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Dalla ricerca all’innovazione: Joiint Lab 2.0, focus su robotica avanzata, AI fisica e metaverso



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Rinnovato per altri 11 anni l’accordo tra l’Istituto Italiano di Tecnologia e Consorzio Intellimech che aveva dato vita nel 2020 al Joiint Lab. La prossima fase del progetto si concentrerà sullo sviluppo di tecnologie robotiche d’avanguardia e sul consolidamento di un modello di trasferimento tecnologico unico in Italia. Grazie a un investimento iniziale di 5 milioni di euro, l’iniziativa mira a trasformare il Joiint Lab in un polo di ricerca applicata capace di rispondere alle sfide globali del manifatturiero.

Pubblicato il 24 gen 2026



joiint lab



Trasformare le realtà industriali tradizionali attraverso l’applicazione della robotica e dell’intelligenza artificiale, favorendo la collaborazione uomo-robot e la loro co-evoluzione all’interno delle fabbriche del futuro: su questi temi sarà incentrato il prossimo decennio di Joiint Lab, laboratorio nato nel 2020 dalla collaborazione tra l’Istituto Italiano di Tecnologia e il Consorzio Intellimech e al quale partecipano realtà come Confindustria Bergamo, Kilometro Rosso, Università degli Studi di Bergamo e aziende Champion del territorio.

Physical AI e collaborazione pubblico-privata: la nuova fase del Joiint LAB,

Il principale obiettivo del primo accordo del 2020, che ha potuto contare su un investimento di oltre 5 milioni di euro, è stato quello di sviluppare un laboratorio congiunto nel campo della robotica e della meccatronica per applicazioni industriali nell’area di Bergamo, uno dei centri manifatturieri più innovativi e competitivi d’Europa, creando un collegamento reale tra le attività di ricerca svolte nei laboratori di IIT e le esigenze industriali dei partner, generando una contaminazione tra i due mondi.

“Da questa esperienza abbiamo imparato moltissimo”, ha detto Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia. “Abbiamo imparato a partire da descrizioni molto tecniche e applicative dei problemi industriali e a ragionare su come le nostre tecnologie potessero diventare soluzioni concrete. Questo era uno degli obiettivi di JOiiNT Lab: formare le persone delle imprese, ma anche formare noi stessi grazie al confronto continuo con loro”.

“Il primo contratto formalizzato nel 2019 aveva al centro un robot umanoide”, ha ricordato Antonio Bicchi, coordinatore dell’unità Soft Robotics for Human Cooperation and Rehabilitation di IIT. “All’epoca molte sopracciglia si sono alzate. Parlare di umanoidi sembrava prematuro, quasi futuristico. Eppure qui siamo riusciti a crederci e a farlo. Oggi l’umanoide nell’industria non è più un sogno: io direi che gli umanoidi sono pronti per diventare il nuovo automotive. In Cina, oggi, esistono linee di montaggio che producono cento umanoidi al giorno. Speriamo che anche l’Europa possa essere protagonista. Il valore di JOiiNT Lab non è stato solo l’umanoide, ma tutte le tecnologie che sono confluite in quella visione: dalla robotica collaborativa al controllo remoto, fino all’intelligenza artificiale applicata ai processi industriali. Pensiamo alla prima gru comandata da remoto da Monaco a Bergamo, o ai robot per l’ispezione degli impianti Cosberg diffusi in tutto il mondo. Da queste idee nascono innovazione, start-up, applicazioni concrete”.

Il nuovo accordo mira a consolidare il laboratorio congiunto come polo di innovazione industriale e ricerca applicata di alto livello nello sviluppo di tecnologie robotiche d’avanguardia applicabili all’ambito industriale e come modello per il trasferimento tecnologico.

Un obiettivo che si intende raggiungere anche attraverso la creazione all’interno dell’IIT di una unità di ricerca chiamata NuBots, Physical AI technologies for Human-Robot CoEvolutionla prima per IIT cofinanziata da un sistema pubblico e un sistema di privati, perseguendo un modello di sviluppo tipico degli Stati Uniti.

