli correnti entro questo decennio, per centrare l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro 1,5°C .

“Nonostante la crescente attenzione alla sostenibilità, e nonostante siano sempre di più le aziende che fissano obiettivi ambiziosi per combattere il cambiamento climatico, vediamo da questa ricerca che è necessario correre. Come Schneider Electric, riteniamo di poter giocare un ruolo unico nella soluzione di questa sfida”, commenta Tricoire.

Un impegno, quello della sostenibilità, che l’azienda porta avanti da più di un decennio e che intende ulteriormente intensificare attraverso il potenziamento della divisione di consulenza dedicata alla sostenibilità, per aiutare a rispondere all’esigenza di fare progressi sulla transizione energetica e sugli obiettivi climatici.

Non solo, l’azienda è impegnata anche a promuovere la sostenibilità lungo tutta la sua catena di fornitura. A questo scopo, nel 2021 verranno selezionati progetti a zero emissioni per sostenere mille fornitori tra i principali dell’azienda e aiutarli nel loro percorso di decarbonizzazione.

E proprio perché l’azienda ritiene che questa strada debba necessariamente passare dall’automazione basata sull’open innovation, nel corso dell’evento ha annunciato anche una “partnership per il futuro”, MySchneider Partner Program, con la quale incoraggia soluzioni trasformative e collaborative all’interno dell’ecosistema di gestione dell’energia di Schneider Electric, compresi i contenuti curati per i partner.

Nel corso dell’evento Schneider Electric ha presentato tutte le sue novità per l’energia e l’automazione. Vediamole.

La Universal automation per l’industria del futuro

“L’industria si trova oggi a un punto di non ritorno e dobbiamo prendere decisioni coraggiose per essere in grado di raggiungere i nostri obiettivi di sviluppo sostenibile”, commenta Ali Haj Fraj, Senior Vice President, Digital Plant and Machine Solutions.

Va quindi ripensato e reinventato, sostiene Fraj, il modo in cui le aziende si approcciano alle operazioni, in un’ottica non solo di una maggiore automazione ed efficienza, ma anche per permettere alla forza lavoro  di contribuire a questo cambiamento.

E questo non può avvenire senza standard comuni e sistemi aperti, perché il cambiamento richiede “un novo modo di pensare, completamente digitale, dove il software e i dati giocano un ruolo chiave”.

Un cambiamento che non può essere affrontato da un solo vendor o da una singola impresa e che richiede il superamento delle soluzioni di automazione industriale proprietarie.

La nuova versione di EcoStruxure Automation Expert pensata appositamente per gli impianti idrici

Ed è proprio in quest’ottica che Schneider Electric ha lanciato, lo scorso anno, la sua prima soluzione di universal automation: EcoStruxure Automation Expert, una nuova categoria di soluzioni plug and produce basate sullo standard IEC61499 per l’automazione industriale.

Quest’anno, l’azienda ne presenta una nuova versione, EcoStruxure Automation Expert v.21.2. Dopo che la versione precedente ha ottenuto ottimi risultati nei settori dei beni di consumo e della logistica, questa versione è pensata appositamente per l’efficientamento delle operazioni degli impianti idrici e delle acque di scarico.

Un settore dove gli stabilimenti hanno un ciclo di vita di circa 25-35 anni e che rimangono quindi spesso legati alle soluzioni di un unico venditore. Un fattore che ostacola l’innovazione del settore e che Schneider Electric vuole superare fornendo una soluzione di automazione non vincolata all’hardware.

La nuova versione si integra perfettamente con il portfolio di soluzioni Aveva per una migliore gestione del ciclo di vita degli asset degli impianti, grazie alla possibilità di creare repliche virtuali, che permettono di risparmiare tempo e risorse nella gestione dell’impianto.

La nuova versione, inoltre, introduce una soluzione di visualizzazione nativa, EcoStruxure Automation Expert HMI, ora disponibile su pannelli locali a basso costo e più opzioni linguistiche (tra cui l’italiano) per una gestione dell’interfaccia più semplice.

