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Energia nucleare e indipendenza energetica, l’UE spinge per accelerare sulla fusione



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La Commissione Europea approva il programma di lavoro Euratom 2026-2027 per rafforzare l’indipendenza energetica e la leadership tecnologica dell’Unione. Tra gli obiettivi principali figurano la creazione di una nuova partnership pubblico-privata per la fusione nucleare, il sostegno alle startup del settore tramite l’EIC e l’innovazione nella sicurezza della fissione e nella medicina nucleare.

Pubblicato il 19 mar 2026



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Ammontano a 330 milioni di euro le risorse stanziate dall’Unione Europea per accelerare nello sviluppo delle tecnologie nucleari. La Commissione ha infatti approvato il programma di lavoro di Euratom per il biennio 2026-2027, un programma di finanziamento complementare a Horizon Europe che riguarda la ricerca e l’innovazione nel settore nucleare.

Il programma di lavoro 2026-2027 mira a rafforzare l’indipendenza energetica, la competitività e la leadership tecnologica dell’UE, procedendo al contempo verso la neutralità carbonica entro il 2050, in linea con le priorità stabilite nel Programma indicativo comunitario nel settore nucleare (PINC), il Net-Zero Industry Act, il Clean Industrial Deal e la strategia sui reattori modulari di piccole dimensioni (SMR).

In linea con il Trattato Euratom, il programma ha una durata quinquennale. L’attuale ciclo, avviato nel 2021, è stato prorogato dal Consiglio nel 2025 per ulteriori due anni, garantendo così il pieno allineamento con il bilancio a lungo termine dell’Unione Europea per il periodo 2021-2027.

L’obiettivo di collegare la prima centrale commerciale a fusione: 222 milioni per la rete elettrica del futuro

La quota maggioritaria del finanziamento è destinata ad accelerare il passaggio della fusione nucleare dai laboratori alla rete elettrica.

L’obiettivo dell’Unione Europea consiste nel collegare la prima centrale commerciale a fusione per fornire energia pulita, accessibile e sicura a cittadini e imprese.

Per raggiungere questo traguardo, il programma prevede l’istituzione di una nuova Partnership Pubblico-Privata (PPP) finalizzata a sviluppare tecnologie commercialmente valide e a consolidare una solida catena di approvvigionamento europea.

Parte delle risorse sarà inoltre convogliata verso gli strumenti del Consiglio Europeo per l’Innovazione (EIC) per sostenere la crescita delle startup emergenti, attirare investimenti privati e favorire lo sviluppo di talenti specializzati in questo ambito di frontiera.

Sicurezza e medicina nucleare: 108 milioni per l’innovazione della fissione

Una quota di 108 milioni di euro è destinata alla ricerca collaborativa sulla fissione nucleare, con un focus prioritario sulla gestione sicura dei rifiuti radioattivi e sulla protezione dalle radiazioni.

Il programma finanzia lo sviluppo di materiali innovativi e soluzioni per garantire la sicurezza a lungo termine delle attuali centrali, sostenendo al contempo l’avanzamento dei reattori modulari di piccole dimensioni (SMR) e dei combustibili nucleari di nuova generazione.

Le risorse stanziate supporteranno la ricerca nella medicina nucleare per rafforzare l’autonomia dell’Unione Europea nella fornitura di isotopi fondamentali per le terapie oncologiche d’avanguardia.

Formazione e infrastrutture: l’Unione Europea punta sui talenti nucleari

Il programma Euratom mira a consolidare l’eccellenza scientifica dell’Unione attraverso l’attrazione e la formazione di nuovi talenti, avvalendosi di strumenti come le borse di studio Marie Sklodowska-Curie.

Per favorire la collaborazione transfrontaliera, l’iniziativa garantisce l‘accesso aperto a oltre 230 infrastrutture di ricerca nucleare in tutta Europa, promuovendo una maggiore integrazione dei ricercatori ucraini nello Spazio Europeo della Ricerca.

Un approccio sistemico che punta a creare una nuova generazione di professionisti in grado di gestire in sicurezza le tecnologie low-carbon “made in Europe”, rispondendo a una domanda di elettricità che si prevede raddoppierà entro il 2050.

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