i risultati del 2025

Gefran, l’automazione spinge la crescita in Italia e Asia. Attesa stabilità per l’inizio 2026



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Il Gruppo Gefran chiude l’esercizio con ricavi pari a 139 milioni di euro, in crescita del 4,8% rispetto all’anno precedente grazie alla spinta del business sensori e all’integrazione di CZ Elettronica, confermando una raccolta ordini in aumento del 5% e una solida posizione finanziaria netta di 32,8 milioni di euro nonostante l’incremento dei costi operativi.

Pubblicato il 23 mar 2026



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Gefran nel 2025 ha ottenuto ricavi per 139 milioni di euro, con un aumento del 4,8% rispetto ai 132,6 milioni registrati nel 2024.

L’incremento include il contributo dell’acquisizione di CZ Elettronica S.r.l., entrata nel perimetro di consolidamento da aprile 2025 per un valore complessivo di 1,6 milioni di Euro. Al netto di tale operazione, la crescita organica dei ricavi si attesterebbe al 3,6%.

Sono i risultati diffusi dall’azienda dopo che il Consiglio di Amministrazione ha approvato all’unanimità il progetto di Bilancio d’esercizio, Bilancio consolidato e Rendicontazione di sostenibilità al 31 dicembre 2025.

Gefran, i risultati del Gruppo nel 2025

L’analisi delle performance per area geografica evidenzia una crescita solida in Italia, dove l’incremento dell’8,7% (4,9% a perimetro costante) traina i risultati europei (+1,6%) e asiatici (+7,8%), mentre il mercato americano segna una contrazione del 2,6% legata esclusivamente alle fluttuazioni dei tassi di cambio.

Sul fronte delle aree di business, il segmento dei sensori si conferma il principale motore dello sviluppo con un balzo del 7,4% e una raccolta ordini in aumento del 6,9%.

Il comparto dei componenti per l’automazione registra invece una progressione del 2,4%, supportata anche dall’integrazione strategica di CZ Elettronica S.r.l.

Nonostante l’incremento del valore aggiunto a 99,5 milioni di euro, i margini reddituali risentono dell’aumento dei costi operativi e del personale. L’EBITDA si attesta a 22,4 milioni di euro, con un’incidenza del 16,2% sui ricavi, mentre il risultato operativo EBIT chiude l’esercizio 2025 a quota 14,3 milioni di euro, pari al 10,3% del fatturato, rispetto ai 15,1 milioni di euro rilevati nel 2024.

I risultati della capogruppo Gefran S.p.A.

Per quanto riguarda le performance della capogruppo, Gefran S.p.A., l’azienda chiude l’esercizio 2025 con ricavi pari a 86,1 milioni di euro, segnando un incremento del 7,3% rispetto all’anno precedente.

L’espansione del fatturato è sostenuta dalle ottime performance in Asia (+11,2%) e in Italia (+10,4%), mentre il mercato europeo cresce in modo moderato (+3,5%) a fronte di una flessione del 4,1% nell’area America.

Sul piano della redditività, l’EBIT si attesta a 8,3 milioni di euro, con un’incidenza sulle vendite del 9,7% rispetto al 10,2% del 2024.

La dinamica riflette la capacità del valore aggiunto di assorbire quasi interamente l’aumento dei costi operativi e del personale. Il risultato netto si mantiene positivo per 10,1 milioni di euro, contribuendo alla solidità del patrimonio netto che sale a 88,3 milioni di euro.

La posizione finanziaria netta della capogruppo rimane ampiamente positiva per 12,8 milioni di euro, evidenziando un miglioramento di 0,3 milioni di euro nel confronto con il dato registrato a fine 2024.

Le previsioni per il 2026: il Gruppo mantiene un cauto ottimismo nonostante l’impatto delle tensioni geopolitiche

Il Gruppo chiude il 2025 con risultati complessivamente positivi, confermando la capacità di resilienza già evidenziata nei primi mesi dell’anno.

I ricavi registrano una crescita, pur in un contesto influenzato da pressioni valutarie e da un incremento dei costi operativi, elementi che hanno inciso sulla marginalità e determinato un utile netto inferiore rispetto al 2024.

Il portafoglio ordini risulta in aumento sull’intero esercizio e conferma la propria robustezza anche nei primi mesi del 2026 nonostante un volume di ricavi in leggera diminuzione rispetto al medesimo periodo del 2025.

Nel corso del 2025 il Gruppo ha proseguito negli investimenti dedicati all’integrazione verticale dei processi produttivi, all’innovazione tecnologica, all’automazione degli impianti e alla formazione del personale, mantenendo una forte attenzione sia alle operations nazionali sia alle attività internazionali.

È stata consolidata la strategia commerciale, con risultati positivi nei settori industriali tradizionali e una crescente presenza in mercati emergenti, tra cui macchine mobili e semiconduttori.

Guardando al 2026, la domanda manifesta dinamiche eterogenee tra settori e aree geografiche: si conferma il dinamismo dei comparti tecnologicamente avanzati e dei mercati asiatici, mentre permane prudenza in alcuni segmenti ciclici e nei Paesi europei.

In questo scenario, il Gruppo prevede una crescita moderata dei ricavi e il mantenimento di una marginalità positiva, continuando a monitorare l’evoluzione del contesto macroeconomico, compresi gli eventuali impatti derivanti dal conflitto in Medio Oriente, oggi difficilmente prevedibili, e a perseguire il rafforzamento della propria posizione competitiva.

“I risultati conseguiti nel 2025 confermano la solidità strutturale di Gefran, con ricavi in crescita, una posizione finanziaria solida e una domanda resiliente, alimentata in particolare dal business Sensori e dall’espansione nei mercati asiatici. Gli investimenti industriali, l’innovazione di prodotto e le acquisizioni tecnologiche hanno ulteriormente rafforzato il posizionamento competitivo del Gruppo, sostenuti da una generazione di cassa positiva”, commenta Marcello Perini, Amministratore Delegato del Gruppo Gefran.

“Guardando al 2026, proseguiamo con determinazione nel nostro percorso di sviluppo: puntiamo ad accelerare la crescita nei mercati, valorizzare sempre più il capitale umano e rafforzare la capacità produttiva, con l’obiettivo di sostenere nel tempo crescita e redditività. Sebbene l’avvio dell’anno mostri una domanda ancora in fase di stabilizzazione, ci attendiamo un primo trimestre con risultati positivi in termini di ricavi e marginalità, pur su livelli inferiori rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente”, aggiunge.

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