EcoStruxure Power, per una gestione più efficiente dell’energia

Sempre appartenente alla famiglia di soluzioni EcoStruxure, Schneider Electric ha presentato EcoStruxure Power. Questa completa architettura e piattaforma IoT è progettata per digitalizzare e semplificare l’infrastruttura di distribuzione elettrica, offrendo un’alimentazione affidabile “always-on” per edifici commerciali, sanitari, data center, industria e infrastrutture.

La nuova versione vanta caratteristiche di cybersecurity avanzate, connettività migliorata e analisi predittiva che lavorano per ridurre gli incendi elettrici e garantire la sicurezza delle attrezzature e del personale.

Inoltre, la nuova versione di EcoStruxure Power è appositamente progettata per ridurre al minimo i tempi di inattività dell’alimentazione, proteggere proattivamente le infrastrutture e le attrezzature critiche dai pericoli dei guasti elettrici e permettere una migliore integrazione delle energie rinnovabili pulite.

Inoltre, la soluzione è appositamente progettata per aiutare a prevenire interruzioni e perdite aziendali. Con questa nuova versione, Schneider Electric ha migliorato la sua applicazione di “Monitoraggio Termico Continuo” per ridurre il rischio di incendi elettrici e i tempi di inattività elettrica non pianificati, misurando la temperatura nei punti critici di connessione nelle apparecchiature elettriche MV e LV con sensori wireless e monitorando i potenziali gas di scarico del cablaggio elettrico con PowerLogic HeatTag, unnuovo sensore smart dell’azienda.

Grazie ai software edge dell’azienda – come EcoStruxur Power Monitoring Expert – è anche possibile monitorare, analizzare e creare avvisi su condizioni anomale e ricevere raccomandazioni di manutenzione predittiva, attraverso l’abbonamento a EcoStruxure Asset Advisor.

La nuova versione, in aggiunta, offre l’integrazione della protezione dall’arco elettrico nelle offerte Easergy P5 e Acti 9 Active, proteggendo sia le apparecchiature che il personale da eventi arc flash attraverso la mitigazione dell’energia o il rilevamento di archi elettrici per prevenire scosse o rischi di incendio.

EcoStruxure Building Graph per una migliore gestione degli smart building

Tra le soluzioni presentate anche una rivolta a una gestione più efficiente degli edifici intelligenti, EcoStruxure Building Graph, un nuovo sistema operativo per edifici e una piattaforma di dati collegati.

Il sistema operativo fornirà il gemello digitale degli edifici per un accesso continuo e in tempo reale ai dati e al controllo dei sistemi dell’edificio. La soluzione è stata pensata per smart building ad uso abitativo, commerciale, ma anche per applicazioni nell’industria.

EcoStruxure Building Graph collega i dati attraverso vari sistemi e dispositivi IoT e consente l’accessibilità sicura dei dati e lo sviluppo di applicazioni.

La soluzione si integra facilmente con e soluzioni on-premise di Schneider Electric per le stanze connesse e il Building Management System (BMS) attraverso EcoStruxure Building Operation. È anche completata dalle applicazioni cloud native di Schneider Electric, Engage Enterprise e Building Advisor, così come dal partner industriale Planon.

Partenze motore TeSys Giga

La nuova generazione di partenze motore della serie TeSys Giga è stata riprogrammata per offrire un’esperienza cliente più semplice e basata ulteriormente sulla comprovata affidabilità e sull’elevata durata elettrica.

Con 56 brevetti all’attivo, la serie TeSys Giga Motor Starters è progettata per soddisfare le esigenze dei macchinari di processo, nel settore idrico e nella gestion delle acque di scarico, dei metalli, dei minerali e delle miniere, nonché di varie industrie di produzione e lavorazione.

La nuova serie TeSys Giga Motor Starters riduce il tempo e la complessità dell’ingegneria, migliorando al contempo l’affidabilità della macchina e riducendo i costi di manutenzione e i tempi di fermo.

