Bruxelles, presentata la nuova Agenda europea per l’innovazione

Aiutare l’Europa a sviluppare nuove tecnologie per affrontare le sfide sociali più urgenti e a immetterle sul mercato, assumendo un ruolo di leadership nel campo dell’innovazione: è questo lo scopo della nuova Agenda europea per l’innovazione adottata oggi dalla Commissione.

Il documento, che consentirà all’Unione europea di efficientare l’implementazione e massimizzare l’impatto dei progetti di innovazione su obiettivi strategici, delinea una serie di politiche e azioni da implementare tra la seconda metà del 2022 e il primo trimestre del 2024 ed è stato adottato dopo la revisione dei commenti giunti a seguito della consultazione pubblica, aperta tra il 12 aprile e il 10 maggio scorsi.

Le politiche e le linee di azione contenute nell’Agenda hanno lo scopo di sfruttare «la nuova ondata di innovazione tecnologica che sta emergendo da tante start-up europee e che ha la potenzialità di trainare l’innovazione dell’economia e della società europea» favorendo, tra le altre azioni, l’accesso di queste startup a finanziamenti in equity.

Questo consentirà all’Europa di assumere una posizione di leadership nelle sfide inerenti alla trasformazione digitale e sostenibile, introducendo benefici trasversali a vari settori: dalle energie rinnovabili all’agri-tech, dall’edilizia alla mobilità e alla salute, affrontando la sicurezza alimentare, riducendo la dipendenza energetica, migliorando la salute delle persone e rendendo le economie europee più competitive.

Le azioni “faro” dell’Agenda europea per l’innovazione

Gli interventi delineati nell’ambito dell’Agenda europea per l’innovazione si articolano in 25 azioni specifiche nell’ambito di cinque iniziative “faro” o “challenges” (in Inglese, sfide)

  1. finanziamenti per le scale-up deep tech (il deep tech è l’ambito delle tecnologie innovative di frontiera) per facilitare l’innovazione attraverso il miglioramento delle condizioni quadro, compresi gli approcci sperimentali alla regolamentazione (ad esempio, sandbox normativi, banchi di prova, laboratori viventi e appalti per l’innovazione)
  2. consentire l’innovazione tecnologica avanzata attraverso spazi di sperimentazione e appalti pubblici
  3. accelerare e rafforzare l’innovazione negli ecosistemi europei dell’innovazione in tutta l’Ue e affrontare il divario dell’innovazione, sostenendo la creazione di valli regionali dell’innovazione e aiutando gli Stati membri e le regioni a destinare almeno 10 miliardi di euro a progetti concreti di innovazione interregionale, anche nel campo dell’innovazione tecnologica profonda per le priorità chiave dell’Ue. Inoltre, le azioni che rientrano in questa linea di intervento sosterranno gli Stati membri nel promuovere l’innovazione in tutte le regioni attraverso l’uso integrato della politica di coesione e degli strumenti del programma Horizon Europe
  4. promuovere, attrarre e trattenere i talenti del deep tech, in modo da garantire lo sviluppo e il flusso di talenti deep tech essenziali nell’Ue e verso l’Ue attraverso una serie di iniziative, tra cui un programma di tirocini per l’innovazione per le startup e le imprese in scala, un pool di talenti dell’Ue per aiutare le startup e le imprese innovative a trovare talenti extra-UE, un programma per l’imprenditorialità e la leadership femminile e un lavoro pionieristico sulle stock option dei dipendenti delle startup
  5. migliorare gli strumenti di elaborazione delle politiche, che sarà la chiave per lo sviluppo e l’utilizzo di serie di dati solidi e comparabili e di definizioni condivise (startup, scale-up) che possano informare le politiche a tutti i livelli dell’Ue e per garantire un migliore coordinamento delle politiche a livello europeo attraverso il Forum del Consiglio europeo dell’innovazione

Le 25 azioni specifiche saranno coordinate nell’ambito di altri programmi e strategie europee per l’innovazione, la ricerca, lo sviluppo di competenze e l’indipendenza energetica. Oltre al collegamento con il programma Horizon Europe non mancano i riferimenti anche al programma Digital Europe, ad esempio nella parte dell’Agenda relativa alle infrastrutture di testing per l’Intelligenza Artificiale, che dovranno nascere in Europa già nel 2023 proprio a seguito delle call aperte nell’ambito della strategia di trasformazione digitale. 

