L’Italia “innovatrice moderata”: nella classifica UE si riduce il divario che la separa dai Paesi leader dell’innovazione

In termini di innovazione l’Italia si posiziona quindicesima in Europa, come Paese “moderatamente innovatore”, con un punteggio superiore alla media rispetto agli altri Paesi europei che si trovano nella stessa fascia e con performance che migliorano più in fretta della media UE: è quanto riporta il Quadro europeo di valutazione dell’innovazione pubblicato dalla Commissione.

Giunto alla sua ventunesima edizione, il Quadro europeo di valutazione dell’innovazione fornisce un’analisi comparativa dei risultati dell’innovazione nei Paesi dell’UE, in altri Paesi europei e nei Paesi limitrofi, con l’obiettivo di individuare i punti di forza e di debolezza relativi delle prestazioni nazionali in materia di innovazione e aiutare i Paesi a identificare le aree da affrontare. L’analisi, inoltre, sostiene lo sviluppo di politiche volte a rafforzare l’innovazione in Europa e a informare i responsabili politici, in un contesto globale in rapida evoluzione.

In base ai punteggi ottenuti, gli Stati membri rientrano in quattro gruppi di prestazioni: leader dell’innovazione (prestazioni superiori al 125% della media UE), innovatori forti (tra il 100% e il 125% della media UE), innovatori moderati (tra il 70% e il 100% della media UE) e innovatori emergenti (sotto il 70% della media UE). Per garantire l’utilizzo delle informazioni più recenti l’analisi utilizza, per diversi indicatori, dati provvisori. Rispetto agli anni precedenti, l’edizione di quest’anno ha incluso altri tre Paesi: Albania, Cile e Messico.

L’edizione 2022 del Quadro europeo di valutazione dell’innovazione mostra che i risultati dell’UE in questo ambito sono migliorati di circa il 10% dal 2015. Rispetto al 2021, i risultati in materia di innovazione nel 2022 sono migliorati per 19 Stati membri e diminuiti per otto. I Paesi che hanno riportato miglioramenti più significativi sono Cipro Estonia e Grecia. Per due innovatori emergenti, Croazia e Polonia, i risultati in materia di innovazione sono cresciuti più rapidamente della media UE.

Rispetto alla media dell’UE, i concorrenti globali come l’Australia, il Canada, la Repubblica di Corea e gli Stati Uniti continuano ad avere un vantaggio di rendimento rispetto all’Unione. Tuttavia, l’UE ha colmato il suo divario di prestazioni con questi Paesi e ha superato il Giappone dal 2021.

Innovazione, l’Italia corre per recuperare il divario con il resto d’Europa

L’Italia fa segnare un risultato inferiore alla media europea e si classifica come “innovatore moderato”. Lo score, pari al 91,6% della media UE, è però superiore alla media degli innovatori moderati (89,7%) e con un tasso di crescita superiore a quello europeo (17,4% contro una media UE del 9,9% ) che sta consentendo al nostro Paese di ridurre il gap con i Paesi classificati come “innovatori forti” e “leader dell’innovazione”.

L’analisi della Commissione, che tiene conto anche delle differenze strutturali tra il nostro Paese e il resto dell’UE – come un reddito pro-capite inferiore alla media Europea, un’economia più lenta e la prevalenza di PMI rispetto a medio-grandi imprese – evidenzia i punti di forza e di criticità in materia di innovazione, sottolineando anche quali hanno avuto un’evoluzione più positiva o negativa nel tempo.

Tra i punti di forza del nostro Paese vi sono: produttività delle risorse; pubblicazioni congiunte pubblico-privato; applicazioni di design; innovatori dei processi aziendali; sostegno governativo alle attività di R&S delle aziende. Contrariamente, vengono annoverati come punti di debolezza del nostro sistema di innovazione: percentuale di popolazione con istruzione terziaria; mobilità lavorativa delle risorse umane nei campi della scienza e della tecnologia; spesa in R&S delle imprese; venture capital expenditure.