Il design è modulare e permette una facile sostituzione dei pezzi di ricambio, migliorando l’affidabilità e la robustezza fino al 90%, con un tempo di integrazione e messa in servizio fino al 50% più veloce.

Rispetto alla serie precedente le dimensioni sono state ridotte del 40%, per consentire uno spazio di installazione ottimale dell’armadio. Inoltre, è possibile abilitare la manutenzione predittiva attraverso la diagnostica dell’usura dei contatti e il rilevamento della sovra/sotto tensione della bobina.

Un metodo di calcolo unico fornisce uno stato più preciso, riducendo significativamente il tempo di inattività e ottimizzando il funzionamento del sito con l’indicatore del livello di usura delle punte, l’indicatore di sotto/sotto tensione della bobina, l’indicatore di guasto interno e l’indicatore di stato di apertura e chiusura del contattore.

Inoltre, i nuovi contatti ausiliari (17 V, 1 mA, 10-8) consentono una migliore affidabilità in ambienti difficili e sono conformi alle applicazioni di ingresso PLC ad alta densità.

Il primo quadro primario connesso di default

L’azienda ha presentato MCSeT Active, il suo primo quadro primario connesso di default, progettato per l’uso in installazioni critiche nel settore minerario, dei metalli, della produzione di petrolio e gas e per la produzione automobilistica.

Con l’aggiunta di funzionalità digitali, MCSeT Active permette di monitorare gli asset per garantire che tutto funzioni correttamente, avvisare il cliente se qualcosa ha bisogno di manutenzione o attenzione, o raccogliere informazioni sui dati per migliorare l’efficienza d’uso.

I dati sulle prestazioni delle attrezzature e un Digital Logbook proprietario che contiene il manuale di tutte le attrezzature, le specifiche e la storia di servizio unica possono essere accessibili in remoto o localmente utilizzando uno strumento di gestione delle strutture sicuro basato su app e un sistema di codici QR.

MCSeT Active è frutto della strategia di Schneider, orientata a un approccio nativo digitale nella sua ultima gamma di quadri MT e BT come standard, direttamente dalla fabbrica. I clienti potranno beneficiare di servizi aggiuntivi, come il monitoraggio 24/7 basato sulle condizioni dei loro asset, o selezionare servizi aggiuntivi come le risposte automatiche per passare all’alimentazione di riserva senza la necessità di un intervento umano, per esempio.

MCSeT Active lavora in tandem con gli ultimi servizi digitali di Schneider per portare un approccio di manutenzione predittiva e preventiva alla distribuzione elettrica. Attraverso EcoStruxure Service Plan, i dati dai sensori IoT possono essere combinati con tecnologie basate su cloud per l’analisi al fine di identificare potenziali problemi negli asset critici connessi.

Con gli avvisi di manutenzione di EcoStruxure Asset Advisor, questi insight digitali offrono la possibilità di anticipare e affrontare i problemi prima che raggiungano livelli critici, mitigando i rischi per la sicurezza, evitando tempi di fermo non programmati, perdite operative e costosi interventi di manutenzione.

Più di venti progetti pilota MCSeT Active sono già in corso in tutto il mondo, utilizzando il monitoraggio 24/7 delle apparecchiature connesse, tra cui Arcelor Mittal, e Lafarge Holcim. Da specificare che MCSeT Active non è ancora commercializzato nel nostro Paese.

RM AirSeT, per la sostenibilità delle reti elettriche

Si allarga anche l’offerta di interruttori di media tensione (MV) con la possibilità di vedere presto anche sul mercato europeo la serie RM AirSeT, che combina il più recente quadro isolato in gas (GIS) con la tecnologia dell’aria pura e la connettività digitale.

Questo fornisce agli operatori un’arma potente per decarbonizzare e modernizzare la rete elettrica, consentendo al contempo alle utility di distribuzione elettrica di migliorare le prestazioni operative e l’affidabilità.