L’agenda è in sinergia con altri programmi e sforzi che, negli ultimi anni, l’Europa ha messo in campo per accelerare sulla ricerca e l’innovazione e recuperare il ritardo o il divario rispetto ad altri Paesi in temi e tecnologie considerati strategici sia al benessere dell’Ue e dei suoi cittadini che al raggiungimento degli obiettivi della politica europea, anche a causa delle sfide sollevate dalla pandemia e dalle tensioni sullo scacchiere internazionale. Tra questi ricordiamo:

  • il Consiglio europeo per l’innovazione (EIC) istituito nel 2021 e dotato di un bilancio di 10 miliardi di euro, che mira a sostenere l’innovazione lungo l’intero ciclo di vita dell’innovazione, dalle prime fasi della ricerca alla prova di concetto, al trasferimento tecnologico, al finanziamento e allo sviluppo di start-up e PMI
  • l’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT), che ha assunto ulteriori compiti istituendo nuove comunità della conoscenza e dell’innovazione (CCI), ad esempio nel settore della cultura e della creatività, mettendo a disposizione dei cittadini un’ampia gamma di servizi
  • le risorse messe in campo nell’ambito della politica europea dell’Unione che vanno dal Green New Deal al pacchetto “Fit for 55” fino alla strategia RePowerEU

Accelerare sul finanziamento delle scale-up: le strategie dell’Europa

Particolarmente importanti sono gli sforzi volti a favorire l’accesso al finanziamento delle start-up e scale-up europee, vista l’attuale situazione che interessa questi attori dell’ecosistema innovativo.

L’Europa è, infatti, tra le regioni che crescono più rapidamente negli investimenti di capitale privato. Tra il 2016 e il 2020, ha registrato una crescita più rapida rispetto alla Cina e agli Stati Uniti, sebbene partendo da una base inferiore. Le startup europee hanno inoltre assorbito il 33% di tutti i capitali investiti a livello globale in round fino a 5 milioni di dollari, rispetto al 35% degli Stati Uniti.

Tuttavia, l’Ue ha un numero di scale-up tecnologiche significativamente inferiore a quello degli Stati Uniti e della Cina, e il finanziamento delle scale-up è in ritardo rispetto a quello delle start-up.

Una situazione di ritardo che è dovuta a molteplici fattori: i prodotti bancari tradizionali, come prestiti, linee di credito e scoperti bancari, continuano a essere la principale fonte di finanziamento esterno per le imprese europee, mentre le risorse alternative basate sul mercato, come il capitale proprio, svolgono un ruolo relativamente minore nell’UE.

Il sistema fiscale rafforza lo status quo, in quanto i pagamenti degli interessi sul finanziamento del debito sono deducibili dalle tasse, mentre nella maggior parte degli Stati membri i costi legati al finanziamento esterno del capitale proprio non lo sono. Rispetto a Stati Uniti e Cina, inoltre, dell’Ue mancano grandi fondi di venture capital (VC) disposti a sottoscrivere operazioni di valore elevato.

Per accelerare l’accesso al finanziamento delle start-up europee la Commissione stima che potrebbero essere mobilitati, entro il 2025, 45 miliardi di euro da fonti non sfruttate di capitale privato. Per quanto concerne le politiche europee, questa linea di intervento prevede:

  • una detrazione per la riduzione delle disparità tra debito e capitale sull’imposta sul reddito delle società (DEBRA), che aumenterebbe la disponibilità di capitale proprio e lo renderebbe più interessante per le imprese, riducendo il costo del nuovo capitale proprio in tutta l’UE
  • la proposta, entro fine anno, di una “legge sulle quotazioni” che semplificherà e alleggerirà i requisiti per la quotazione iniziale e continua di alcuni tipi di società al fine di ridurre i costi e aumentare la certezza del diritto per gli emittenti, salvaguardando al contempo la protezione degli investitori e l’integrità del mercato
  • rafforzamento del meccanismo europeo di Scale-Up Action for Risk Capital (ESCALAR) nell’ambito del programma InvestEU, il più grande pacchetto di investimenti mai adottato che ha lo scopo di favorire la ripresa nell’ottica del digitale e green
  • un nuovo indice che misurerà la diversità di genere nell’innovazione (innovation gender and diversity index) che raccoglierà dati relativi alla presenza femminile e di altre minoranze nelle start-up e scale-up europee
  • programmi a supporto della partecipazione femminile, come EIT’s Women2Invest, un’attività di accesso e formazione volta ad aiutare le donne provenienti da settori STEAM (scienza, tecnologia, ingegneria, arti e matematica) e che non hanno alcuna o scarsa conoscenza degli investimenti a familiarizzare con i fondamenti del capitale di rischio

