Più velocemente emergono nuove tecnologie, più aumenta il vantaggio salariale di chi ha una formazione universitaria rispetto a chi non ce l’ha. Non perché le nuove tecnologie siano intrinsecamente più adatte ai lavoratori qualificati, ma perché chi ha studiato di più impara a usarle prima – e quando le novità arrivano in rapida successione, questo vantaggio non fa in tempo a scomparire. È la tesi di fondo di uno studio a firma di Tarek Alexander Hassan (Boston University), Aakash Kalyani (Federal Reserve Bank of St. Louis) e Pascual Restrepo (Yale University) pubblicato dal National Bureau of Economic Research (NBER).
LO STUDIO DEGLI ECONOMISTI
Salari e tecnologia: più l’innovazione corre veloce, più contano le competenze
Quando il ritmo con cui nascono nuove tecnologie accelera, il divario salariale tra chi ha una laurea e chi non ce l’ha si allarga. È la tesi centrale di un nuovo studio di tre economisti americani – Hassan, Kalyani e Restrepo – che quantifica per la prima volta questo meccanismo e lo mette alla prova sui dati americani degli ultimi cinquant’anni.

Continua a leggere questo articolo
Argomenti
Canali
ROBOTICA
-

Taisch: “La robotica è tema di sovranità industriale: serve una politica industriale, non solo incentivi”
08 Ott 2026 -

Dalla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca un Osservatorio sulla robotica
07 Ott 2026 -

Fanuc M-810, il robot per le lavorazioni meccaniche: precisione e forza per i grandi componenti
06 Ott 2026 -

Umanoidi e Physical AI, quali sono gli incentivi allo studio e perché il Governo è diviso
03 Ott 2026 -

L’umanoide Atlas ha una nuova mano più versatile: 13 gradi di libertà e quattro dita
02 Ott 2026