RM AirSeT è completamente sigillato dall’ambiente esterno, il che fornisce una protezione extra contro le condizioni difficili a cui le sottostazioni di rete possono essere esposte, come l’umidità o l’acqua salata. Questo design lo rende adatto alle utility, ma anche ad alcuni ambienti industriali.

Le versioni da 12kV e 24kV possono essere implementate a seconda dei requisiti del mercato locale. Una soluzione GIS che utilizza aria pura rimuove anche la necessità di un complesso e costoso riciclo del gas, il che minimizza il costo totale di proprietà dell’attrezzatura.

Il lancio di RM AirSeT fa parte del programma “Grids of the Future” di Schneider ed è una pietra miliare nei suoi progressi verso la produzione di un portafoglio completo di quadri senza SF6 – un potente gas serra –  entro il 2025.

Eliminando il suo uso nei quadri elettrici attraverso una combinazione innovativa e unica di aria pura e Shunt Vacuum Interruption (SVI), l’impronta ambientale delle reti elettriche può essere ridotta.

Dopo aver lanciato con successo il suo portafoglio completo di quadri elettrici di media tensione in Cina e aver ricevuto diversi premi per la sua eccellenza nella sostenibilità, Schneider Electric renderà RM AirSeT commercialmente disponibile nel 2022.

Nuovi quadri elettrici, interruttori e sensori collegati

Tra le novità anche una nuova gamma di quadri elettrici, interruttori e sensori collegati, pensati per la Suite EcoStruxure Power (altra novità presentata nel campo delle soluzioni di automazione industriale). Le novità, includono i quadri elettrici a bassa tensione PrismaSeT Active, la nuova generazione di interruttori scatolati ComPac e il sensore HeatTag PowerLogic.

Soluzioni pensate per la gestione efficiente e sicura degli smart building. Utilizzando nuove architetture di comunicazione, queste soluzioni danno al facility management un modo per “parlare” più facilmente con il sistema elettrico del loro edificio.

Il nuovo quadro di bassa tensione PrismaSeT Active è il primo sul mercato a includere la connettività cloud integrata, fornendo un accesso immediato agli allarmi intelligenti, all’analisi dell’uso dell’energia, alle tendenze e ai piani di manutenzione preventiva.

Questa connettività nativa, incorporata nel tetto dell’unità, permette agli utenti di rimanere costantemente aggiornati sulla distribuzione elettrica e di essere avvisati in caso di perdita di tensione.

Questo massimizza l’efficienza e la disponibilità di energia, creando al contempo la base per innovazioni future. Inoltre, il quadro elettrico PrismaSeT Active è progettato per consentire una facile integrazione wireless fino a 15 sensori.

Schneider Electric ha presentato una nuova generazione dei suoi interruttori automatici scatolati ComPacT, con un design rinnovato e fatto su misura per l’eccellenza operativa e una grande semplificazione delle attività di manutenzione.

La gamma ComPacT è ora pronta per la connettività, e gli accessori modulari plug-and-play espandono la capacità di capacità di monitoraggio avanzate. Questa svolta nel design si presenta in un’unità che ha la stessa forma e dimensione del suo predecessore, rendendo facile il retrofit degli interruttori già in uso e dando ai clienti la possibilità di espandere le capacità di ComPacT.

Un ulteriore miglioramento del design è l’introduzione di un frontalino semi-trasparente. Questa innovazione rende facile vedere a colpo d’occhio che tutti i componenti e gli ausiliari sono installati correttamente.

Anche la connettività rivoluziona e migliora l’installazione, la manutenzione o l’aggiornamento della nuova gamma ComPacT. I nuovi ausiliari wireless offrono agli utenti una migliore visione del loro sistema di distribuzione elettrica per massimizzare la disponibilità di energia.

Da precisare, anche qui, che sia PrismaSet Active che Compact Active non sono ancora commercializzati in Italia.

Sempre rivolto a una maggiore sicurezza è il nuovo sensore PowerLogic HeatTag, progettato per la prevenzione degli incendi nei quadri elettrici. La sua tecnologia di rilevamento proattivo del riscaldamento riduce drasticamente il rischio di incendio.