Nell’ambito delle linee di intervento volte a vincere questa sfida, si intensificheranno anche gli strumenti già a disposizione del Consiglio europeo per l’innovazione, a cominciare da un nuovo bando dell’iniziativa “Scale-up 100”, che avrà lo scopo di identificare una 100 startup ad elevatissimo contenuto tecnologico che potrebbero diventare “unicorni” (cioè aziende con una valutazione superiore a 1 miliardo di euro).

Idrogeno, entro il 2025 nasceranno 50 ‘valli’ europee

Viste le tensioni geopolitiche con la Russia e la volontà della Commissione di accelerare sulla strada dell’indipendenza energetica, l’Agenda fissa anche nuovi obiettivi per quanto riguarda l’idrogeno a basso contenuto di carbonio, facendo seguito a quanto già indicato nella strategia di indipendenza energetica, REPowerEu.

Nello specifico, grazie a un’integrazione di 200 milioni di euro da parte di Horizon Europe, il numero di valli dell’idrogeno nell’Ue verrà raddoppiato a partire dal quarto trimestre del 2022, per arrivare a 50 entro il 2025. Queste valli copriranno diverse applicazioni dell’idrogeno e si combineranno in un ecosistema regionale integrato che coprirà l’intera catena del valore.

Le valli dell’idrogeno esistenti nell’Ue saranno inoltre collegate tra loro per accelerare la diffusione dell’economia dell’idrogeno nell’Ue, grazie ai finanziamenti del Meccanismo per collegare l’Europa.

Per stimolare il mercato europeo dell’idrogeno, inoltre, nel 2023 la Commissione istituirà un nuovo laboratorio di innovazione aperta nel settore dell’idrogeno rinnovabile, sempre nell’ambito delle iniziative connesse al programma Horizon Europe.

I soggetti attuatori di questo nuovo laboratorio di innovazione dovranno lavorare in conformità ai quadri giuridici e normativi europei e sull’aumento della circolarità “by design” per sostenere lo sviluppo di un’economia dell’idrogeno vivace lungo l’intera catena del valore.

Gli spunti provenienti dai 22 banchi di prova per l’innovazione aperta che sostengono l’adozione industriale delle innovazioni tecnologiche nei settori delle nanotecnologie e dei materiali avanzati informeranno la futura applicabilità di questo approccio. A ciò si aggiungerà la consulenza di gruppi di alto livello, come il “New Mobility Tech Group”, per facilitare i test e le prove delle tecnologie e delle soluzioni di mobilità emergenti nell’Ue (banco di prova europeo per la mobilità).

“Questa nuova Agenda per l’innovazione si basa sull’importante lavoro svolto negli ultimi anni e ci aiuterà ad accelerare la nostra transizione digitale e verde. L’Agenda è radicata nella sfera digitale, fisica e biologica e ci consentirà di affrontare meglio problemi scottanti, come rompere la dipendenza dai combustibili fossili o garantire il nostro approvvigionamento alimentare in modo sostenibile”, commenta Margrethe Vestager, Executive Vice-President per il programma “un’Europa pronta per l’era digitale”.

“La nuova Agenda europea per l’innovazione garantirà agli innovatori, alle start-up e alle scale-up, le loro imprese innovative per diventare leader globali dell’innovazione. Insieme, faremo dell’Europa il centro di potere globale per le innovazioni e le startup deep-tech”, aggiunge Mariya Gabriel, Commissaria per l’innovazione, ricerca, cultura educazione e giovani.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.