“Il laboratorio Joiint Lab sarà il cuore pulsante della nuova unità di ricerca dedicata allo sviluppo di soluzioni robotiche intelligenti, incentrate sull’uomo, pensate per affrontare sfide industriali complesse, integrando ricerca scientifica di eccellenza a esigenze pratiche, con l’obiettivo di facilitare il trasferimento dei risultati della ricerca agli stakeholder industriali”, aggiunge Manuel Catalano, Responsabile dell’unità ricerca NuBots, Physical AI technologies for Human-Robot CoEvolution e Coordinatore del laboratorio Joiint Lab.

L’evoluzione verso la fabbrica distribuita

Nei prossimi 11 anni il Joiint Lab punta a superare il paradigma della fabbrica tradizionale, spesso rigida e monolitica, a favore di un’architettura distribuita.

In questo modello una gestione centrale orchestra reti di produzione autonome dislocate su scala locale o globale.

Una trasformazione che abilita lo sviluppo di infrastrutture flessibili e robotizzate in grado di superare i limiti attuali per affrontare sfide logistiche, spaziali e climatiche. In questo scenario, l’essere umano resta al centro del processo, mantenendo il controllo della supervisione strategica e del valore decisionale.

AI fisica e metaverso industriale per il sistema Bergamo

Il piano di sviluppo si focalizza su due pilastri tecnologici fondamentali:

  • Metaverso industriale, un ambiente integrato in tempo reale che unisce digital twin, interfacce immersive e AI generativa. Questo ecosistema permette di simulare, progettare, validare e monitorare sistemi cyber-fisici complessi in modo estremamente preciso.
  • Robotica modulare e riconfigurabile, con macchine capaci di operare autonomamente o di collaborare con l’uomo e l’ambiente circostante. Il cuore di questa tecnologia è l’AI fisica, che permette ai robot di adattarsi a processi produttivi in continuo mutamento.

Per implementare queste innovazioni, verranno identificate sfide industriali specifiche basate sull’eccellenza del “Sistema Bergamo”, rappresentato dal Consorzio Intellimech.

I progetti pilota fungeranno da volano per nuovi scenari applicativi a beneficio dell’intero tessuto industriale nazionale.

Trasferimento tecnologico e competenze di alto livello

L’obiettivo primario dell’accordo è garantire un trasferimento tecnologico efficace: i risultati della ricerca in robotica e AI fisica devono tradursi in soluzioni concrete per le imprese, capaci di generare valore economico e sociale sul territorio.

“Joiint Lab rappresenta un modello unico di collaborazione pubblico-privata, in cui innovazione tecnologica e competenze umane si incontrano per creare soluzioni robotiche concrete e applicabili”, commenta Gianluigi Viscardi, Presidente del Consorzio Intellimech. “Questo nuovo investimento, resosi possibile grazie all’ecosistema territoriale e all’investimento di aziende Champion oltre che a IIT, ci permetterà di sviluppare tecnologie all’avanguardia, rafforzare il trasferimento tecnologico e formare professionisti altamente qualificati, contribuendo a rendere le fabbriche del futuro più flessibili, sostenibili e competitive”.

Parallelamente, l’intesa punta sulla formazione di nuovi professionisti. Attraverso un legame diretto con le realtà industriali, verranno create figure con competenze scientifiche e tecniche di alto profilo, indispensabili per potenziare la competitività della filiera manifatturiera italiana.

Sinergie e competenze: il ruolo dei partner per la crescita della filiera

Le diverse parti coinvolte nel Joiint Lab sono impegnate in base alla specificità dei loro ruoli. IIT e Intellimech lavoreranno insieme all’identificazione e allo sviluppo delle tecnologie e delle relative competenze, mentre il personale aziendale collaborerà all’applicazione di queste tecnologie a casi d’uso industriali concreti.

Confidustria Bergamo e Kilometro Rosso fungeranno da catalizzatore delle risorse e amplificatore dei risultati e della loro traslazione verso il tessuto industriale.

IIT e Università di Bergamo contribuiranno alla formazione di figure professionali altamente qualificate nella robotica e nell’intelligenza artificiale fisica.

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