Rispetto al 2015, la Commissione ha rilevato un forte miglioramento nel supporto governativo alle attività di R&S delle imprese, nel numero di pubblicazioni frutto di collaborazioni pubblico-private e nel numero di collaborazioni tra PMI innovative e altre tipologie di aziende.

Contrariamente, rispetto al 2015 si rileva un forte peggioramento in tecnologie per l’ambiente, numero di persone in possesso di un dottorato di ricerca ed esportazioni di beni a media e alta tecnologia.

Rispetto alla precedente rilevazione (2021), si sono registrati notevoli miglioramenti nella spesa per la formazione del dipendente, nell’esportazione di servizi ad alta intensità di conoscenza e nelle pubblicazioni congiunte pubblico-privato. Contrariamente, i fattori dove si sono registrati peggioramenti significativi rispetto al 2021 sono: innovazione dei processi aziendali, innovazione dei prodotti e vendite di prodotti innovativi.

Il quadro UE: ancora un forte divario tra Nord e Sud Europa

La Svezia continua a essere il Paese con i migliori risultati nell’UE. Altri leader dell’innovazione sono Belgio, Danimarca, Paesi Bassi e Finlandia. Rispetto all’edizione dello scorso anno, tre Paesi hanno cambiato gruppo di performance: i Paesi Bassi sono diventati leader dell’innovazione, Cipro un forte innovatore e l’Estonia un innovatore moderato.

In particolare:

  • Germania, Irlanda, Francia, Cipro, Lussemburgo e Austria sono forti innovatori, con risultati superiori alla media UE
  • Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Spagna, Italia, Lituania, Malta, Portogallo e Slovenia sono innovatori moderati
  • Bulgaria, Croazia, Lettonia, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia sono innovatori emergenti

Il divario dell’UE in materia di innovazione permane. I gruppi di performance tendono a concentrarsi geograficamente: i leader dell’innovazione e la maggior parte degli innovatori forti si trovano nell’Europa settentrionale e occidentale, mentre la maggior parte degli innovatori moderati ed emergenti nell’Europa meridionale e orientale.

Nell’ambito della Nuova agenda europea per l’innovazione, adottata nel luglio 2022, la Commissione si concentrerà sul superamento del divario dell’innovazione nell’UE e sul posizionamento dell’Europa come protagonista nel panorama dell’innovazione globale.

“Il Quadro europeo di valutazione dell’innovazione 2022 dimostra l’importanza di creare un ecosistema paneuropeo dell’innovazione. La Nuova agenda europea per l’innovazione, recentemente adottata, posizionerà l’Europa in prima linea nella nuova ondata di innovazioni deep-tech e garantirà che l’innovazione raggiunga tutte le regioni d’Europa, comprese le aree rurali”, commenta Mariya Gabriel, Commissaria per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù.

“L’autonomia e la competitività dell’Europa dipenderanno dalla nostra capacità di diventare leader tecnologici e commerciali in aree strategiche come lo spazio, la difesa, l’idrogeno, le batterie, i chip quantistici e il calcolo ad alte prestazioni. L’agenda europea per l’innovazione, il nostro sostegno alle start-up e alle PMI innovative, le alleanze industriali o gli IPCEI stanno già portando a progetti altamente innovativi in tutta Europa. È così che traduciamo la nostra eccellenza scientifica in leadership tecnologica e industriale e in posti di lavoro di qualità in Europa”, aggiunge Thierry Breton, Commissario per il Mercato interno.

Il rapporto

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Michelle Crisantemi

Giornalista bilingue laureata presso la Kingston University di Londra. Da sempre appassionata di politica internazionale, ho vissuto, lavorato e studiato in Spagna, Regno Unito e Belgio, dove ho avuto diverse esperienze nella gestione di redazioni multimediali e nella correzione di contenuti per il Web. Nel 2018 ho lavorato come addetta stampa presso il Parlamento europeo, occupandomi di diritti umani e affari esteri. Rientrata in Italia nel 2019, ora scrivo prevalentemente di tecnologia e innovazione.

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