Attraverso un algoritmo di Intelligenza Artificiale, questo sensore wireless analizza continuamente l’aria all’interno del pannello in tempo reale per rilevare qualsiasi surriscaldamento dei cavi. Quando viene rilevata un’anomalia, molto prima che inizi un incendio o che appaia del fumo, una notifica viene ricevuta istantaneamente dal facility manager, sul suo smartphone o sul Building Management System.

Nuovi commutatori automatici intelligenti

Presentata anche una nuova gamma di commutatori automatici intelligenti, la nuova generazione di TransferPacT ATSE (Automatic Transfer Switching Equipment), per un’alimentazione di backup affidabile che offre una maggiore scalabilità e prestazioni robuste.

La famiglia di prodotti TransferPacT è disponibile in due diverse offerte: Automatico e Attivo Automatico. TransferPacT Automatic fornisce impostazioni rapide e un’interfaccia facilmente visualizzabile, mentre TransferPacT Active Automatic offre una funzionalità più completa e l’opzione di estendere a un HMI esterno.

Questo permette agli utenti la scalabilità e la flessibilità di estendere le funzioni di ATSE semplicemente aggiungendo moduli funzionali al crescere della domanda. Inoltre, gli aggiornamenti possono essere programmati senza alcuna interruzione dell’alimentazione.

Date le sue prestazioni robuste e affidabili che mantengono la continuità e la sostenibilità dell’alimentazione, TransferPacT ATSE si adatta a tutte le applicazioni critiche ed è stato specificamente progettato per potenziare il settore delle cosrtuzioni, per le strutture sanitarie, per i data center e i trasporti.

L’infrastruttura IoT della suite EcoStruxure è in grado di raccogliere dati da questi commutatori per abilitare modelli di manutenzione predittiva dell’intero building. Inoltre, un DPS e un cavo di rilevamento incorporati permettono agli utenti di risparmiare il 30% di tempo nell’installazione e nella messa in servizio.

Con una maggiore disponibilità di energia e un’efficienza potenziata dalla connettività e dalla sicurezza informatica, la tecnologia innovativa riduce i tempi di inattività garantendo velocità di trasferimento entro 500ms. Un design compatto e robusto aiuta TransferPacT a operare negli ambienti più difficili, con temperature di funzionamento da -25°C a 70°C.

APC Smart-UPS Ultra 5kW UPS, l’UPS monofase 2U 5kW più leggero e piccolo del settore

Tra le novità nell’offerta dei prodotti vi è APC Smart-UPS Ultra 5kW UPS, l’UPS monofase 2U 5kW più leggero e più piccolo del settore, che utilizza la tecnologia agli ioni di litio e semiconduttori di nuova generazione, massimizzando così il valore dello spazio IT.

La batteria agli ioni di litio di APC Smart-UPS Ultra 5kW dura fino a tre volte di più di un UPS tradizionale alimentato a valvole al piombo (VRLA) e non dovrà quindi essere sostituita in condizioni operative normali, con un conseguente total costo of ownership inferiore rispetto alle batterie VRLA.

Questo passaggio agli ioni di litio aiuta a eliminare le costose sostituzioni delle batterie, la manodopera e le spese relative alla manutenzione dell’UPS.  APC Smart-UPS Ultra 5kW è inoltre dotato di una garanzia di cinque anni.

Oltre alla durata della batteria, APC Smart-UPS Ultra 5kW è l’UPS agli ioni di litio più leggero del suo genere. È il 55% più leggero e il 30% più piccolo degli altri sul mercato, il che significa più spazio per l’IT. Questo lo rende perfetto per l’IT distribuito e gli ambienti periferici, in cui è importante massimizzare la superficie per ottimizzare i sistemi IT e aumentare i profitti.

Il nuovo APC Smart-UPS Ultra 5kW sarà disponibile in Nord America e Giappone nel primo trimestre del 2022, mentre la disponibilità globale è prevista sempre per il 2022, ma in un secondo momento.

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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